Concetti Chiave

  • L'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo nel 1914 scatenò la Prima Guerra Mondiale, portando a una dichiarazione di guerra da parte dell'Austria contro la Serbia.
  • Il conflitto, caratterizzato da combattimenti sanguinosi e una nuova forma di guerra, si concluse nel 1918, cambiando radicalmente il panorama politico europeo.
  • In seguito alla guerra, molti paesi europei, tra cui Germania, Italia e Russia, subirono l'ascesa di regimi totalitari, con figure come Hitler, Mussolini e Lenin.
  • L'omicidio di Giacomo Matteotti nel 1924 segnò un momento cruciale in Italia, evidenziando il passaggio a uno stato totalitario sotto il fascismo.
  • La violenza e l'instabilità continuarono in Italia anche dopo la Seconda Guerra Mondiale, culminando nell'assassinio del presidente Aldo Moro nel 1978 da parte delle Brigate Rosse.

L'inizio della Prima Guerra Mondiale

Alcuni degli eventi più tragici della storia contemporanea sono stati causati da omicidi di uomini illustri. È il caso, ad esempio, dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. Causa scatenante dell’inizio del conflitto fu, infatti, l’uccisione dell’erede al trono asburgico, l’arciduca Francesco Ferdinando, a Sarajevo il 28 giugno 1914. Come ricorda Rosario Villari in Storia contemporanea, l’assassinio fu compiuto per ano di uno studente serbo. L’Austria, quindi, mandò un ultimatum alla Serbia, al quale fece seguire, dopo poco più di un mese, la dichiarazione di guerra. Si mise in moto il sistema di alleanze allora vigente: i paesi della Triplice Intesa (Francia, Inghilterra e Russia) si trovarono a fronteggiarsi contro quelli della Triplice Alleanza (Austria e Germania). L’Italia, pur facendo parte dell’Alleanza, si dichiarò inizialmente neutrale perché il trattato era a scopo difensivo e non offensivo: avrebbe dovuto, cioè, partecipare ai combattimenti nel caso in cui l’Austria o la Germania fossero state attaccate, mentre invece in questa occasione era stata l’Austria a dichiarare guerra.

Conseguenze del primo conflitto mondiale

Purtroppo conosciamo tutti ciò che devastò l’Europa in quattro anni di guerra: dal 1914 al 1918 il vecchio continente fu teatro di sanguinosi combattimenti che lasciarono sul terreno numerosissime vittime che si battevano per la conquista di pochi metri di terra. Questo nuovo tipo di guerra, combattuta per la prima volta da tutti i cittadini maschi, nelle trincee in condizioni igienico-sanitarie precarie e con nuove armi, fu definita dal papa di allora, Benedetto XV, un’“inutile strage”. Alla fine del conflitto, di cui risultarono vincitori i paesi dell’Intesa e l’Italia che era scesa in campo al loro fianco, l’Europa si trovò ad avere un nuovo volto politico.

Ascesa dei regimi totalitari

Al primo conflitto mondiale seguì un periodo di agitazioni politiche in tutti i paesi: i governi non riuscivano a fronteggiare queste nuove situazioni e, in particolare in paesi come Germania con Hitler, Spagna con il generale Franco, Russia con Lenin e Italia con Mussolini si giunse alla formazione di veri e propri regimi totalitari (anche se in Italia si parla di “totalitarismo imperfetto” perché tutte le decisioni del duce erano comunque sottoposte alla sorveglianza del re).

