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Concetti Chiave

  • La rivoluzione industriale ha significativamente trasformato l'agricoltura, introducendo macchine come la mietitrice meccanica e l'uso di fertilizzanti chimici.
  • Le tecniche di irrigazione sono state notevolmente migliorate, grazie anche agli interventi governativi per la bonifica dei terreni.
  • I cambiamenti agricoli tra il 1770 e il 1850 hanno portato all'adozione di aratri industriali e seminatrici, sostituendo le pratiche tradizionali.
  • La coltivazione estensiva, basata sull'ampiezza della terra, è stata superata dalla coltivazione intensiva, che punta a migliorare la fertilità del terreno.
  • Il passaggio dall'età moderna a quella contemporanea ha visto l'affermazione della coltivazione intensiva, più produttiva rispetto a quella estensiva.

L'impatto della rivoluzione industriale sull'agricoltura

La produzione agricola ebbe un notevole impulso dalla rivoluzione industriale. Nelle campagne comparvero le prime macchine agricole (la prima mietitrice meccanica è del 1812). Si fece sempre più ricorso alla chimica per la produzione di prodotti fertilizzanti. Le tecniche di irrigazione migliorarono sensibilmente. Anche i governi intervennero con opere di bonifica e di ampliamento della rete di irrigazione.

Evoluzione delle tecniche agricole

Con queste poche righe due storici inglesi ci descrivono il cambiamento che avvenne nelle campagne: “Un contadino che fosse vissuto tra il 1770 e il 1850 in una delle fattorie più progressiste avrebbe potuto assistere, durante la sua vita, al completo rinnovamento dell’agricoltura: l’aratro di fabbricazione industriale prendeva il posto di quello fabbricato nel vilaggio; la semente, prima sparsa a mano, era ora posta nei solchi dalle seminatrici; le piantagioni venivano zappate con macchine trainate da cavalli, e macchine complicate sostituivano la falce e il falcetto per mietere”.

Differenze tra coltivazione estensiva e intensiva

Coltivazione estensiva: si basa soprattutto sull’ampiezza, l’estensione appunto, della terra. Questo tipo di coltivazione era caratteristica del Medioevo e dei primi secoli dell’età moderna, quando le tecniche agricole erano molto arretrate e l’unico fattore in grado di determinare una maggiore o minore produzione era la quantità di terra. Coltivazione intensiva: si basa sull’applicazione di tecniche che migliorano la fertilità del terreno e dunque la resa. Questo sistema è più produttivo di quello estensivo e si è affermato nel passaggio dall’età moderna a quella contemporanea.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stato l'impatto della rivoluzione industriale sulla produzione agricola?
  2. La rivoluzione industriale ha dato un notevole impulso alla produzione agricola, introducendo macchine agricole, migliorando le tecniche di irrigazione e aumentando l'uso di fertilizzanti chimici, con il supporto anche di opere governative di bonifica.

  3. Come sono cambiate le tecniche agricole tra il 1770 e il 1850?
  4. Tra il 1770 e il 1850, le tecniche agricole subirono un completo rinnovamento, con l'introduzione di aratri industriali, seminatrici e macchine per la mietitura, sostituendo metodi tradizionali e manuali.

  5. Quali sono le principali differenze tra coltivazione estensiva e intensiva?
  6. La coltivazione estensiva si basa sull'ampiezza della terra e era tipica del Medioevo, mentre la coltivazione intensiva si concentra sull'ottimizzazione della fertilità del terreno, risultando più produttiva e affermandosi nel passaggio all'età contemporanea.

Domande e risposte

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