Estratto del documento

Capitolo 1

Un’organizzazione è un aggregato di due o più persone che collaborano per ottenere un risultato comune. Se il risultato è economico, si tratta di un’azienda. L’azienda ha problemi di specializzazione del lavoro e di coordinamento che la progettazione organizzativa cerca di risolvere.

Progettazione organizzativa

La progettazione organizzativa è:

  • Difficile = mette in relazione tra loro molti fattori
  • Responsabilità del management
  • Importante = potrebbe essere fonte di vantaggio competitivo

Variabili della progettazione organizzativa

I contenuti (le variabili) della progettazione organizzativa sono:

  • Divisione del lavoro -> Come parcellizzare i task? Una divisione elevata comporta: meno tempo per apprendere, interdipendenza tra le attività, maggiore produttività, bisogno di coordinamento -> Costi di minore tempo per lo svolgimento dello stesso lavoro.
  • Coordinamento attività -> Intesa come: integrazione delle persone, allineamento attività, gestione del rapporto tra motivazione e controllo. Costi di transazione interno ed esterno.

Valutazione della progettazione organizzativa

  • Efficacia = raggiungimento obiettivi.
  • Efficienza = ottimo sfruttamento risorse, riducendo costi di produzione (gestione interdipendenza e conflitti) e costi di transazione (buon coordinamento).
  • Equità procedurale (= conoscere tutto il processo) e distributiva (= ad uguali impegni uguale ricompensa indipendentemente dalla performance).

La progettazione organizzativa (PO) è un processo un insieme di fasi finalizzato, direzionata a determinati obiettivi che si svolge in condizioni di razionalità limitata (Simons). Limite umano che riguarda:

  • Conoscenze (accessibilità e gestione di esse)
  • Capacità (elaborazione, attenzione, memoria, comunicazione)
  • Definizione di obiettivi (incertezza, soprattutto in un ambiente dinamico)

Dove è importante la coerenza/fit sia interna (Stella di Galbraith) che esterna (con l’ambiente).

Caratterizzato da equifinalità, si può raggiungere lo stesso risultato con modalità diverse, in cui è rilevante il tempo considerato come descrittore del lavoro (path dependence).

Livelli della progettazione organizzativa

  • Macrostruttura = insieme delle attività
  • Mesostruttura = insieme delle mansioni
  • Microstruttura = mansione/lavoro

Logiche di progettazione

  • Greenfield: l’azienda avvia una startup sfruttando conoscenze e relazioni, ma rivoluzionando la progettazione organizzativa.
  • Brownfield: l’azienda cerca di sfruttare al meglio le risorse già possedute.

Capitolo 2

Teorie classiche

Organizzazione scientifica del lavoro - Taylor

- Rivoluzione mentale: da problemi di divisione del lavoro a creazione di surplus.

- Non possono esserci ostacoli alla produttività perché le opinioni vengono sostituite da leggi empiriche.

- Insieme di principi: la direzione deve addestrare i dipendenti, collaborare continuamente con essi ed integrare il modello scientifico (struttura a la Taylor).

- Insieme di meccanismi che descrivono dettagliatamente le attività che compongono i principi.

Critiche

  • Sfruttamento dipendenti
  • Demotivazione dipendenti
  • Posizioni anti sindacaliste
  • Riduzione della dimensione sociale
  • Non si può risolvere tutto

Teoria della direzione aziendale

Applicazione del metodo scientifico anche alla direzione

  • Principio della divisione del lavoro: anche a livello direzionale
  • Principio dell’unità di comando: un solo capo
  • Principio scalare: numero di persone che la comunicazione deve attraversare (meglio pochi)
  • Principio del numero di livelli: livelli gerarchici
  • Span of control: quante persone può controllare un capo
  • Line e staff: collaborazione con specialisti esterni all’azienda

Critiche

  • Ambiguità e contraddittorietà principi

Teorie contingenti

  • Ambiente - Burns e Stalker:
    Ambiente dinamico = struttura organica
    Ambiente statico = struttura meccanica
    L’ambiente generale è troppo ampio
  • Lawrence e Lorsch:
    Differenziazione e integrazione come chiavi per il successo
    Adattamento dei sottogruppi ambientali a quelli aziendali
  • Tecnologia - Woodward:
    Produzione di singoli pezzi (qualificazione alta)
    Produzione di massa (qualificazione bassa)
    Produzione a processo (qualificazione alta)
  • Strategia
  • Dimensione

Teoria costi di transazione - Williamson

Transazione = scambio di beni o servizi per mezzo di un'interfaccia tecnologicamente separabile

