Concetti Chiave
- Il Neoclassicismo e il Preromanticismo emergono tra la metà del Settecento e i primi anni dell'Ottocento, precedendo il Romanticismo.
- Le scoperte archeologiche, come gli scavi di Pompei ed Ercolano, risvegliarono l'interesse per l'arte antica, influenzando profondamente il pensiero culturale del tempo.
- Joan Joachin Winkelmann, fondatore del neoclassicismo, promosse il concetto di "bello ideale", caratterizzato da armonia e perfezione nelle arti, in particolare nella scultura.
- Le traduzioni di opere classiche, come l'Iliade da parte di Monti e Cesarotti, furono centrali nel neoclassicismo, generando anche conflitti tra autori come Monti e Foscolo.
- Il movimento "Sturm Und Drang" si sviluppò in Germania come risposta alle norme illuministe, influenzando autori come Ugo Foscolo, che riflette tre anime diverse nel suo opera.
Quali sono le origini del Neoclassicismo?
Neoclassicimo e Preromanticismo sono due nuovi movimenti culturali che maturano tra la metà Settecento e i primi anni dell’Ottocento, quando ad essi si sostituirà il Romanticismo.
Scoperte archeologiche e influenze
Sicuramente una data importante per la datazione cronologica del neoclassicimo è il 1748, quando Carlo I di Borbone da inizio a degli scavi sulla collina di Stabia, che portano alla luce un mondo classico sepolto; si scoprirà successivamente che i resti rinvenuti erano quelli delle città di Pompei ed Ercolano, distrutte a causa dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.c. Il bene più prezioso che fu rinvenuto ad Ercolano fu senz’altro la biblioteca, che conteneva le opere più importanti della letteratura greca e latina. La riscoperta di questo patrimonio classico sepolto, fece sorgere negli intellettuali del tempo un nuovo e fervido interesse per l’arte antica.
Winkelmann e il "bello ideale"
Il fautore del neoclassicismo fu il tedesco Joan Joachin Winkelmann, figura fondamentale nella costituzione delle istanze principali di questo nuovo movimento culturale; egli ebbe anche l’occasione di visitare di persona i siti archeologici di Pompei ed Ercolano, e le riflessioni da lui elaborate sono contenute nell’opera “Storia dell’arte antica”. In quest’opera, Winkelmann afferma che gli antichi greci, meglio di chiunque altro, erano stati capaci di cogliere il cosiddetto “bello in sé” o “bello ideale”, che consisteva in una perfetta armonia delle forme e nell’assenza di disequilibrio e che era possibile cogliere soprattutto in scultura (lo scultore Canova, principale artista neoclassico italiano, ne sono un esempio evidente). Secondo Winkelmann dunque, è assolutamente necessario che gli artisti, ma anche gli scrittori moderni, si rifacciano a questo “bello ideale”, ne colgano l’essenza e la trasferiscano nelle proprie opere.
Traduzioni e polemiche letterarie
Il neoclassicismo fu anche un periodo di intense traduzioni: ad esempio, Vincenzo Monti e Melchiorre Cesarotti si dedicano alla traduzione dell’Iliade. In particolare, Monti è ricordato per il suo rapporto di amore-odio con Foscolo: inizialmente, nonostante i due fossero amici, Foscolo giudicava la traduzione carente dal punto di vista linguistico (Monti infatti non aveva una grande conoscenza della grammatica latina). Quando i due litigarono, Foscolo, irato, definì Monti “il traduttor dei traduttor d’Omero”, insinuando che non avesse tradotto l’opera originale ma si fosse semplicemente limitato a rielaborare una precedete traduzione.
Sturm Und Drang e Foscolo
Quasi in concomitanza con il neoclassicismo, si sviluppa in Germania il cosiddetto movimento dello “Sturm Und Drang”, letteralmente “Impeto e Assalto”. Questa nuova corrente culturale intercetta una nuova sensibilità negli uomini del tempo, ovvero una certa predisposizione a lasciarsi travolgere dall’impeto delle passioni, in controtendenza rispetto a quanto affermato dal movimento illuminista, secondo il quale tutti i sentimenti dovevano essere disciplinati dalla ragione.
Il maggior interprete di questa fase di transizione fu Ugo Foscolo, in lui sopravvivono infatti tre anime: un’anima neoclassica, visto il suo essere inevitabilmente un cultore del mondo classico (basti pensare alle Odi e alle Grazie); un’anima preromantica, come testimoniano il suo forte patriottismo, ma anche il culto per l’individualità che traspare nell’Ortis e la tendenza ad anteporre i sentimenti alla ragione; e un’anima illuminista, che lo porta a rifiutare l’esistenza di Dio e a credere che dopo la morte per l’uomo non ci sia altro che il nulla eterno.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza delle scoperte archeologiche nel contesto del Neoclassicismo?
- Chi è Joan Joachin Winkelmann e quale ruolo ha avuto nel Neoclassicismo?
- Qual è il rapporto tra Foscolo e Monti riguardo alla traduzione dell'Iliade?
- In che modo il movimento Sturm Und Drang si differenzia dal Neoclassicismo?
- Quali anime convivono in Ugo Foscolo e come si riflettono nella sua opera?
Le scoperte archeologiche, in particolare gli scavi di Pompei ed Ercolano iniziati nel 1748, risvegliarono un rinnovato interesse per l'arte antica, influenzando profondamente il movimento neoclassico e la sua estetica.
Winkelmann è considerato il fautore del neoclassicismo; le sue riflessioni sull'arte antica, espresse nell'opera "Storia dell’arte antica", sottolineano l'importanza del "bello ideale" e l'armonia delle forme, influenzando artisti e scrittori dell'epoca.
Foscolo e Monti avevano un rapporto di amore-odio; Foscolo criticava la traduzione di Monti per la sua scarsa conoscenza della grammatica latina, arrivando a definirlo "il traduttor dei traduttor d’Omero" dopo un litigio.
Lo Sturm Und Drang, sviluppatosi in Germania, enfatizza l'impeto delle passioni in contrapposizione alla razionalità del Neoclassicismo, rappresentando una nuova sensibilità culturale.
Foscolo incarna tre anime: neoclassica, preromantica e illuminista, evidenziando il suo culto per il mondo classico, il patriottismo e la tendenza a privilegiare i sentimenti rispetto alla ragione, come si evince dalle sue opere.