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Concetti Chiave

  • Esistono diversi tipi di organi, tra cui organi costituzionali, centrali e periferici, ciascuno con competenze specifiche e funzioni distinte.
  • La classificazione degli organi si basa anche sui compiti: attivi/deliberativi, consultivi e di controllo, ognuno con ruoli ben definiti nel processo decisionale.
  • Gli organi collegiali presentano una maggiore complessità decisionale, richiedendo convocazione, rispetto del numero legale e decisioni a maggioranza.
  • Il Sindaco funge da organo periferico per alcune funzioni, mentre rappresenta il Comune in altri contesti, evidenziando una dualità nelle sue responsabilità.
  • Le elezioni degli organi possono essere monocratiche o collegiali, utilizzando sistemi elettorali che variano da maggioritari a proporzionali, a seconda della struttura dei collegi.

Tipi di organi

Esistono differenti generi di organi:

1. Organi costituzionali: Sono organi fondamentali, indefettivi, di vertice, senza i quali la forma di governo sarebbe diversa. Sono di necessità centrali, la loro competenza riguarda l’intero territorio nazionale. (Parlamento, Governo, Corte Costituzionale, Presidente della Repubblica, corpo elettorale)

2. Organi centrali: hanno competenze per l’intero territorio, oltre agli organi costituzionali si hanno i singoli Ministri, la Corte di Cassazione, il Consiglio di Stato.

3.

Organi periferici e il sindaco

Organi periferici: hanno competenza ristretta ad un ambito territoriale. Sono prefetti, questori, dirigenti di uffici scolastici regionali e provinciali. Regioni, Provincie e Comuni sono persone giuridiche diverse dallo Stato.

Il Sindaco è un’eccezione: per alcune funzioni è un organo periferico del Ministero dell’Interno (Stato), per esempio matrimonio, anagrafe, etc. Altrimenti è un organo della persona giuridica Comune.

Classificazione per compiti

Gli organi si classificano anche in base ai loro compiti:

4. Organi attivi/deliberativi: hanno il compito di decidere per l’ente di cui fanno parte.

5. Organi consultivi: hanno il potere di emanare pareri all’organo attivo, così che abbia

maggiori informazioni per decidere. Si tratta di pareri tecnici, sulla convenienza politica o

amministrativa di una deliberazione, oppure sulla sua legittimità. I pareri possono essere

soltanto facoltativi. Se invece è la normativa che li impone sono obbligatori, come nel caso

del Governo, che prima di adottare un regolamento deve sentire il Consiglio di Stato (o

Consigli superiori nel caso dei Ministeri). Essi però non sono pareri vincolanti (lo sono invece

i pareri tecnici), ma ci si può discostare al momento della decisione.

6. Organi di controllo: controllano soprattutto la legittimità delle decisioni, verificando che sia

conforme alle norme del diritto. A livello state tale compito spetta alla Corte dei conti.

Un’ulteriore metodologia di classificazione degli organi va in base al numero di soggetti titolari:

7. Organo monocratico: il titolare dell’organo è una singola persona fisica (Presidente della

Repubblica, Sindaco, Ministro)

8. Organo collegiale: i titolari sono più persone fisiche (Parlamento, Governo, Consigli

regionali…).

Organi collegiali e funzionamento

Gli organi collegiali hanno una maggiore complessità decisionale. Il loro funzionamento si articola:

1. Convocazione: nell’atto di convocazione, a cui provvede il Presidente del Collegio, vengono

indicati luogo, data e ora della riunione. Inoltre è fissato l’ordine del giorno, cioè l’insieme

degli oggetti ed argomenti sui quali il collegio è chiamato a discutere e deliberare. È

vincolante, ma può essere integrato solo se tutti i membri del collegio sono presenti e

d’accordo. Con la clausola “varie ed eventuali” si tenta di aggirare la tassatività dell’ordine

del giorno, ma non possono determinare delibera su questioni importanti ( delibera

illegittima).