L'omicidio di Giacomo Matteotti

Emblematico è ciò che avvenne in Italia in occasione delle lezioni politiche del 1924. Come ricorda Giuliano Procacci in Storia degli italiani, nell’aprile del 1924 si tennero delle elezioni politiche caratterizzate dall’«intimidazione e della violenza nei confronti degli avversari politici e di un ritorno di fiamma dello squadrismo». Vincitori di queste elezioni fu il partito fascista, ma i brogli vennero denunciati in Parlamento da Giacomo Matteotti. In seguito a queste sue accuse, il deputato socialista fu rapito a maggio e fu ritrovato cadavere pochi mesi dopo in una macchina nella campagna romana. Era chiaro a tutti che era stato il partito fascista a commettere questo omicidio. Perciò Mussolini, il 3 gennaio 1925, si presentò alla Camera per assumersi tutte le responsabilità dell’omicidio. L’atto più importante, però, fu quello di sfidare la Camera a metterlo sotto lo stato di accusa. La Camera non lo fece segnando, in questo modo, la fine dello stato liberale e l’inizio della creazione dello stato totalitario in Italia.

La rinascita dell'Italia post-bellica

La violenza in Italia continuò anche dopo la fine del secondo conflitto mondiale. L’Italia dovette ripartire da zero, si ricostruì per intero lo stato e la sua nuova forma di potere. Un referendum del 1946 decretò la fine della monarchia (con conseguente esilio del re) e l’inizio della Repubblica. I nuovi partiti politici ricostruirono le basi dello stato democratico. Nel 1948 entrò in vigore la nuova costituzione. Negli anni successivi l’Italia conobbe sviluppo e crescita grazie soprattutto all’azione della Democrazia Cristiana di Alcide de Gasperi. Ma le violenze non finirono.

L'assassinio di Aldo Moro

Infatti, come ricorda un articolo di Roberto Raja pubblicato sul Corriere della Sera on line intitolato I cinquantacinque giorni del sequestro Moro, nel marzo 1978 le Brigate Rosse rapirono a Roma Aldo Moro con tutta la scorta per poi ucciderlo due mesi più tardi. Il corpo del presidente della DC fu ritrovato in un’auto, una Renault rossa, in una via romana situata tra la sede del PCI e quella della DC.

L'omicidio di Kennedy

Gli omicidi politici non sono stati attuati solo in Italia. L’esempio più importante è l’uccisione del Presidente degli Stati Uniti Kennedy a Dallas nel 1963. Come ricorda Massimo L. Salvadori in Storia dell’età contemporanea, Kennedy possedeva un’ideologia progressista che gli attirò una forte opposizione da parte dei Conservatori. E fu proprio quest’odio che lo portò alla morte: il Presidente rimase vittima di un attentato durante il suo viaggio a Dallas compiuto per farsi propaganda politica in vista delle successive elezioni presidenziali a cui voleva ricandidarsi. Nessuno accertò mai chi fu l’artefice di questo delitto, ma la sua organizzazione «trovò certamente complicità ad altissimi livelli».

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la causa scatenante della Prima Guerra Mondiale?
  2. L'inizio della Prima Guerra Mondiale fu causato dall'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo il 28 giugno 1914, compiuto da uno studente serbo, che portò l'Austria a dichiarare guerra alla Serbia (testo).

  3. Come si comportò l'Italia all'inizio della Prima Guerra Mondiale?
  4. L'Italia, pur essendo parte della Triplice Alleanza, si dichiarò inizialmente neutrale poiché il trattato era a scopo difensivo e non offensivo, dato che fu l'Austria a dichiarare guerra (testo).

  5. Quali furono le conseguenze della Prima Guerra Mondiale in Europa?
  6. La guerra, che durò dal 1914 al 1918, portò a un numero elevato di vittime e a un cambiamento radicale del volto politico dell'Europa, con la vittoria dei paesi dell'Intesa e l'entrata in guerra dell'Italia (testo).

  7. Che ruolo ebbe l'omicidio di Giacomo Matteotti nella storia italiana?
  8. L'omicidio di Giacomo Matteotti, avvenuto dopo le elezioni politiche del 1924, segnò la fine dello stato liberale e l'inizio del totalitarismo in Italia, con Mussolini che si assunse la responsabilità dell'atto (testo).

  9. Quali eventi segnarono la rinascita dell'Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale?
  10. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l'Italia si ricostruì con un referendum del 1946 che portò alla fine della monarchia e all'inizio della Repubblica, culminando con l'entrata in vigore della nuova costituzione nel 1948 (testo).

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