  • Costi di cambiamento
  • Natura dell’essere umano: razionalità limitata
  • Costi distributivi: dipendono da opportunismo
  • Costi decisionali: caratteristiche delle transazioni, frequenza
  • Incertezza
  • Specificità

Forme di governo per contenere costi

  • Organizzazione intera: gruppo di pari
    Assenza specificità = mercato
    Gerarchia semplice
    Massima specificità e frequenza = gerarchia
    Forma unitaria
    Forma multidivisionale
  • Organizzazione Intermedia:
    B-Market = specificità medio alta, transazioni sporadiche
    C-Market = specificità medio alta, transazioni frequenti
  • Clan: collaborazione
    Equità remunerativa

Critiche

  • Efficienza solo dal punto di vista dei costi
  • Il rischio di opportunismo diventa una profezia che si autoavvera
  • Assoggettività impresa

Capitolo 3

Variabili chiave

Economie di scala

= All’aumento dei volumi prodotti si riduce il costo medio unitario

  • Fonti
    • Indivisibilità
    • Ottimizzazione dei flussi
    • Uso ripetuto di un investimento immateriale
    • Forme di autoassicurazione
  • Effetti
    • Internalizzazione se si sfruttano economie di scala su tutta la catena del valore
    • Esternalizzazione se si sfruttano le economie di scala su uno specifico processo
    • Aumento dimensioni delle unità organizzative
    • Centralità disponibilità risorse

Economie di specializzazione

= Vantaggi connessi alla ripetizione di attività nel tempo

  • Fonti
    • Apprendimento di tecniche
    • Apprendimento di schemi cognitivi ed emotivi
    • Specializzazione di risorse
  • Effetti
    • Organizzazione basata su specializzazione
    • Rigidità
    • Costi di coordinamento
    • Demotivazione dipendenti

Economie di raggio d’azione

= Riduzione del costo medio unitario sfruttando una produzione congiunta

  • Fonti
    • Risorse in eccesso
    • Riutilizzo di risorse intangibili
    • Capacità di organizzazione
  • Effetti
    • Strategia di diversificazione

Incertezza

= Differenza tra informazioni necessarie e informazioni disponibili

  • Fonti
    • Difficoltà di definizione di obiettivi
    • Difficoltà di fare previsioni
    • Informazioni mancanti
    • Difficoltà a capire i meccanismi di causa effetto
    • Instabilità ambiente
    • Difficoltà di valutare le prestazioni
  • Effetti
    • Riduzione dimensioni delle unità organizzative
    • Aumento costi di coordinamento
    • In situazioni di alta incertezza è meglio la gerarchia, con bassa incertezza funziona il mercato

Insostituibilità risorse

  • Fonti
    • Monopoli
    • Specificità risorse
  • Effetti
    • Costi di produzione
    • Aumento costi di coordinamento e controllo
    • Difficile stabilire il valore della prestazione

Opportunismo

= Fare promesse non mantenibili e/o tradire la fiducia

  • Fonti
    • Relazione poco duratura
    • Incertezza sulla controparte
    • Conflitto di interessi
    • Sostituibilità attori
  • Effetti
    • Internalizzazione
    • Formalizzazione
    • Meccanismi di risoluzione dei conflitti
    • Separazione attività

Interdipendenza

  • Generica standardizzazione
  • Sequenziale programma
  • Reciproca mezzi di comunicazione
  • Intensiva mezzi di comunicazione simultanea

Dimensione

  • Fonti
    • Numero attività
    • Frequenza interdipendenza
  • Effetti
    • Economie di costi di coordinamento

Capitolo 4

Progettazione microstruttura

Definizione posizione, mansioni (job), ruolo (*ambiguità, “fuori ruolo”, “tensione di ruolo”).

Variabili chiave

  • Economie di specializzazione: vantaggi da replicazione attività
  • Incertezza: conviene aumentare l’autonomia
  • Interdipendenza: conviene mettere le attività vicine
  • Opportunismo: non mettere insieme attività in conflitto di interessi
  • Criticità risorse: aggregare più mansioni su stesso lavoratore

Motivazione lavoratori preferiscono:

  • Varietà (job enlargement)
  • Identità del task (risultato visibile)
  • Autonomia (responsabilità)
  • Significato della mansione (motivazione e soddisfazione)
  • Feedback
  • Interazioni sociali

Modello ricomposto

  • Job enlargement = aumentare dimensione orizzontale, quindi la varietà dei compiti
  • Job enrichment = aumentare dimensione verticale, quindi attività con diversi livelli di autonomia e responsabilità

Descrizione mansione RAEW:

