Psicologia dello sviluppo cognitivo
Cosa si intende per sviluppo cognitivo?
Lo sviluppo cognitivo implica diverse forme di cambiamento, ma non è riducibile a nessuna di esse:
- Crescita: incremento della massa e nelle dimensioni dell'organismo. Si tratta di un incremento graduale, parliamo di una curva di accrescimento ponderale (peso in funzione dell'età).
- Maturazione: modificazioni legate al dispiegamento del patrimonio genetico.
- Apprendimento: processo mediante cui le conoscenze e le capacità vengono acquisite e perfezionate attraverso l'esperienza individuale (studio, addestramento).
Sviluppo: cambiamenti che avvengono in una o più aree del funzionamento dell'organismo in funzione del tempo, grazie alle interazioni tra fattori biologici ed esperienza.
Lo sviluppo non è sempre incrementale come la crescita e la maturazione, talvolta implica la perdita di abilità anziché la loro acquisizione e un calo della prestazione. Es: riflessi neonatali, fonemi, reaching. Le curve di sviluppo non sono sempre monotoniche e unidirezionali. Lo sviluppo è una sequenza di trasformazioni: possiamo osservare lo sviluppo in diversi domini/aree:
Sviluppo motorio
Alla nascita sono spesso presenti molti riflessi neonatali che tendono a scomparire intorno ai 2-3 mesi (curva decrementale).
Nel primo anno di vita, si sviluppano alcune abilità motorie ma questo è strettamente legato ad altre acquisizioni ed esperienze sensomotorie. Per altro si tratta di un'acquisizione fluttuante di capacità con alti e bassi.
Una delle capacità che si sviluppa è quella della dominanza manuale: sviluppo dell'afferramento (reaching). Le fluttuazioni di apprendimento di questa abilità sono legate alla comparsa del gattonamento (crawling) e poi della marcia.
- 4 mesi: bimanuale.
- 8 mesi: destra o sinistra.
- 12 mesi: bimanuale.
- > 12 mesi: solo destra o solo sinistra.
Sviluppo percettivo
Nei primi 3 mesi di vita il B è in grado di distinguere un range di stimoli visivi (volti) e acustici (suoni linguistici, ritmi musicali) più ampio di quello che è in grado di discriminare a 12 mesi (curva decrementale). Si tratta del fenomeno della sintonizzazione percettiva in questo caso nel dominio dei volti. Consiste nella capacità di discriminare l'identità dei volti di specie o razze diverse da quella a cui il B appartiene. Questa capacità diminuisce nel primo anno di vita, ma è accompagnata dalla progressiva specializzazione neuro-cognitiva per il riconoscimento dei volti umani appartenenti alla propria razza.
Sintonizzazione percettiva nel dominio del linguaggio: nel primo anno di vita diminuisce la capacità del B di discriminare i contrasti fonetici. Al contempo però si sviluppa una specializzazione dei processi percettivi per i contrasti presenti nella propria lingua.
Sviluppo linguistico
Si osserva un fenomeno di decremento delle capacità anche per quanto riguarda lo sviluppo delle capacità di usare i verbi: tra i 4-6 anni si assiste a un periodo in cui i bambini commettono più errori nell'uso dei verbi di quanto non facessero prima → fenomeno della iperregolarizzazione dei verbi.
Modi di intendere lo sviluppo
- Approccio descrittivo → il focus è posto sull'analisi della prestazione dei bambini alle diverse età in specifici compiti; e sul prodotto dello sviluppo. Es: descrizione delle tappe fondamentali dello sviluppo motorio.
- Studio dello sviluppo come strumento teorico per esplorare la cognizione umana → pone attenzione non solo al comportamento osservabile ma anche alle modalità/procedure messe in atto dal B per arrivare alla soluzione del compito. Come è organizzata la mente, con quali meccanismi avviene il cambiamento... è un approccio più interpretativo, che cerca di dare una spiegazione.
Le teorie dello sviluppo cognitivo sono articolate su 3 livelli a seconda della posizione lungo il continuum descrizione-spiegazione del cambiamento.
- Livello 1: teorie che danno una spiegazione delle differenze legate all'età nelle capacità cognitive relative a un compito specifico tra un tempo t1 e un t2. Sono i modelli dei compiti. Sono dei modelli descrittivi di ciò che accade in uno specifico compito cognitivo.
