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Introduzione all'opera

Siamo a Venezia di notte. Già questa cosa è una sovversione a proposito di quell'ordine e caos (Venezia-Cipro). Il fatto che ci troviamo di notte a Venezia, è più probabile che di notte si crei il caos. La notte accoglie meglio i disordini. Siamo a Venezia di notte e si creerà disordine: Roderigo e Iago sono qui per portare scompiglio nel cuore della notte.

Conversazione tra Roderigo e Iago

Prime battute: incontriamo questi due personaggi in conversazione ma la conversazione è già partita prima. Non vediamo l'inizio della conversazione, stiamo nel bel mezzo della conversazione perché non riusciamo a comprendere di cosa stiamo parlando. È uno scambio che ci fa intendere che si sta parlando di qualcosa ma non ci rivela ancora che cosa. Il terzo verso: "mi dispiace molto che tu, proprio tu, dovessi sapere di questo (e non averlo detto a me)". Però è un "questo". Iago risponde con un'imprecazione: "non lo sapevo, neanche potevo mai sognare una cosa del genere." Apprendiamo che si tratta di una cosa importante: "such a matter". "Mia avevi anche detto che LO odiavi", primo riferimento a Othello.

Apertura realistica e introduzione ai personaggi

Apertura molto realistica. Ci troviamo in medias res. Stiamo già nella storia. Molte volte Shakespeare fa partire i personaggi in scambi che sono già stati avviati in precedenza. A noi, come spettatori o lettori, ci si deve palesare man mano qual è la situazione. Spesso il testo shakesperiano inizia con personaggi secondari in scena, accade così per Othello ma anche per tanti altri testi: anche per Romeo and Juliet, dopo il coro che riassume la vicenda precedente, entrano Romeo and Juliet. Entrano in scena personaggi secondari perché spesso si affida l'introduzione dei personaggi principali agli altri.

I personaggi principali

Shakespeare ci fa arrivare ai personaggi principali (quando non siano i villains come Richard III, Iago, Aaron in Titus Andronicus – non sono personaggi che vengono definiti da altri, sono personaggi che, nella maggior parte dei casi, presentano sé stessi). Nel caso di Iago, gli altri ci darebbero anche una versione falsata perché non comprendono fino in fondo la sua cattiveria. Questa è una cosa che chiede al lettore e allo spettatore di stare molto attenti, bisogna stare all'erta. Perché quello che vi viene detto dei personaggi principali, noi dobbiamo analizzarlo, dobbiamo non farlo diventare immediatamente verità ma lo dovremmo intendere come elemento-strumento che ci permette anche di analizzare, di comprendere il quadro culturale del tempo, la visione che lo spazio culturale del tempo permette di avere di quei personaggi principali con quelle determinate caratteristiche.

Othello e la cultura del tempo

In questo caso abbiamo Othello che viene presentato, il modo in cui Iago presenta Othello è il modo in cui la cultura del tempo intenderebbe i neri, quelli come Othello. In questo modo il testo diventa polifonico, a più voci: offre la visione di Othello che viene dalla cultura del tempo e da Iago e poi offrirà anche la versione di Othello che viene da Othello stesso e noi dobbiamo mettere in relazione le due versioni.

Discussione tra Iago e Roderigo

vv.41 Atto I: Iago sta ancora parlando con Roderigo. Qui Iago presenta sé stesso fino a vv.70. Nelle prime battute, Iago si riferisce a Othello; stanno parlando del matrimonio segreto tra Othello e Desdemona. Quel matrimonio è un guaio per Roderigo perché Roderigo era innamorato di Desdemona, lui è stato rifiutato dal padre di Desdemona che ha ritenuto Roderigo non all'altezza della figlia. Roderigo ci fa anche capire che Iago gli aveva promesso che Desdemona, in un modo o nell'altro, sarebbe stata sua e ora che Desdemona è sposata con Othello, Roderigo pensa che la promessa di Iago sia stata inutile. Iago dice di non preoccuparsi e "put money in thy purse" (metti denaro nella tua sacca), la loro relazione si definisce con quelle battute, quel "purse" che ritorna, è un'amicizia molto interessata nella quale Roderigo ha anche messo proprio il suo portafoglio pur di riuscire nel suo intento di avere Desdemona. Questo è il contesto di questa discussione.

