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Origine e sviluppo della mente umana

Cosa significa studiare e spiegare lo sviluppo?

Lo studio dello sviluppo può essere definito come lo studio dei cambiamenti, cioè delle trasformazioni che avvengono nel corso del tempo all’interno di una o più aree del funzionamento dell’organismo.

È diverso dal concetto di crescita, definita come l’incremento della massa e della dimensione dell’organismo e che fa riferimento alla dimensione quantitativa del cambiamento, è diverso da quello di maturazione, che sottolinea la dimensione del cambiamento legata all’estrinsecazione delle potenzialità presenti in un sistema e che si riferisce a cambiamenti derivanti dal dispiegamento del patrimonio genetico, ed infine da quello di apprendimento, cioè quel processo mediante il quale nuove conoscenze o capacità vengono acquisite o perfezionate attraverso l’esperienza.

Lo sviluppo non è, invece, sempre incrementale e le curve di sviluppo non sono sempre monotoniche e unidirezionali; inoltre, fa riferimento alla dimensione qualitativa del cambiamento: comprende l’insieme dei cambiamenti che avvengono nel tempo nelle diverse aree del funzionamento mentale grazie all’interazione tra le potenzialità dell’individuo, inscritte nel patrimonio genetico, e l’esperienza.

Per esempio, nello sviluppo motorio il bambino nasce con schemi predeterminati e innati (riflessi), che poi scompaiono tra i 2 e 3 mesi ⇒ curva decrementale.

Anche nello sviluppo percettivo c’è una curva decrementale nel fenomeno della sintonizzazione percettiva nella discriminazione di un range di stimoli visivi (riconoscimento di volti della stessa razza o diversa subisce un decremento) e acustici (decrementa l’abilità di discriminare contrasti fonetici).

Nello sviluppo linguistico c’è una curva a U nel fenomeno della iperregolarizzazione dei verbi, in quanto nello sviluppo della capacità di usare i verbi c’è una fase di caduta della prestazione, nella quale i bambini commettono più errori rispetto alla fase precedente (il bambino impara la regola: i verbi al passato finiscono per ato o ito, ma diminuisce la prestazione, perché sbaglia nei verbi irregolari).

Invece, nello sviluppo linguistico nel fenomeno dell’esplosione del vocabolario c’è una curva non lineare, poiché la produzione linguistica subisce un brusco decremento.

Nello sviluppo motorio della dominanza manuale c’è una curva fluttuante, poiché la preferenza manuale compare e scompare in base alla comparsa del gattonamento e della marcia.

⇒ Per studiare lo sviluppo bisogna focalizzarsi sui cambiamenti nel tempo ⇒ attenzione al processo e non al comportamento in sé.

Bisogna assumere un punto di vista dinamico, secondo cui il processo di sviluppo è inteso come una sequenza di trasformazioni e non una sequenza di prodotti ⇒ psicologia del ciclo di vita e non dell’età evolutiva perché i cambiamenti avvengono per tutta la vita.

Caratteristiche della cognizione umana adulta

Caratteristiche della cognizione umana adulta: organizzata in forma specializzata, astratta, flessibile, manipolabile, consente di usare il pensiero in modo creativo (= accedere consciamente alla propria conoscenza, utilizzandola in modo flessibile per scopi diversi ⇒ capacità di immaginare il futuro, cose non accadute).

⇒ Studiare lo sviluppo cognitivo significa:

  • Indagare in che modo l’uomo costruisce il patrimonio di conoscenze sul mondo e arriva ad organizzare tale conoscenza in forma astratta, e dunque flessibile. Indagare in che modo, nelle diverse fasi dello sviluppo, l’uomo codifica, organizza e rappresenta nella propria mente/cervello le informazioni relative a fenomeni e contenuti differenti.
  • Indagare in che modo emerge la specializzazione neurocognitiva che caratterizza la mente e il cervello adulto: in che modo il sistema neurocognitivo diventa sempre più articolato e complesso, attraverso processi di crescente differenziazione ed organizzazione.

Due modi di intendere lo sviluppo

  • Approccio descrittivo dello sviluppo: focus sull’analisi della prestazione dei bambini alle diverse età in specifici compiti e sui prodotti dello sviluppo.
  • Studio dello sviluppo come strumento teorico per esplorare la cognizione umana: interesse non solo per il comportamento, ma anche modalità e procedure messe in atto dal bambino per raggiungere la soluzione del compito, cioè l’architettura (organizzazione di base della mente) ⇒ più vicino all’approccio interpretativo.