  • Responsabilità
  • Autonomia
  • Expertize
  • Working
  • Job rotation = il lavoratore ruota su più mansione quando ci sono economie di specializzazione limitate, molta incertezza e interdipendenza e i lavoratori danno valore a varietà, significato, autonomia

Capitolo 5

Progettazione mesostruttura

Specializzazione orizzontale

Creare unità organizzative comporta la definizione delle mansioni e la loro attribuzione a più persone, di modo che perseguono un obiettivo comune, l’attenzione verrà posta quindi su risultati specifici favorendo lo sviluppo di capacità e orientamenti coerenti = migliore comunicazione e meno costi di coordinamento

Criterio di specializzazione

Specializzazione in base agli input (omogenei):

  • Funzioni
    • Conoscenze e capacità
    • Maggiore efficienza
    • Orientamento parziale = problemi di coordinamento
    • Non si duplicano attività
    • Non funziona con interdipendenze reciproche
    • Premia le economia di specializzazione, economie di scala, incertezza bassa, economie di specializzazione
  • Specializzazione in base agli output:
    • Per prodotto
    • Per area geografica
    • Per processo
      • Maggiore attenzione al cliente
      • Inefficienze (non sfrutta scala)
      • Migliora coordinamento input competenze meno specialistiche
      • Maggiore rapidità di risposta
      • Economie di raggio d’azione, alta interdipendenza e incertezza

In generale: adottare come criterio di specializzazione a livello più alto la risorsa più critica (vantaggio competitivo) e poi scegliere quanto questa incida aka i confini

Variabili chiave

  • Economie di scala = input
  • Economie di specializzazione = input
  • Economie di raggio d’azione = output
  • Incertezza = output, in ogni caso deve essere omogenea
  • Interdipendenza = output
  • Conflitto di interessi = separare attività come vuoi

Metodi:

  1. Galbraith: valuta economie di scala (F), sofisticazione tecniche (F), dimensione dell’impresa, interdipendenza e diversificazione produzione
  2. Analitico: valuta effetto delle variabili chiave su costi di produzione, coordinamento e controllo (Grandori)

Definizione dei confini organizzativi

  1. Determinazione attività di base: quelle che disaggregandosi determinano più costi che benefici. Analisi specializzazioni
  2. Serve per accertarsi dell’omogeneità o meno delle attività di base, mediante la valutazione delle caratteristiche delle risorse fisiche e umane, queste ultime in base a conoscenze e orientamento (= stile emotivo e cognitivo richiesto dalla mansione)
    - Specialista/generalista (obiettivi) = relazione tra attività
    - Breve/lungo termine = durata feedback coerente
    - Compiti/persone = guida i rapporti tra le persone, meglio si orientino alle persone quando l’attività è incerta o creativa
    - Autoritario/partecipativo (stile direzione)
    - Ottimizzazione /innovazione
    In definitiva: le attività interorganizzative devono essere diverse e quelle intra uguali
  3. Analisi interdipendenze: tipo → generica, sequenziale, reciproca, intensiva ampiezza → quanti aspetti delle unità sono interdipendenti intensità → capire quanto tempo ho e come comunicare criticità → impatto che ha su efficienza ed efficacia attività. Incertezza → benefici coordinamento quando alta. In definitiva: se metto insieme le attività interdipendenti, riduco costi di coordinamento ma aumento i costi di produzione
  4. Analisi incertezze: influenza assetto organizzativo (Burns e Stalker) = poca incertezza - meccanico influenza meccanismi di controllo e ricompensa le attività certe scacciano quelle incerte } Stesso grado stessa unità
  5. Analisi conflitti di interesse: scomposizione problemi decisionali dati a diverse sottounità. I conflitti di interesse possono nascere da orientamenti differenti
  6. Analisi relazioni sociali: Positive-favoriscono, Negative-interferenze informazioni
  7. Analisi dimensione: Quante persone possono dipendere da un capo? (7,17,75) Il capo ha un'ampiezza di attenzione limitata (Graicunas) → costi di controllo. Peggioramento scambi quando la dimensione aumenta
  8. Analisi alternative: Soluzione che minimizza costi di produzione, coordinamento e controllo

Definizione delle dimensioni delle unità organizzative

  • Forma della struttura = Numero di livelli dell’unità
  • Se l’unità è piccola:
    • Controllo più stretto
    • Coinvolgimento operativo capo
    • Comunicazioni facilitate
    • Il capo tende a delegare di meno = razionalità limitata
    • Richiede poche capacità direzionali
    • Stress da esposizione per dipendenti
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/10 Organizzazione aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher iononesistoo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Pontiggia Andrea.
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