Concetti Chiave

  • I cognomi hanno origini che risalgono al medioevo e possono derivare da nomi paterni, soprannomi, mestieri o caratteristiche fisiche.
  • Nei documenti ufficiali, il cognome precede il nome, mentre nelle firme e nei documenti non ufficiali il nome viene scritto per primo.
  • I nomi di artisti possono essere usati al singolare o plurale per riferirsi a opere o per esprimere la grandezza dell'artista, a differenza dei titoli onorifici.
  • I titoli onorifici come "Maestà" ed "Eccellenza" sono in gran parte dismessi, riservati a figure specifiche e spesso accompagnati da un aggettivo possessivo.
  • Nella gerarchia ecclesiastica, si usano appellativi specifici per il Papa, i cardinali e i vescovi, come "Sua Santità", "Sua Eminenza" e "Sua Eccellenza".

Indice

  1. Origine dei cognomi
  2. Uso dei cognomi nei documenti
  3. Nomi e titoli onorifici
  4. Titoli onorifici e gerarchia ecclesiastica

Origine dei cognomi

Comunemente, una persona viene designata con un nome e un cognome. Il nome appartiene ad una sola persona, mentre il cognome è comune ad una o a più famiglie e può avere origini recenti o più antiche, ma in ogni caso non risale mai oltre il medioevo. I cognomi traggono spesso origine dall’uso di aggiungere al nome la particella di + nome del padre: Guido di Piero, Dante di Alighiero e da questo sono derivati cognomi Pieri o Alighieri. A volte il cognome può avere origini da un soprannome, da una qualità fisica, da un nome di città o di regione, da un mestiere, o da una posizione sociale. Ecco perché abbiamo i cognomi Rossi, Romani, Lombardi, Fabbri, Dell’Orfanello, Muratori.

Uso dei cognomi nei documenti

Nei documenti burocratici il cognome precede il nome e un tempo si aggiungeva alche il nome del padre e del cognome e del nome della madre. Se non si tratta di documenti d’ufficio, il nome precede il cognome. Nella firma si applica la stessa indicazione. Le donne sposate assumono il cognome del marito, i figli quello del padre con la facoltà di aggiungere anche quello della madre. In epoca moderna, almeno in Italia, anche se la donna assuma il cognome del marito, di fatto nei documenti indica soltanto il cognome di nascita. Fino a qualche decennio fa, si era soliti indicare una donna sposata in questo modo: Maria Rossi in Verdi, in cui Verdi è il cognome di nascita.

Nomi e titoli onorifici

Coloro che hanno legato il proprio nome ad attività artistica, storica o letteraria, si indicato con il cognome preceduto dall’articolo: il Petrarca, il Botticelli, il Parini, il Manzoni, ma nell’uso moderno l’articolo tende a scomparire. Sono per alcuni poeti o artisti molto grandi, si preferisce utilizzare soltanto il nome: Dante, Michelangelo, Raffaello, Leonardo. Il nome di un artista può essere anche adoperato, al singolare o al plurale, per indicare una sua opera, soprattutto nel campo della pittura:

• All’asta è stato venduto un Raffaello e un Tiziano, per dire un dipinto di Raffaello e una tela di Tiziano.

• All’asta due Tiziani sono stato battuti a un milione di euro ciascuno.

Si può sentire un nome proprio di un artista al plurale, senza che esso indichi un’opera:

I Raffaello non esistono più = Con il significato che li artisti della levatura di Raffaello non esistono più.

Si tratta di nomi astratti che sono stati assunti a significato di titolo onorifico e con funzione di nome proprio.

Titoli onorifici e gerarchia ecclesiastica

I titoli onorifici sono armai in totale disuso, probabilmente per la progressiva eliminazione delle corti imperiali e reali. Essi sono “Maestà”, “Altezza” e Eccellenza”, di solito tutti accompagnati dall’aggettivo possessivo “Sua” o da “Vostra”.

• “Maestà” è riservato agli imperatori e ai re

• “Sua Altezza” è invece riservato ai principi discendenti da una dinastia reale

Rivolgendosi al re d’Inghilterra, diremo: “Sua maestà il re Carlo III”, ma la sorella Anne sarà “Sua altezza, la principessa Anne

Un tempo ci si rivolgeva ai ministri, al Prefetto oppure ai funzionari dello Stato di grado molto elevato con il termine “Eccellenza”; si tratta di un termine che ormai, nell’italiano moderno è stato abolito, anche se, in circostanze particolari continua ad essere adoperato.

Nella gerarchia ecclesiastica, esistono tre appellativi, richiesti dall’etichetta: Sua Santità, (Sua) Eminenza e (Sua) Eccellenza.

• ci si rivolge al Pontefice con l’appellativo “Sua Santità”,

• ci si rivolge ai cardinali con “Sua Eminenza

• ci si rivolge agli arcivescovi e ai vescovi con “Sua Eccellenza”.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine dei cognomi e come si formano?
  2. I cognomi derivano spesso dall'aggiunta della particella "di" al nome del padre, come in "Guido di Piero". Possono anche avere origini da soprannomi, qualità fisiche, nomi di città, mestieri o posizioni sociali, come i cognomi Rossi o Fabbri.

  3. Come vengono utilizzati i cognomi nei documenti ufficiali?
  4. Nei documenti burocratici, il cognome precede il nome, mentre nei documenti non ufficiali il nome precede il cognome. Le donne sposate assumono il cognome del marito, ma nei documenti indicano spesso solo il cognome di nascita.

  5. Qual è la differenza nell'uso dei nomi di artisti e dei titoli onorifici?
  6. I nomi di artisti possono essere preceduti dall'articolo, come "il Petrarca", ma spesso si usa solo il nome. I titoli onorifici, come "Maestà" o "Eccellenza", sono in disuso e riservati a figure di alto rango, come re o cardinali.

  7. Quali sono i titoli onorifici utilizzati nella gerarchia ecclesiastica?
  8. Nella gerarchia ecclesiastica si usano "Sua Santità" per il Papa, "Sua Eminenza" per i cardinali e "Sua Eccellenza" per arcivescovi e vescovi, seguendo un'etichetta specifica.

  9. Come è cambiato l'uso dei titoli onorifici nel tempo?
  10. I titoli onorifici come "Eccellenza" sono ormai in disuso a causa della diminuzione delle corti imperiali e reali, anche se in alcune circostanze particolari possono ancora essere utilizzati.

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