Previsioni degli adulti sulle competenze dei bambini: sottostimano quelle dei più piccoli e sovrastimano quelle dei più grandi. Negli ultimi decenni i diversi studi hanno portato a una modifica della concezione delle competenze dei bambini.

  • Il comportamentismo (USA anni ’20-’60): il bambino come tabula rasa, cioè, attraverso l’esperienza, accumula gradualmente e passivamente informazioni ⇒ visione empirista/meccanicista dello sviluppo.
  • Il costruttivismo di Piaget (Europa anni ’20, USA fine anni ’50): il bambino cerca attivamente le informazioni, ma nel primo anno ha solo competenze senso motorie; l’azione è l’unico mezzo attraverso il quale il bambino interagisce con l’ambiente ⇒ è l’azione a strutturare la percezione ⇒ immaturità motoria equivale a immaturità cognitiva.
  • Il cognitivismo (USA anni 70): interesse passa dall’azione ai processi che la supportano e la precedono (attenzione, percezione, memoria). Immaturità motoria non equivale a immaturità cognitiva, perché nella prima infanzia la percezione ha il primato sull’azione. Alcuni aspetti di funzionamento cognitivo rimangono stabili durante la vita ⇒ sviluppo come processo continuo.
  • L’approccio innatista/modulare (anni 80): nasce già predisposto ad elaborare in modo specializzato una vasta gamma di domini di conoscenza; nel patrimonio biologico sono inscritte le informazioni necessarie per specificare capacità o conoscenze altamente specializzate per alcuni domini ⇒ lo sviluppo consiste in un arricchimento di alcuni nuclei di conoscenza innati.
  • Le neuroscienze cognitive dello sviluppo (anni 90): alla nascita è dotato di un insieme di predisposizioni biologiche generali che limitano e incanalano lo sviluppo. (Esempio: BIAS strutturali, temporali e rappresentazionali).

Specificità dello sviluppo umano

1. L’uomo nasce immaturo (non sa parlare, camminare…) ⇒ costo alto per il neonato che usa il 60% del cervello e per i suoi genitori che devono occuparsi di lui totalmente.

Ma questa immaturità ha anche un valore, perché consente lo sviluppo di architetture neurali che supportano i livelli di sviluppo successivo più complessi e consente all’esperienza con l’ambiente fisico e sociale di esercitare un ruolo cruciale ⇒ less is more.

Secondo Meltzoff, le sorprendenti capacità di apprendimento dei bambini nei primi anni di vita sono supportate da tre principi, che costituiscono il fondamento di una moderna scienza dello sviluppo:

  • Lo sviluppo è computazionale: dalla nascita i bambini sono capaci di apprendere grazie alla capacità di inferire modelli strutturati del loro ambiente a partire da regolarità statistiche nascoste nell’informazione sensoriale; i bambini acquisiscono queste informazioni in maniera implicita, senza training diretto, senza rinforzo e senza supervisione. È sufficiente il fatto che una data combinazione di stimoli sia più probabile di un’altra nell’ambiente percettivo per consentire al bambino di individuare la regola sottostante e apprenderla. ⇒ Importanza dell’apprendimento implicito, sui cui meccanismi si fonda l’apprendimento di capacità complesse. Esempio: statistical learning (apprendimento delle regole statistiche tra gli elementi di una sequenza temporale sulla base della probabilità ⇒ automatico, non richiede istruzioni, permette l’apprendimento ⇒ origine ontogenetica e filogenetica) e rule learning (apprendimento delle regole statistiche a partire dalla regolarità spazio-temporale tra gli elementi della sequenza e generalizzazione della regola a sequenze nuove).
  • È sociale: le informazioni sociali aprono una sorta di cancello, perché mettono in rilievo cosa e quando è importante apprendere; fin dalla prima infanzia i bambini prestano attenzione alle persone e sono motivati a ripetere le azioni che vedono compiere.
  • Si basa su meccanismi che connettono percezione e azione: azioni che si osservano e azioni che mettiamo in atto sono due comportamenti sociali cruciali nell’essere umano ⇒ imitazione (accelera l’apprendimento e moltiplica le occasioni da apprendere; è più veloce dei processi di scoperta individuale e più sicura dei processi per prove ed errori; usata dai bambini per creare la prima conoscenza) e attenzione condivisa (importante per comunicazione e apprendimento). Esempio: risonanza motoria: i bambini apprendono osservando il comportamento degli altri e lo interpretano come guidato da uno scopo attraverso meccanismo di risonanza motoria che coinvolgono il sistema motorio.

