Concetti Chiave

  • L'Impero Persiano dominò la Palestina fino al 323 a.C., quando la regione divenne parte del Regno della Siria, con resistenza da parte degli Ebrei che fondarono la Giudea.
  • Nel 64 a.C., la Palestina ottenne uno stato autonomo sotto Roma, ma il sinedrio, importante assemblea politica e religiosa ebraica, fu mantenuto.
  • Durante il periodo romano, diverse sette ebraiche come farisei e sadducei esercitarono una notevole influenza politica, con posizioni variabili verso Roma.
  • Gesù, noto come Yeshua, si presentò come il Messia e le sue predicazioni radicali suscitarono attese di liberazione dal dominio romano, senza tuttavia schierarsi politicamente.
  • Paolo di Tarso, dopo la sua conversione nel 34 d.C., svolse un ruolo cruciale nell'evangelizzazione, fondando comunità cristiane e rendendo il cristianesimo accessibile anche ai non Ebrei.

Indice

  1. L'egemonia persiana e la resistenza ebraica
  2. La Giudea sotto il dominio romano
  3. Le sette ebraiche e il ruolo politico
  4. Gesù e la sua missione?
  5. Paolo di Tarso e l'evangelizzazione

L'egemonia persiana e la resistenza ebraica

Verso la fine del VI secolo a.C. la Palestina visse sotto l'egemonia dell'Impero Persiano che nel 323a.C.

Si divise ed entrò a far parte del Regno della Siria. I sovrani tentano una "ellenizzazione" dei territori conquistati ma trovarono resistenza negli Ebrei che nel 168a.C. riescono a liberarsi.

Fondarono così lo Stato indipendente della Giudea e il principale culto divenne il tempio di Gerusalemme.

La Giudea sotto il dominio romano

Nel 64a.C. La Palestina divenne uno stato autonomo, ma sottoposto a Roma e nel 4a.C. alla morte del Re Erode la Giudea divenne prefettura di Roma. Nonostante ciò il sinedrio (la più importante assemblea politica e religiosa) venne conservato dal popolo.

Le sette ebraiche e il ruolo politico

Nella religione ebraica a quell'epoca si riconoscevano numerose sette, come i farisei, i sadducei, gli esseni e gli zeloti. Queste avevano inoltre un peso politico ed alcune appoggiavano i Romani altri meno.

Gesù e la sua missione?

Il suo nome ebraico era Yeshua, ovvero "Jahvè è salvezza", chiamato Christòs dai suoi discepoli, dal greco "unto" cioè "consacrato".

Gesù nacque Gesù si rifiutò sempre di prendere posizione politica, benchè il contenuto radicale delle sue predicazioni portò molte persone a pensare Gesù come guida contro i Romani. Egli, infatti, affermava di non essere un comune profeta bensì il Messia stesso.

Non sappiamo se si riferisse esclisivamente al popolo ebraico, ma inzialmente il cristianesimo fu percepito come una delle numerose sette nel mondo ebraico.

Le prime comuità cristiane non lasciarono molte testimonianze, poichè la diffusa ostilità nei loro confronti le costrinse al culto clandestino.

Paolo di Tarso e l'evangelizzazione

Paolo di Tarso nel 34 d.C ebbe una visione di Dio che lo indusse a convertirsi. Iniziò così la sua opera di evangelizzazione: dal 46d.C. al 61d.C. visitò moltissime città contribuendo alla nascita di molte comunità cristiane. Paolo scriveva in greco e utilizzava concetti classici per spiegare i principi della nuova religione. Chiamato anche "l'apostolo dei Gentili" ovvero della gens (dal latino Gens, gentis la gente), egli era quindi il divulgatore del messaggio di Cristo non solo verso chi apparteneva al popolo ebraico ma anche a chiunque conoscesse la cultura classica, rendendo il cristianesimo una religione universale, anche per donne e schiavi.

Dopo aver girato tutto il Mediterraneo e l'Asia Minore Paolo di Tarso morì nel 67d.C. a Roma.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il ruolo della Giudea sotto il dominio romano?
  2. La Giudea, pur diventando una prefettura di Roma nel 4 a.C., mantenne il sinedrio, la sua assemblea politica e religiosa, evidenziando una certa autonomia nonostante il controllo romano.

  3. Come si sviluppò il cristianesimo in relazione alle sette ebraiche?
  4. Inizialmente, il cristianesimo era visto come una delle molte sette nel contesto ebraico, con Gesù che si proclamava Messia, ma senza prendere una posizione politica, il che portò a una percezione ambivalente della sua figura.

  5. Qual è stato l'impatto dell'opera di Paolo di Tarso sull'espansione del cristianesimo?
  6. Paolo di Tarso, attraverso la sua evangelizzazione dal 46 d.C. al 61 d.C., contribuì significativamente alla diffusione del cristianesimo, rendendolo accessibile anche a non ebrei e a diverse classi sociali, trasformandolo in una religione universale.

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