Concetti Chiave
- Costantino emerse come imperatore dopo le abdiche di Diocleziano e Massimiano, consolidando il potere e avviando una nuova dinastia nel 324.
- Con l'Editto di Milano del 313, Costantino garantì libertà di culto ai cristiani, restituendo loro gli edifici confiscati e promuovendo la tolleranza religiosa nell'Impero.
- Costantino intervenne nelle controversie religiose, convocando il concilio di Nicea nel 325 per affrontare l'eresia dell'arianesimo e scomunicando il prete Ario.
- Fondò Costantinopoli sull'antica Bisanzio, concependola come una capitale pagana e occidentale, e riorganizzò l'esercito incrementando la guardia del corpo con truppe barbariche.
- Alla sua morte nel 337, Costantino lasciò un esercito in grado di garantire circa 60 anni di pace e sicurezza, nonostante la crescente barbarizzazione delle forze armate.
L'ascesa di Costantino
Nel 305 quando Diocleziano e Massimiano abdicarono ci furono delle lotte per avere il potere. Prevalessero Costantino e Licinio. Costantino si insediò ufficialmente come imperatore in Occidente dal 313, Licinio, invece, divenne imperatore della parte orientale dell’impero. Dal 324, a seguito dell’uccisione di Licinio, Costantino riunì tutto il potere nelle proprie mani e diede inizio a una nuova dinastia. Egli era convinto della necessità di uno Stato forte e si adoperò per riorganizzare la società: gli obiettivi della sua politica furono un esercito efficiente, un saldo potere centrale, la fine dei conflitti religiosi e culturali. Costantino considerava inoltre una necessità primaria la creazione di una nuova classe dirigente che fosse favorevole alla monarchia.
L'Editto di Milano e la tolleranza religiosa
Costantino decise di puntare sui cristiani che erano ben organizzati, potenti economicamente e distribuiti fra i vari strati della popolazione. Costantino, quindi, con l’Editto di Milano del 313, concesse ai cristiani libertà di culto e restituiva loro immediatamente e senza alcun indugio gli edifici confiscati nelle persecuzioni precedenti, promulgò poi una serie di leggi in loro favore. In tal modo egli vincolò il destino della propria dinastia e dello Stato al cristianesimo, facendo si che da allora l’Impero e la Chiesa divenissero strettamente solidali. L’editto di Milano non riguardava i soli cristiani, ma i credenti di tutte le religioni, nella linea di una tolleranza religiosa caratteristica dello stato romano.
L'arianesimo e il concilio di Nicea
Grazie all’Editto di Milano un numero sempre maggiore di cristiani poté occupare cariche importanti dell’amministrazione dello Stato e dell'esercito e la Chiesa raggiunse un potere economico e un’influenza sociale mai avuti prima. Costantino si pose ufficialmente come tutore della religione cristiana infatti si intromise nelle controversie religiose causate dalle eresie. Un'eresia in particolare rischiò di creare una grave frattura: l'arianesimo. Essa prendeva il nome dal prete Ario, questi, di fronte al problema di conciliare il monoteismo con la natura divina delle tre Persone della Trinità, sostenne che il figlio, Gesù, non fosse identico a Dio Padre, ma in posizione subordinata, in quanto creato da lui di una sostanza diversa. L'arianesimo si diffuse largamente e divise la chiesa, per cercare di sanare la frattura, l'imperatore Costantino convocò un concilio di vescovi a Nicea nel 325, che respinsero la dottrina di Ario e lo scomunicarono. Tuttavia l’arianesimo non sparì immediatamente. Malgrado l’invadenza del potere politico, la Chiesa aveva solide basi, e ben presto rivendicò la sua autonomia rispetto al potere imperiale.
La fondazione di Costantinopoli
Un altro atto di Costantino gravido di conseguenze fu la fondazione di una nuova capitale, costruita nel luogo nell’antica Bisanzio. La capitale si chiamò Costantinopoli; l’imperatore la concepì come una città pagana, senatoria e occidentale. Costantino si occupa anche di riordinare l’esercito secondo le linee già indicate da Diocleziano. Il nucleo dell’esercito divenne la guardia del corpo dell’imperatore, che fu notevolmente incrementata di numero e che era formato in gran parte da truppe di origine barbarica. Così, prima ancora delle invasioni esterne, l’organismo più importante dello Stato si barbarizzò già nel corso del IV secolo. Quando Costantino morì , nel 337, la situazione esterna sembrava tranquilla, in effetti l’esercito avrebbe assicurato per circa 60 anni un periodo di pace e di sicurezza.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali azioni di Costantino per consolidare il suo potere?
- Che cosa stabilì l'Editto di Milano del 313?
- Quale controversia religiosa Costantino cercò di risolvere e come?
- Quali furono le conseguenze della fondazione di Costantinopoli?
- In che modo Costantino influenzò la struttura sociale e politica dell'Impero?
Costantino si insediò come imperatore nel 313 e, dopo aver ucciso Licinio nel 324, riunì tutto il potere nelle sue mani, puntando su un esercito efficiente e un saldo potere centrale, oltre a promuovere la tolleranza religiosa.
L'Editto di Milano concesse ai cristiani libertà di culto e restituì loro gli edifici confiscati, segnando l'inizio di una stretta alleanza tra l'Impero e la Chiesa, e promuovendo la tolleranza religiosa per tutte le fedi.
Costantino si intromise nella controversia dell'arianesimo, convocando il concilio di Nicea nel 325, dove la dottrina di Ario fu respinta e Ario stesso scomunicato, anche se l'arianesimo continuò a diffondersi.
La fondazione di Costantinopoli come nuova capitale rappresentò un atto significativo di Costantino, concepita come una città pagana e occidentale, e portò a un riordino dell'esercito, che si barbarizzò nel IV secolo.
Costantino promosse una nuova classe dirigente favorevole alla monarchia e favorì l'accesso dei cristiani a cariche importanti, aumentando il potere economico e sociale della Chiesa, che divenne un attore chiave nella politica imperiale.