Essere e apparire

Poi Roderigo osserva: "ma se tu odi e confermi di odiare il moro, perché continui a seguirlo?" Iago spiega: "è vero, lo seguo ma solo per avere il mio tornaconto." Poi porta degli esempi: l'esempio di quelli che non sono come lui: "ci sono alcuni servitori che sono nati per servire per sempre e, alla fine del loro servizio, non gli resterà proprio niente, daranno anche l'anima per i propri padroni ma alla fine non avranno di che vivere degnamente. Io non sono tra questi, io appartengo a un altro tipo di servitori." V.48 metà verso: "ci sono altri che, pur servendo, riescono a fare il proprio interesse." Ma come fanno a farlo? Attraverso una strategia che mette in relazione ESSERE e APPARIRE.

Strategia di Iago

Come intende la relazione tra essere e apparire? Sta già dicendo lui com'è, cosa fa, a quale schiera di servitori appartiene. Parla di "forms and visages of duty" e, al verso 51, parla di "throwing but shows of service": nient'altro che apparenza di servizio, tutto spettacolo. Tutto quello che lui fa è organizzare essere e apparire in questa maniera qui. Nell'essere c'è la sua menzogna, ci sono i suoi piani segreti, nell'apparire, appare tutt'altro. Desdemona che è pura nell'essere, Iago la farà apparire impura agli occhi di Othello. È una stratificazione di essere e apparire che riesce a rendere Shakespeare fino al punto di farci perdere la profondità di questi strati l'uno sull'altro.

Visione di Othello

Questo per molti motivi: 1- perché Othello è giusto ma è giusto da un momento in poi. È dal momento in cui lui entra nella società veneziana non più come figura pubblica ma sposando Desdemona; è da quel momento in poi che un gruppo di persone comincia a vedere il colore della pelle. Fino a quel momento era stato ben accetto, veniva invitato da Brabanzio a cena ("mangiare nello stesso piatto"). Othello, per quella domesticità, trova porte aperte finché è solo figura pubblica. La visione di Othello non è da parte di tutti i veneziani la stessa: alcune visioni cambiano, altre restano uguali. 2- La stratificazione di essenza-apparenza perché in Othello noi arriveremo a un certo punto a vedere che la bontà di Othello che stava nell'essenza di Othello, poi veramente si trasforma un po' e da essenza nobile, buona, giusta diventa qualcos'altro. Però poi il testo ci fa vedere che quel qualcos'altro di negativo cerca di riscattarsi (verso la fine) ma noi non sappiamo se realmente riesce a riscattarsi. Per Othello parliamo di essenza-apparenza che esistono però sono fluide. Questa opposizione a più livelli, per più personaggi, da più punti di vista, domina il testo.

Conclusioni sul linguaggio di Iago

vv.57: quanto sono "concettosi" questi due versi? quant'è complesso comprendere questi due versi? Quant'è banale quest'affermazione? Io potrei dire questo di qualsiasi persona. È un'affermazione che è verificata sempre, dovunque. Questa banalità ci dice anche un'altra cosa di Iago: Iago usa il linguaggio in una maniera fenomenale. Qui pare che stia impiantando quale discorso filosofico, è un inizio per dire "quanto è vero, ti assicuro che se io fossi un altro non sarei me stesso". Qui lui già ci sta annunciando qualcosa di sé, ce lo fa capire. La pomposità di dire questa cosa che è una cosa che fa da sé. Continuando, rivela questa sua abilità con il linguaggio: dice verità che sono tranquille ma le presenta come la scoperta del secolo e poi di nuovo a dire: "io non rivelerei mai la mia vera natura perché, a quel punto, è come se io mettessi il mio cuore qui sul braccio per essere beccato dagli uccelli". Qui ancora sta ribadendo che lui lavora in quell'opposizione tra essere e apparire. E poi conclude con quell' "I am not what I am". La battuta dice tranquillamente: "non fidatevi di me, io non sono quello che sono". Allusione all'

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cristiana7735 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi L'Orientale di Napoli o del prof Cimitile Anna Maria.
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