Professore Faraci
Non è una materia psicologica ma si basa sul capire le organizzazioni, per capire queste occorre capire i gruppi e per capire i gruppi occorre capire gli individui.
- Individui
- Gruppi
- Organizzazione
- Motivazione, atteggiamenti e percezioni
- Personalità
Oggi le risorse umane sono fonte di vantaggio competitivo.
Coloro che fondano l’organizzazione tendono, per permettere di arrivare ad avere collaboratori che si avvicinano alla loro personalità, determinando una omogeneità nelle caratteristiche delle persone; tuttavia questo può creare dei problemi sia a livello di gruppo (groupthink) che a livello di organizzazione, poiché possono essere persone avverse al rischio. Per evitare ciò occorrerebbe assumere persone con personalità diverse.
Gli obiettivi di efficienza, ma anche la loro soddisfazione personale, ecco perché i manager devono impegnarsi a capire le personalità dei loro collaboratori in modo tale da capire come questi si rapportano al lavoro, alla carriera, al potere…
Approcci per studiare la personalità
Ci sono diversi approcci per studiare la personalità:
Gli psicologi esaminano il comportamento umano.
Interazionismo: ambiente e personalità interagiscono; infatti, al modificarsi dell’ambiente si modifica la personalità.
Le imprese generalmente utilizzano i seguenti:
Situazionismo: fa riferimento all’apprendimento del condizionamento classico, al locus of control, all’apprendimento vicario.
Teoria disposizionista: fa riferimento alla teoria dei tratti.
Personalità e socializzazione
Ci sono molte discussioni fra i teorici sul seguente tema: «la personalità è qualcosa che si eredita o si forma con l’educazione?»
Ebbene la verità sta nel mezzo, cioè tutti noi nasciamo con un carattere genetico che, naturalmente, deriva dai nostri genitori; successivamente, grazie al processo di socializzazione, arricchiamo questo carattere e l’interazione di entrambi forma la nostra personalità.
Il processo di socializzazione è quello in base al quale un individuo conosce e impara tutti atteggiamenti, cultura, opinioni e comportamenti legati ad un’organizzazione, gruppo, cultura o società.
Definizioni
Personalità è l’insieme delle caratteristiche mutevoli in una persona.
Carattere è l’insieme delle caratteristiche immutevoli di una persona.
È più facile che la personalità si percepisca nelle situazioni deboli che in quelle forti; queste sono quelle molto strutturate dove occorre rispettare regole, divieti…. Ad esempio, guardando un concerto potremo capire ben poco della personalità di ogni concertista (situazione forte); viceversa, se li osserviamo dietro il palco è probabile che riusciremo a capire qualcosa di loro (situazione debole).
Personalità in ambito organizzativo
In ambito organizzativo possiamo ritrovare ad esempio:
- La personalità machiavellica
- La personalità autoritaria
I comportamenti che derivano dalla nostra personalità fanno sì che:
- Sono uguali in circostanze diverse, ad esempio se io sono timida lo sarò sia al lavoro che con gli amici.
- Determinano le situazioni che la persona deve affrontare, ad esempio se sono timida cercherò di evitare quelle situazioni nelle quali questo aspetto della mia personalità può essere sottolineato.
- Possono inibire una persona, ad esempio quando una persona estroversa si trova in un ambiente ostile di certo questa sua caratteristica non potrà essere esternalizzata.
Modello degli orientamenti organizzativi della personalità
Organizzativista: lavora per l’organizzazione e si identifica con essa.
Professionista: è focalizzato al lavoro.
Indifferente: è focalizzato al salario; tuttavia questo non significa che non sia un bravo lavoratore.
Naturalmente questi profili cambiano in base al lavoro che facciamo, alle aspettative, al contesto, alla motivazione, al tipo di organizzazione….
Apprendimento
Apprendimento è un processo che dura tutta la vita ed emerge quando, posti di fronte alla stessa situazione, reagiamo in maniera diversa. Non spiega come si acquisiscono le capacità complesse ma ci aiuta a capire alcune risposte emotive che abbiamo.
Gli approcci per capire ciò sono:
Modello del condizionamento classico, si basa sul modello stimolo – risposta introducendo lo stimolo condizionato.
Ad esempio: soffio negli occhi (stimolo), chiudo gli occhi (risposta); se a questo associamo lo squillo del telefono (stimolo condizionato, cioè ogni volta che mi soffiano sento lo squillo del telefono, si abbina allo stimolo originale un altro stimolo con identica risposta). Nel tempo ogni volta che sentirò squillare il telefono chiuderò gli occhi.
Modello strumentale dell’apprendimento che si basa sulla teoria dei rinforzi.
Modello dell’apprendimento sociale che si basa sull’apprendimento vicario, cioè si apprende osservando gli altri; naturalmente occorre avere le capacità, un motivo per far ciò, avere le informazioni.
Rinforzi e motivazione
Siamo portati a ripetere quei comportamenti che ci danno delle conseguenze positive e ad evitare quelli che invece comportano conseguenze negative. Su questo comportamento possiamo intervenire mediante dei rinforzi:
Incentivi: rinforzo positivo (se arrivo in orario il datore di lavoro mi permette di uscire 5 minuti prima) e rinforzo negativo (cioè si rinforza negativamente il comportamento desiderato).
Disincentivi: estinzione o punizione (ogni volta che arrivo in ritardo il datore mi rimprovera davanti a tutti).
Si è visto che mentre i rinforzi negativi e le punizioni hanno un effetto di breve periodo, quelli positivi invece si ripercuotono anche nel lungo.
Nel mondo del lavoro tuttavia è difficile osservare i comportamenti dei dipendenti e collegare determinanti fattori al comportamento.
Un’altra puntualizzazione è la differenza tra la motivazione intrinseca ed estrinseca:
La prima fa riferimento alla motivazione che noi stessi ci diamo, ad esempio vado a lavorare puntuale perché mi piace l’atmosfera che si respira al lavoro e mi trovo bene con i colleghi.
La motivazione estrinseca fa riferimento alla motivazione che ci viene data dall’esterno sotto forma di premi, aumenti salariali…
Tuttavia alcuni affermano che dare una motivazione estrinseca a una persona che è motivata in maniera intrinseca fa diminuire la sua motivazione.
Locus of control
Locus of control: è una dimensione della personalità che influenza l’opinione dell’individuo circa la localizzazione dei fattori che determinano il suo comportamento.
Può essere:
- Interno quando la persona è convinta che i suoi risultati li controlla personalmente, quindi è propensa a ricevere più responsabilità, autonomia decisionale…
- Esterno quando il soggetto è convinto che i suoi risultati siano controllati da altre persone.
Esempio: studente all’esame, se ha un locus of control interno affermerà che non ha superato perché non ha studiato molto, se invece ha un locus
Big Five
Big Five
È la teoria che raggruppa i tratti (è una tendenza piuttosto stabile dell’individuo nel reagire in un determinato modo) in 5:
- Nevroticismo
- Amabilità
- Coscienziosità
- Apertura
- Estroversione
Affettività
Affettività: sono due tratti generali come le persone si pongono nei confronti del lavoro.
Può essere positiva o negativa. Queste due dimensioni sono indipendenti, nel senso che, se una persona ha un’affettiv
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