Le domande centrali delle teorie dello sviluppo

Le teorie dello sviluppo (cognitivo) si differenziano per la risposta che hanno fornito a 4 domande fondamentali:

  1. Cosa vs come? Che cosa si modifica nel corso dello sviluppo e come avvengono queste modificazioni?
  2. Continuità vs discontinuità: lo sviluppo è un processo che implica modificazioni qualitative o quantitative?
  3. Innato vs appreso? Qual è il rapporto tra i fattori biologici e l’esperienza nella determinazione dei cambiamenti che avvengono nel corso dello sviluppo (innato-appreso)?
  4. Dominio-specifico vs dominio-generale? Lo sviluppo coinvolge in ogni momento in modo uniforme tutto il sistema cognitivo, o ha luogo con tempi e modalità diverse per ogni specifica area della conoscenza, ossia per ogni dominio dell’attività cognitiva?

1. Cosa e come?

Le due domande rimandano al rapporto tra descrizione e spiegazione.

  • Cosa si sviluppa?
    • Tutte le teorie dello sviluppo hanno fornito una risposta a questa domanda, proponendo una particolare visione a livello descrittivo del sistema cognitivo.
    • Significa specificare qual è l’organizzazione del sistema cognitivo e i processi di cui dispone nel corso del tempo.
    • Cosa cambia in gruppi di età diverse?
  • Come avviene lo sviluppo?
    • Domanda più complessa, a cui non tutti gli approcci teorici hanno saputo rispondere.
    • Livello esplicativo.
    • Significa specificare quali sono i meccanismi responsabili dei cambiamenti (per poter spiegare e prevedere un fenomeno) cui il sistema cognitivo va incontro nel corso del tempo, ossia la loro natura e le loro modalità di funzionamento.

Le diverse teorie si possono articolare in tre livelli, posti su un continuum che va dalla descrizione alla spiegazione del cambiamento evolutivo:

  • I livello dei compiti: spiegazione delle differenze legate all’età nella capacità cognitive relative a un compito specifico registrate tra un tempo t1 e un tempo successivo t2 ⇒ modello descrittivo.
  • II livello dei domini: spiegazione valida per tutti i compiti relativi a un singolo dominio dell’attività cognitiva ⇒ consente di spiegare il funzionamento cognitivo all’interno dell’area della conoscenza e di spiegare le modificazioni osservate nel comportamento rispetto a una varietà di compiti specifici.
  • III livello dei principi generali sottostanti il funzionamento cognitivo: individua i principi elementari di organizzazione del sistema cognitivo, cioè i processi innati dei quali il sistema si serve per estrarre l’informazione dall’ambiente e per elaborarla ⇒ offre un quadro generale all’interno del quale spiegare il funzionamento della mente in tutti i domini della conoscenza e in tutti i compiti relativi a ciascun dominio.

Le risposte del comportamentismo e delle teorie dell’apprendimento sociale

Le risposte del comportamentismo e delle teorie dell’apprendimento sociale (Skinner, Bandura):

  • Qualsiasi abilità che è appropriata all’età può essere insegnata fornendo al bambino rinforzi positivi o esponendo il bambino ad un modello il cui comportamento viene rinforzato (apprendimento osservativo).
  • Ciò che si sviluppa è la catena di associazioni tra stimoli e risposte (sviluppo = apprendimento).
  • Il cambiamento riguarda singole unità di comportamento osservabile, indipendenti l’una dall’altra, ciascuna delle quali è sotto controllo di singole variabili comportamentali (principio del riduzionismo).
  • Lo sviluppo avviene grazie al funzionamento di un complesso di leggi di associazione innate che legano gli stimoli esterni alle risposte comportamentali del soggetto (principio della parsimonia).

Le risposte della teoria piagetiana

Le risposte della teoria piagetiana:

  • Cosa si sviluppa?
    • Ciò che si sviluppa è la struttura (principio logico organizzatore del pensiero, che consente al bambino di inglobare i dati della realtà e interpretarli in base al modo in cui in quel momento è la sua mente) del sistema cognitivo nella sua totalità.
    • Lo sviluppo cognitivo implica una modificazione sostanziale delle strutture mentali che il bambino utilizza per comprendere e interagire con la realtà ⇒ teoria strutturalista.
  • Come avviene lo sviluppo?
    • Lo sviluppo è un processo attivo e creativo: il bambino interpreta attivamente la realtà e quest’ultima modifica le sue strutture mentali, in uno scambio bidirezionale continuo.
    • L’apprendimento è un atto concreto, si realizza attraverso l’azione sulla/con la realtà (manipolare, agire sui concetti per apprenderli).
    • Il cambiamento è garantito dal funzionamento degli invarianti funzionali (fattore di equilibrazione ⇒ all’interno organizzazione, cioè l’accordo del pensiero con se stesso, all’esterno adattamento, cioè l’accordo del pensiero con le cose ⇒ assimilazione + accomodamento ⇒ processi determinati biologicamente, che portano a cambiamenti di portata generale all’interno della struttura cognitiva allo scopo di consentire al bambino di mantenere uno stato di equilibrio nei confronti dell’ambiente e delle sue richieste. ⇒ teoria costruttivista (costruire in base alla realtà ⇒ scambi bidirezionali con l’ambiente).