- Livello 2: teorie che danno una spiegazione valida per tutti i compiti relativi a un singolo dominio dell'attività cognitiva (a una specifica area di conoscenza come per es il linguaggio, ragionamento matematico, percezione visiva). Sono dei modelli dei domini. Le spiegazioni del funzionamento cognitivo in un'area della conoscenza sono fornite a partire da alcuni principi generali e permettono di spiegare le modificazioni osservate nel comportamento rispetto a una varietà di compiti specifici.
- Livello 3: teorie che individuano i principi elementari di organizzazione del sistema cognitivo di cui il sistema si serve per estrarre le info dall'ambiente e per elaborarle. Sono modelli dell'architettura della mente. Offrono un quadro generale in cui spiegano il funzionamento della mente in tutti i domini di conoscenza e in tutti i compiti relativi a ciascun dominio.
L'oggetto di studio della psicologia dello sviluppo non è solo il bambino: si parla di “psicologia del ciclo di vita” in quanto le funzioni psichiche subiscono mutamenti incessanti lungo tutto il corso della vita. Non si parla più di “psicologia dell'età evolutiva” perché gli orizzonti della disciplina si sono allargati e considerano anche invecchiamento ed età neonatale.
Per la teoria dello sviluppo è fondamentale che ci si focalizzi sui cambiamenti che si verificano nel comportamento e nelle attività psicologiche in funzione del tempo. L'attenzione è posta sul processo e non sul comportamento in sé.
→ La psicologia dello sviluppo cognitivo studia:
- I meccanismi di cambiamento = modalità con cui i processi cognitivi emergono, si trasformano e si coordinano nel tempo.
- Comprensione della mente umana al fine di comprendere il funzionamento della mente adulta.
Nell'adulto la conoscenza è rappresentata in una forma estremamente astratta, flessibile e manipolabile, che permette al soggetto di usare in modo creativo il proprio pensiero. La creatività consiste nella possibilità di accedere consciamente alla propria conoscenza, usandola in modo flessibile per scopi differenti.
Nell'adulto la cognizione e il cervello sono organizzati in modo molto specializzato: ci sono circuiti neurali e processi percettivi specializzati per manipolare info specifiche (linguaggio, suoni, numeri...). Studiare lo sviluppo cognitivo significa capire in che modo l'uomo costruisce il patrimonio di conoscenze sul mondo e arriva ad organizzare queste conoscenze in forma astratta flessibile. Come l'uomo codifica, organizza e rappresenta nel cervello le informazioni. Significa anche indagare come emerge la specializzazione neurocognitiva tipica del cervello adulto: come fa il cervello a diventare sempre più articolato e complesso attraverso i processi di differenziazione e organizzazione.
Concezione contemporanea del bambino
- Attivo nell'elaborazione delle esperienze sensoriali.
- Dotato di prerequisiti percettivi e cognitivi precoci che si sviluppano grazie all'interazione con l'ambiente.
- Dotato di competenze adattive percettive.
Comportamentismo: USA anni '20-'60, teorie dell'apprendimento sociale: il bambino è visto come una tabula rasa che attraverso l'esperienza accumula gradualmente e passivamente informazioni circa linguaggio, numeri, suoni ecc... Si tratta di una visione empiristica e meccanicistica dello sviluppo.
Costruttivismo: Europa anni '20, USA fine anni '50, il bambino piagetiano: il bambino ricerca attivamente le informazioni, ma al primo anno di vita possiede solo competenze di natura sensomotoria. L'azione è l'unico mezzo con cui il B interagisce con l'ambiente. L'azione struttura la percezione. L'immaturità motoria equivale a immaturità cognitiva.
Cognitivismo: USA anni '70, il bambino cognitivista: l'attenzione si sposta dall'azione ai processi cognitivi (attenzione, percezione e memoria). L'immaturità motoria non coincide con l'immaturità cognitiva. Nella prima infanzia si assiste al primato della percezione sull'azione. Secondo i cognitivisti la cognizione infantile può essere oggetto di studio scientifico.
Alcuni aspetti del funzionamento cognitivo rimangono stabili nell'arco della vita come i magazzini di memoria e la velocità di elaborazione delle info.
Approccio innatista: anni '80, i bambini nei modelli innatisti: il B nasce già predisposto ad elaborare in modo specializzato una vasta gamma di domini di conoscenza. Nel patrimonio biologico sono inscritte info necessarie per specificare capacità o conoscenze altamente specializzate per alcuni domini. Lo sviluppo consiste in un arricchimento di alcuni nuclei di conoscenza innati.
