Concetti Chiave
- L'emigrazione italiana nel XIX secolo coinvolse principalmente contadini e operai in cerca di migliori opportunità lavorative e guadagni.
- Le proteste dei lavoratori divennero più organizzate, con un crescente interesse da parte di politici e pensatori verso il proletariato e le sue istanze.
- Le idee socialiste e anarchiche si diffusero rapidamente, con figure come Andrea Costa che contribuirono alla creazione del Partito Socialista Italiano.
- Il marxismo guadagnò ascolto in Italia, nonostante le divergenze tra Marx e Bakunin riguardo al ruolo dello stato e alla natura della rivoluzione.
- La nascita delle camere del lavoro rappresentò un passo significativo per la rappresentanza dei lavoratori e favorì l'avvicinamento della borghesia al proletariato.
Emigrazione e tensioni sociali
Nel XIX secolo, si assiste in Italia al fenomeno dell'emigrazione verso paesi più ricchi, da parte principalmente di contadini e di operai, al fine di trovare lavoro e fonti di guadagno maggiori.
L’emigrazione è sempre più tollerata anche dai politici, perché vista come una valvola di sfogo di una tensione sociale interna pericolosa.
Infatti il malessere sociale sfocerà presto, per le classi lavoratrici, nell’appoggio di idee socialiste ed anarchiche.
In virtù di questo, la seconda metà dell’800 sarà per l’Italia, ma anche per tutta l’Europa, un periodo di grandi innovazioni per la classe lavoratrice, sempre più cosciente del proprio potere e dei propri diritti.
Proteste e nuove ideologie
Diventano dunque comuni all’interno del paese le proteste da parte di contadini e operai, desiderosi di migliorare salari, condizioni di lavoro e di vita.
Queste proteste, già verificatesi spesso anche in epoche precedenti, avevano tutte, in origine, un carattere spontaneo. Adesso si assiste però ad una presa di posizione ben precisa da parte dei lavoratori e l’interesse verso il proletariato presso politici e pensatori diventa sempre maggiore.
Influenze politiche e sociali
Nel corso degli anni si guarda sempre di più con vivo interesse alle nuove idee di sinstra provenienti dalla Russia.
Basti pensare che nella seconda metà dell’ottocento era molto forte presso le masse l’influenza di Mazzini, ma il giudizio negativo espresso da quest’ultimo nei confronti della Comune di Parigi a causa delle sue idee di collaborazione fra gli stati sociali, fa crollare il suo prestigio.
Le tesi del russo Bakunin, su di una federazione di comuni e di società di produttori si diffondono rapidamente in Italia e negli altri stati europei.
Ad esse aderisce anche il politico Andrea Costa, che sarà tra i fondatori del socialismo in Italia.
Anarchismo e repressione
Tuttavia i tentativi insurrezionali anarchici in Italia non avranno grande fortuna.
Allo stesso tempo le corti d’assise non potranno condannare nessuno a causa dell’insufficienza di prove. Ma quando nel Matese, nel 1877, scoppia una rivolta, la repressione è durissima.
Diffusione del marxismo
Nel frattempo sempre più ascolto hanno anche le tesi di Marx, sebbene lui e Bakunin siano in polemica tra loro poiché hanno diverse teorie riguardo al ruolo dello stato.
Viene fondata l’Internazionale anarchica, dopo il Congresso dell’Aia.
Filippo Turati, aiutato da Anna Kuliscioff, fonda la rivista Critica sociale.
Nel frattempo nel paese vi è sfruttamento della manodopera e del lavoro minorile (non essendo ancora maturate leggi contro di esso), è proibito lo sciopero e manca per i lavoratori qualunque forma di assistenza.
Per iniziativa di Osvaldo Rocchi Viani viene fondata la Federazione dell'alta Italia, di idee marxiste influenzate dal positivismo, la quale afferma che la rivoluzione è una tappa normale a cui ci porta la natura.
Antonio Labriola, dal canto suo, diffonde il marxismo in Italia.
Nascita del Partito Socialista Italiano
Nel 1882, Andrea Costa, che aveva fondato il Partito Rivoluzionario in Romagna, svolge un’opera di raccordo delle diverse teorie socialiste in Italia.
Nasce dunque il Partito Socialista Italiano, dopo il congresso di Parma.
I socialisti si dividono in massimalisti (che vorrebbero avviare subito la rivoluzione e senza compromessi) e riformisti.
Nascono anche le camere del lavoro, organismi di rappresentanza dei lavoratori.
Queste assumeranno sempre maggiore peso politico.
La borghesia si avvicina intanto al proletariato grazie all’introduzione dello sciopero.
Le idee socialiste si diffondono maggiormente nelle campagne.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale motivo dell'emigrazione italiana nel XIX secolo?
- Come reagirono i politici italiani all'emigrazione?
- Quali ideologie iniziarono a diffondersi tra le classi lavoratrici italiane?
- Quali furono le conseguenze delle proteste dei lavoratori?
- Come si sviluppò il socialismo in Italia?
L'emigrazione verso paesi più ricchi è principalmente dovuta alla ricerca di lavoro e fonti di guadagno maggiori da parte di contadini e operai, come evidenziato nel testo.
I politici iniziarono a tollerare l'emigrazione, considerandola una valvola di sfogo per le tensioni sociali interne, come riportato nel testo.
Nella seconda metà dell'800, le classi lavoratrici iniziarono ad appoggiare idee socialiste e anarchiche, mostrando una crescente consapevolezza dei propri diritti, come descritto nel testo.
Le proteste dei contadini e operai, inizialmente spontanee, divennero più organizzate e attiraronono l'attenzione di politici e pensatori, come indicato nel testo.
Il socialismo in Italia si consolidò con la nascita del Partito Socialista Italiano nel 1882, fondato da Andrea Costa, che unì diverse teorie socialiste, come menzionato nel testo.