2. Riunione: affinchè il collegio possa deliberare è necessario soddisfare il numero legale, cioè

un preciso numero di componenti la cui presenza è necessaria per il funzionamento del

collegio. Se non ci sono norme che affermano il contrario, di solito tale numero coincide con

la metà più uno dei componenti. È un principio che vale anche alla Camera dei deputati e al

Senato, ma di solito il numero legale si presume esista fino a eventuali verifiche (usate

usualmente come strumento di ostruzionismo).

Si decide a maggioranza, che può essere semplice (metà più uno dei presenti), assoluta (metà

più uno dei membri del collegio) oppure qualificata (una porzione assai consistente dei

membri). Prevedendo quorum elevati si fa in modo che su certe questioni le minoranze siano

in qualche misura associate alla decisione (per esempio amnistia ed indulto).

3. Verbale

4. Prorogatio: i titolari degli organi esercitano i loro poteri anche oltre scadenza mandato, in

attesa della nomina/elezione dei successori. 45 giorni, solo per atti di ordinaria

amministrazione e atti urgenti e indifferibili.

Quali sono le elezioni e i sistemi elettorali?

Gli organi possono anche essere elettivi, cioè quando i loro titolari vengono scelti mediante votazione

da parte di una pluralità di persone che formano un corpo elettorale.

Le elezioni di organi monocratici avvengono con una percentuale stabilita di voti che un candidato

deve ottenere per risultare eletto. Per esempio il Presidente della Repubblica viene eletto con i 2/3 dei

voti delle due Camere in seduta comune (metà più uno dopo il terzo scrutinio). I membri della Corte

Costituzionale invece necessitano dei 3/5, perché per il suo ruolo è necessario un ampio consenso,

dato che non ha un mandato politico e rimane in carica per nove anni, senza la possibilità di essere

rinnovato.

Le elezioni degli organi collegiali si basano sui sistemi elettorali, cioè meccanismi attraverso i

quali i voti espressi dagli elettori si trasformano in seggi.

Solitamente si opera dividendo il corpo elettorale in tanti collegi quanti sono i seggi da assegnare,

quindi per ciascun collegio deve essere eletto un solo candidato. È un sistema a collegio uninominale,

che di per sé stesso è un sistema maggioritario (solo al candidato di maggioranza viene assegnato il

seggio). Oppure ad ognuno dei collegi viene assegnato più di un seggio, quindi alle elezioni

partecipano non più candidati singoli, ma liste di candidati. È un sistema a collegio plurinominale,

compatibile con sistemi elettorali sia maggioritari che proporzionali.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i principali tipi di organi nel sistema politico italiano?
  2. Gli organi si suddividono in organi costituzionali, centrali e periferici, ognuno con competenze specifiche. Gli organi costituzionali, come il Parlamento e il Governo, sono fondamentali per la forma di governo, mentre gli organi periferici, come i prefetti e i sindaci, hanno competenze limitate a specifici ambiti territoriali.

  3. Qual è la differenza tra organi attivi e organi consultivi?
  4. Gli organi attivi hanno il compito di prendere decisioni per l'ente di appartenenza, mentre gli organi consultivi forniscono pareri per supportare le decisioni degli organi attivi. I pareri consultivi possono essere facoltativi o obbligatori, ma non sono vincolanti.

  5. Come funziona la convocazione e la riunione degli organi collegiali?
  6. La convocazione è gestita dal Presidente del Collegio e include l'ordine del giorno. Per deliberare, è necessario raggiungere il numero legale, che di solito è la metà più uno dei membri. Le decisioni vengono prese a maggioranza, che può essere semplice, assoluta o qualificata.

  7. In che modo il Sindaco si differenzia dagli altri organi periferici?
  8. Il Sindaco è un organo periferico del Ministero dell'Interno per alcune funzioni, come l'anagrafe, ma è anche un organo della persona giuridica Comune, il che lo distingue dagli altri organi periferici che operano esclusivamente a livello locale.

  9. Quali sono i sistemi elettorali utilizzati per l'elezione degli organi collegiali?
  10. Gli organi collegiali possono essere eletti tramite sistemi a collegio uninominale, dove un solo candidato per collegio viene eletto, o a collegio plurinominale, dove più seggi sono assegnati a liste di candidati. Questi sistemi possono essere maggioritari o proporzionali, a seconda della distribuzione dei seggi.

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