Le neuroscienze cognitive dello sviluppo: anni '90 il bambino neurocostruttivista: alla nascita è dotato di un insieme di predisposizioni biologiche generali che limitano e incanalano lo sviluppo. Presenta una serie di bias:
- Strutturali: limiti del sistema visivo alla nascita, diverse velocità delle fibre neurali.
- Temporali: aree cerebrali diverse si sviluppano in tempi diversi, il sistema uditivo è in funzione già prima della nascita.
- Rappresentazionali: contenuti di conoscenza relativi al dominio della fisica.
La specificità dello sviluppo umano
Lo sviluppo umano è supportato da un evidente paradosso: l'uomo nasce profondamente immaturo, i bambini non sanno parlare, camminare, usare strumenti, usare pdv altrui... questa immaturità comporta un enorme dispendio di energia per il neonato, il suo cervello consuma il 60% delle risorse disponibili. L'immaturità iniziale in cui vertiamo ha però un valore: il ritardo nella maturazione e nella crescita cerebrale, permette di sviluppare architetture neurali che sono in grado di supportare livelli di sviluppo successivi e più complessi. I modelli di sviluppo che partono da un sistema a bassa risoluzione (come può esserlo la mente di un B) hanno un'evoluzione più efficace rispetto ai processi che partono sulla base di un sistema ad alta risoluzione (come potrebbe esserlo la mente di un adulto). Le incredibili capacità di apprendimento dei bambini nei primi 3 anni di vita sono supportate da 3 principi:
- Lo sviluppo è computazionale: sin dalla nascita i B sono capaci di apprendere grazie alla capacità di inferire modelli strutturali del loro ambiente a partire dalle regolarità statistiche nascoste nell'informazione sensoriale. Le regolarità statistiche e le covariazioni nell'ambiente costituiscono una ricca fonte di info. I B acquisiscono queste info in maniera implicita senza training diretto, rinforzo e supervisione. È sufficiente che una certa combinazione di stimoli sia più probabile di un'altra nell'ambiente percettivo per consentire al B di individuare la regola sottostante e apprenderla.
- Apprendimento delle regole statistiche (statistical learning) tra gli elementi di una sequenza temporale sulla base della probabilità con cui un elemento della sequenza segue l'elemento precedente. Es: le sillabe e i suoni delle lettere che si accostano. Apprendere le relazioni statistiche tra gli elementi di una sequenza è un meccanismo di apprendimento che fa parte delle capacità di base del sistema cognitivo, è un processo automatico, che non richiede specifiche istruzioni ma avviene tramite l'esposizione agli stimoli, ha delle basi neurali (cervelletto, ippocampo, nucleo striato), è simile in esseri umani e animale e in adulti e bambini.
- Apprendimento di regole astratte (rule learning) a partire da regolarità spazio-temporali tra gli elementi di una sequenza e generalizzazione della regola a sequenze nuove → apprendere leggi generali partendo da casi particolari. Es: iperregolarizzazione dei verbi.
- Lo sviluppo è sociale: le informazioni sociali sono importanti perché mettono in rilievo cosa e quando è importante apprendere. Fin dalla prima infanzia, i B prestano attenzione alle persone e sono motivati a ripetere le azioni che vedono compiere e apprendono osservando l'altro. Imparano movimenti, lingue, comportamenti sociali.
- Lo sviluppo si basa su meccanismi che connettono azione e percezione: c'è un legame tra le azioni che osserviamo e quelle che mettiamo in atto. Nell'essere umano si osservano due comportamenti che non sono molto presenti negli animali e che sono però centrali per l'uomo:
- Imitazione: apprendere osservando l'altro. L'imitazione accelera l'apprendimento e moltiplica le occasioni da apprendere. È più veloce dei processi di scoperta individuale e più sicura dei processi per prova ed errore. I B usano l'osservazione dell'altro per creare una propria conoscenza.
- Attenzione condivisa: l'attenzione ad uno stesso oggetto/evento fornisce un terreno comune per la comunicazione e l'apprendimento.