Le risposte dell’approccio cognitivista e la teoria dell’elaborazione dell’informazione (HIP)

Cosa si sviluppa? Lo sviluppo cognitivo è inteso come lo sviluppo dei processi che manipolano l’informazione, accompagnato dal conseguente incremento nella capacità di creare rappresentazioni sempre più complesse e sofisticate dell’ambiente ⇒ processi: regole, strategie, capacità di elaborazione ⇒ e rappresentazioni: prodotti dell’elaborazione (conoscenza).

L’approccio dell’HIP applicato allo studio dello sviluppo cognitivo: i Neopiagetiani:

  • Inizialmente ha fornito agli studiosi di formazione piagetiana nuovi strumenti teorici e metodologici per indagare aspetti dello sviluppo originariamente indagati da Piaget attraverso l’approccio strutturalista ⇒ i Neopiagetiani.
  • In seguito ha fornito la base teorica per lo studio dello sviluppo di competenze non indagate da Piaget: percezione, attenzione, memoria, processi di controllo.
  • Una delle principali critiche rivolte a Piaget: i compiti piagetiani non costituiscono delle misure pure (la prestazione è una diretta manifestazione dell’applicazione sottostante il compito) di capacità di ragionamento sottostanti. I Neopiagetiani dimostrano che il corretto superamento di un compito implica una serie di abilità distinte ed eterogenee, alcune delle quali possono non essere parte integrante della capacità di ragionamento che il compito si propone di accertare. Inoltre offrono descrizioni dettagliate, esplicite ed articolate delle operazioni mentali che il soggetto esegue per risolvere un compito cognitivo.

Esempio: inferenza transitiva: dato A<B e B<C ⇒ A<C (vedi pag. 100 libro).

Per Piaget, secondo un’interpretazione strutturalista, nel compito è coinvolta un’abilità logica ⇒ l’inferenza transitiva fa parte della struttura logica dello stadio operatorio concreto, caratterizzata dalla reversibilità.

Per Bryant & Trabasso nel compito sono coinvolte molteplici abilità di tipo attentivo e mnestico (es: esperimento bastoncini colorati) ⇒ la memoria (ampiezza della memoria di lavoro) gioca un ruolo fondamentale nelle prestazioni cognitive, i limiti nelle capacità mnestiche possono ostacolare l’utilizzo di abilità logiche apparentemente assenti ma in realtà già disponibili. ⇒ Piaget sottostima la capacità dei bambini di compiere ragionamenti transitivi.

Esempio 2: il principio di gravità (il compito piagetiano della bilancia), pensiero ipotetico deduttivo (stadio operatorio formale) (vedi pag. 101-103).

Compito: prevedere quale dei due bracci si abbasserà? Risposta: rapporto tra N. di pesi e distanza dal fulcro.

⇒ Siegler dimostra che le prestazioni dei bambini di età diverse (3-17 anni) possono essere predette sulla base di 4 regole di complessità crescente, partendo dagli errori e dalle risposte corrette: verso i 5 anni regola numero dei pesi, 9 anni regola se numero di pesi, allora distanza, dai 9 ai 17 anni, regola numero dei pesi + distanza, ma non se le due informazioni sono opposte e regola prodotto numero di pesi e distanza.

Quando peso e distanza sono in conflitto (problema del conflitto del peso), i bambini che usano la regola 3 hanno prestazioni più scadenti di quelli che usano la regola 1/2/4 ⇒ andamento a U nella curva di sviluppo del comportamento strategico del compito della bilancia.

  • Oltre a consentire le rivisitazione di molte delle domande poste da Piaget, ha fornito la base teorica per lo studio dello sviluppo di competenze non indagate da Piaget: percezione, attenzione, memoria, processi di controllo.
  • Cosa si sviluppa? [Vedi pag. 104-121]
    • Aumenta la capacità di elaborazione: questo è in accordo con l’incremento dello span di memoria in funzione dell’età.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Psicologiaa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Origine e sviluppo della mente umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Macchi Cassia Viola.
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