Concetti Chiave
- La narrativa italiana tra le due guerre si divide in tre tendenze principali: prosa d'arte, realismo moderno e narrativa fantastica.
- La prosa d'arte si distingue per un linguaggio raffinato e suggestivo, mirando a evocare emozioni piuttosto che semplicemente narrare eventi.
- Il realismo moderno, sviluppatosi negli anni '30, offre una rappresentazione critica della società italiana, evidenziando temi di memoria e relazioni sociali.
- La narrativa fantastica e surrealista emerge negli anni '20, con autori come Massimo Bontempelli e Dino Buzzati, che esplorano elementi magici nella quotidianità.
- Grazia Deledda, Premio Nobel nel 1926, ha influenzato la narrativa italiana con opere ambientate in Sardegna, affrontando temi complessi e profondi.
Quali sono le tre tendenze della narrativa italiana?
Fra le due guerre abbiamo varie esperienze della narrativa italiana e possiamo suddividerle in 3 tendenze:
1) Prosa d’arte;
2) Linea realistica;
3) Linea della narrativa fantastica
Prosa d'arte e influenze letterarie
Si chiama prosa d’arte perché è una forma di scrittura volta non tanto a narrare una vicenda quanto a evocare una scena, un ricordo, un episodio, una riflessione, attraverso immagini suggestive e malinconiche mediate da un linguaggio rarefatto e raffinato. La prosa d’arte guardava alla prosa della rivista “La Ronda” sulla quale scrivevano Riccardo Bacchelli(scrisse “Il mulino del Po”, un’opera di grande prosa d’arte), Antonio Baldini, Vincenzo Cardarelli, Emilio Cecchi. “La Ronda” guardava a sua volta alle operette morali di Leopardi. A questa linea appartengono Riccardo Bacchelli, Antonio Baldini, Vincenzo Cardarelli, Emilio Cecchi, Barilli, Carlo Emilio Garda(milanese).
Realismo moderno e critica sociale
Negli anni trenta si assiste all'affermarsi di un realismo moderno, lontano sia dai modelli naturalisti sia da quelli espressionisti. Osservando la vita sia nei grandi centri urbani sia nella provincia, cerca di proporre un'immagine critica della realtà. In particolare, vengono affrontati temi come la prospettiva della memoria e l'analisi dello spazio sociale in cui si consumano i rapporti tra i personaggi. Alcuni scrittori misero in luce, più concretamente e criticamente aspetti della realtà italiana durante il Ventennio. Tra questi Alberto Moravia, il cui romanzo d’esordio “Gli indifferenti”(incentrato sull’adulterio, Moravia descrive il mondo degli anni 20, la classe borghese che si faceva gli amanti, per loro era normale, erano indifferenti)(1929) fa emergere la “malattia morale” di un mondo borghese privo di veri valori etici. La figura dell’inetto, che già era stata ben presente nella letteratura italiana ed europea, è centrale nel romanzo, che si caratterizza per una prosa realistica, con cui l’autore analizza con freddezza e distacco le vicende dei personaggi.
Altri scrittori che descrivono in toni realistici e critici l’Italia del Ventennio sono: Corrado Alvaro, con “Gente in Aspromonte” (1930); Elio Vittorini, con “Il garofano rosso” e “Conversazione in Sicilia” (1941); Federigo Tozzi con “Con gli occhi chiusi” e “Tre croci”; Grazia Deledda( vinse in premio Nobel nel 1926), con “La madre”(un giovane prete si innamora di una giovane bellissima donna e lascia la sua vocazione). Tutti i romanzi di Deledda sono ambientati in Sardegna, ha guardato ai romanzi russi di Dostoevskij che scavano nel profondo; Riccardo Bacchelli, con “Il mulino del Po”(sul versante della lingua Bacchelli appartiene alla prosa d’arte, mentre per il contenuto alla line realista).
Narrativa fantastica e surrealismo
Negli anni ’20 emerge un filone della narrativa che si può definire fantastico o surreale(era già nato il movimento surrealista), che vede come autori di spicco scrittori come Massimo Bontempelli, Tommaso Landolfi, Alberto Savinio(pittore e scrittore, fratello di Giorgio De Chirico) e Dino Buzzati. Massimo Bontempelli, teorico del “realismo magico”, polemizza con la letteratura verista di fine Ottocento, contro il patetismo e il vittimismo, contro la letteratura accademica e teorizza un’arte capace di scoprire nella realtà del quotidiano un’aura di magia e di inquietudine. Tra le sue opere: “La scacchiera davanti allo specchio” (1922); “Il figlio di due madri” (1929); “Vita e morte di Adria e dei suoi figli” (1930); “Gente nel tempo” (1937).
Dino Buzzati crea situazioni e atmosfere misteriose e surreali in cui si manifesta il senso di angoscia dell’uomo di fronte al suo destino enigmatico e incomprensibile. Scrisse “Il deserto dei tartari” (1940).
Domande da interrogazione
- Quali sono le tre principali tendenze della narrativa italiana tra le due guerre?
- Che cos'è la prosa d'arte e quali autori ne sono rappresentativi?
- Come si caratterizza il realismo moderno nella narrativa italiana degli anni '30?
- Qual è il contributo di Grazia Deledda alla narrativa italiana del Ventennio?
- Chi sono alcuni degli autori chiave della narrativa fantastica e surrealista degli anni '20?
Le tre tendenze della narrativa italiana sono: la prosa d'arte, la linea realistica e la linea della narrativa fantastica.
La prosa d'arte è una forma di scrittura che evoca scene e riflessioni attraverso un linguaggio raffinato. Autori rappresentativi includono Riccardo Bacchelli, Antonio Baldini e Vincenzo Cardarelli.
Il realismo moderno si distacca dai modelli naturalisti ed espressionisti, proponendo un'immagine critica della realtà, con focus su temi come la memoria e le dinamiche sociali, come evidenziato da Alberto Moravia e altri autori.
Grazia Deledda, vincitrice del premio Nobel nel 1926, ha contribuito con romanzi ambientati in Sardegna, come "La madre", esplorando temi profondi e complessi, ispirandosi ai romanzi russi di Dostoevskij.
Tra gli autori chiave della narrativa fantastica e surrealista ci sono Massimo Bontempelli, Tommaso Landolfi, Alberto Savinio e Dino Buzzati, con opere che esplorano la magia e l'angoscia della condizione umana.