Concetti Chiave
- Il ritorno di Ferdinando VII in Spagna portò all'abolizione della Costituzione, all'assolutismo monarchico e alla nascita di società segrete.
- Nel 1820, in Italia, gli ufficiali Morelli e Silvati organizzarono un ammutinamento per ottenere la Costituzione di Cadice, costringendo il re a concederla.
- Le rivolte piemontesi del 1821 coinvolsero ufficiali ribelli che chiesero la Costituzione di Cadice, ma alla fine non portarono a risultati concreti.
- La soppressione delle costituzioni in Spagna e Italia causò repressione e arresti, ispirando opere letterarie come "Le mie prigioni" di Silvio Pellico.
- Il libro di Pellico mette in luce le dure condizioni di prigionia e il clima di oppressione verso chi desiderava esprimere idee contrarie al potere.
Che cosa sono la Restaurazione e le insurrezioni in Spagna?
Con il congresso di Vienna era stato riportato sul trono spagnolo Ferdinando VII di Borbone, che per prima cosa tolse la costituzione, ristabilì l’assolutismo monarchico, restaurò la censura a tutti i livelli e l’Inquisizione. Ciò fece sì che in Spagna si creassero molte società segrete, come i comuneros. La prima insurrezione avvenne nel 1820 quando dei soldati partirono per domare un’insurrezione in America Latina (che chiedeva indipendenza dalla madre patria) e si trattò di ammutinamento guidato dagli ufficiali che si rifiutarono per primi di partire per questa spedizione. A questo ammutinamento seguirono altre rivolte, il cui scopo principale era quello di riottenere la Costituzione di Cadice, da qualche anno soppressa da Ferdinando. Poiché Ferdinando si trovò praticamente senza esercito, concesse di ristabilire la costituzione, e quindi di ristabilire il suffragio universale e introdurre un sistema parlamentare bicamerale.
Ammutinamenti e costituzioni in Italia
Pochi mesi dopo, nel luglio 1820, a Nola, in Italia meridionale, lo schema si ripete: due giovani ufficiali, Morelli e Silvati, organizzano un ammutinamento e chiedono al re delle due Sicilie di concedere anche lì la Costituzione di Cadice sotto l’esempio spagnolo. Il re fu messo in una situazione molto difficile, e fu costretto a concedere la costituzione. Inoltre, giurò di difendere questa conquista di fronte ai governi della Santa Alleanza (Austria, Russia, Prussia).
Rivolte piemontesi e reazioni sabaude
Nel marzo del 1821, ad Alessandria (Piemonte) avviene un altro ammutinamento ad un presidio militare. Gli ufficiali che si ribellarono erano affiliati alla carboneria e anch’essi chiedevano la Costituzione di Cadice. Altri comuni piemontesi vennero influenzati, fino ad arrivare a Torino. Il re Vittorio Emanuele, però, si trovava a Modena, e di fronte alla situazione abdicò in favore del fratello Carlo Felice, anch’egli momentaneamente a Modena, e quindi la gestione di Torino fu affidata al nipote Carlo Alberto. Egli concesse la Costituzione di Cadice, ma solo provvisoriamente, mentre aspettava che Carlo Felice tornasse a Torino per approvarla. Quando Carlo Felice tornò a Torino, sconfessò apertamente l’operato del nipote, lo minacciò di toglierlo dal diritto di successione della casa dei Savoia. A Novara ci fu uno scontro tra le truppe di Carlo Felice contro gli insorti e il moto insurrezionale di Alessandria e Torino finì con un nulla di fatto.
Soppressione delle costituzioni e repressione
Sia nel napoletano che in Spagna, alla fine, la costituzione venne di nuovo soppressa. Seguirono arresti, condanne, lavori forzati e prigionia, anche tra i membri delle varie comunità segrete e molti scrittori si ispirarono a questi eventi per i loro libri. Tra questi il più importante è Silvio Pellico con “Le mie prigioni”: Pellico era sostenitore della carboneria e venne condannato nel carcere dello Spielberg (Moravia) . Il testo racconta le dure condizioni della prigionia e contribuì a creare un clima di odio verso la sovranità austriaca. Allo stesso tempo, è un segnale di quanto fosse dura negli anni venti la vita di quelli che volevano cambiare lo sfondo politico e di quanto fosse difficile poter esprimere idee diverse da quelle del sovrano.
Domande da interrogazione
- Quali furono le conseguenze del ritorno di Ferdinando VII in Spagna?
- Come si sviluppò il movimento per la Costituzione di Cadice in Italia?
- Quale fu l'esito delle rivolte piemontesi del 1821?
- Quali furono le misure repressive adottate dopo la soppressione delle costituzioni?
- Qual è l'importanza del libro "Le mie prigioni" di Silvio Pellico?
Ferdinando VII ripristinò l'assolutismo monarchico, abolì la Costituzione di Cadice e ristabilì la censura e l'Inquisizione, portando alla nascita di società segrete e a insurrezioni, come quella del 1820.
Nel luglio 1820, due ufficiali in Italia meridionale chiesero al re delle due Sicilie di concedere la Costituzione di Cadice, costringendolo a farlo e a giurare di difenderla di fronte alla Santa Alleanza.
Le rivolte piemontesi portarono a un ammutinamento a Alessandria, ma il re Carlo Felice, tornato a Torino, sconfessò la Costituzione concessa dal nipote Carlo Alberto, portando a un nulla di fatto.
Dopo la soppressione delle costituzioni, ci furono arresti, condanne e lavori forzati, con molti membri delle comunità segrete perseguitati, come Silvio Pellico, che scrisse "Le mie prigioni" sulle dure condizioni di prigionia.
"Le mie prigioni" è un'opera fondamentale che descrive le dure condizioni di vita in prigione e contribuisce a creare un clima di odio verso la sovranità austriaca, evidenziando le difficoltà di chi cercava di esprimere idee diverse.