Le 4 principali domande che si pone la psicologia dello sviluppo cognitivo
1. Che cosa si modifica nel corso dello sviluppo e come avvengono questi cambiamenti?
Oltre che descrivere è necessario anche spiegare i fenomeni, dunque ci si deve avvalere tanto di un’analisi descrittiva (che cosa si sviluppa?) quanto di una interpretativa (come si sviluppa?). Mentre alla domanda di cosa si sviluppa hanno risposto tutte le principali teorie fornendo ciascuna una propria visione del sistema cognitivo; alla seconda domanda, come avviene lo sviluppo, non tutti hanno risposto.
2. Lo sviluppo coinvolge in ogni momento in modo uniforme tutto il sistema cognitivo, o ha luogo secondo modalità diverse per ogni specifica area della conoscenza, ossia per ogni dominio dell’attività cognitiva?
Alcune teorie sostengono che la mente sia organizzata in modo dominio-generale, altre invece in modo dominio-specifico.
Dominio = insieme specializzato delle rappresentazioni che fanno da supporto a una specifica area della conoscenza, e delle procedure che servono per manipolare tali rappresentazioni.
I domini della conoscenza sono per esempio la musica, il linguaggio, la matematica, scienza…
Nel dominio della matematica, i numeri sono le rappresentazioni e le operazioni matematiche sono le procedure/regole che servono per manipolare i numeri.
All’interno di ogni dominio possono poi trovarsi dei microdomini che sono dei sottoinsiemi di conoscenze.
Concezione dominio-generale dello sviluppo: i cambiamenti di portata generale si verificano simultaneamente e con modalità simili nei diversi domini dell’attività cognitiva. L’attività cognitiva è sostenuta in ogni momento dello sviluppo da un'unica struttura cognitiva sottostante che controlla in modo unitario tutto il funzionamento mentale. Dunque il bambino possiede sempre le stesse competenze in tutti i domini dell’attività cognitiva.
Concezione dominio-specifica dello sviluppo: i cambiamenti che si verificano nel corso dello sviluppo avvengono, o possono avvenire, in tempi differenti per domini o microdomini diversi.
3. Qual è il rapporto tra fattori biologici ed esperienza nella determinazione dei cambiamenti che avvengono nel corso dello sviluppo?
Si tratta del dibattito tra innato e appreso, e nel tentativo di comprendere qual è il contributo dei fattori innati e di quelli acquisiti. Il dibattito nature-nurture (natura-cultura) va avanti da secoli in filosofia. Natura = patrimonio biologico, dotazione genetica che ci contraddistingue dalle altre specie. Cultura = ambiente fisico e sociale di cui facciamo esperienza durante la vita. In psicologia la maggior parte dei modelli teorici della psicologia dello sviluppo considera lo sviluppo come il prodotto dell’interazione tra fattori innati e fattori acquisiti con l’esperienza. Le diverse teorie differiscono per il peso attribuito a ciascuno dei due fattori.
4. Lo sviluppo è un processo che avviene in modo continuo o discontinuo?
Cap 4: Teoria dell’elaborazione dell’informazione e il cognitivismo
Grazie alla diffusione della teoria piagetiana, i ricercatori di psicologia dello sviluppo hanno continuato a interessarsi ai processi che avvengono all’interno della black box e a studiare l’organizzazione della mente, attingendo concetti e teorie da altre discipline. Diverse teorie hanno contribuito alla nascita del cognitivismo e della teoria dell’elaborazione delle informazioni.
- Dalla Teoria delle comunicazioni viene desunto il concetto di canale, metafora per indicare l’architettura del sistema cognitivo che è una rete di canali attraverso cui passano le informazioni e di magazzini in cui vengono depositate. Questa teoria ha fornito anche un altro importante concetto alla psicologia dello sviluppo, la teoria del filtro: la mente ha una capacità limitata di elaborare info e quindi solo quelle selezionate vengono trasmesse ai livelli più alti del sistema cognitivo e vengono ulteriormente elaborate.
- La teoria delle computazioni: suggerisce un modello secondo cui potrebbe funzionare un sistema che manipola l’informazione. Anche i processi più complessi del pensiero possono essere ridotti attraverso una procedura meccanica, i ricercatori dello sviluppo hanno quindi cercato di descrivere in che modo l’uomo giunge alla soluzione di compiti cognitivi a partire dai principi di base attraverso i quali una macchina porta a termine la computazione.
- Studi condotti in ambito dell’intelligenza artificiale: anche l’uomo può essere considerato un sistema che manipola simboli. Le capacità logiche delle persone possono essere simulate con appropriati programmi di computer.
- Lingu
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