Concetti Chiave
- La mortalità infantile è influenzata da fattori socio-economici, ambientali e culturali, oltre che dalla qualità delle cure materno-infantili.
- I sottotipi di mortalità fetale e infantile includono mortalità perinatale, natimortalità, abortività e mortalità neonatale tardiva.
- Nel 2011, l'Italia si posizionava tra i paesi con il minor tasso di mortalità infantile in Europa, preceduta solo da Svezia e Giappone.
- Le differenze territoriali mostrano un tasso di mortalità infantile più elevato al Sud Italia, con regioni come Lazio, Campania e Sicilia in cima alla lista.
- I residenti stranieri hanno un tasso di mortalità infantile più alto rispetto agli italiani, dovuto a difficoltà di accesso a servizi di screening e barriere culturali.
Indice
Quali sono i fattori influenzanti la mortalità?
Correla fortemente con:
- Le condizioni socio-economiche
- Le condizioni ambientali e culturali
- La qualità delle cure alla tutela materno-infantile (come screening in gravidanza, strutture territoriali ospedaliere, trasporti neonatali), ovvero un modello organizzativo che sia finalizzato per es. ad identificare un rischio durante la gravidanza oppure tutelare l’infertilità di coppia (Pma)
Sottotipi di mortalità fetale e infantile
Esistono dei sottotipi di mortalità fetale e infantile:
• Mortalità perinatale, se avviene tra la 28esima settimana di gestazione e il settimo giorno di vita; è intrinsecamente collegata al funzionamento corretto di ciò che la norma, l’organizzazione sanitaria e le linee guide dell’assistenza clinica stabiliscono per la salute del bambino.
• Natimortalità, se avviene tra la 28esima settimana di gestazione e il giorno presunto della nascita; in questo caso è importante indagare il motivo per cui, con le metodiche attuali, non è stato possibile definire il feto come a rischio e di conseguenza non è stato possibile mettere in atto delle manovre come l’induzione del parto e successivamente l’assistenza neonatale del prematuro.
• Abortività, ovvero mortalità fetale precoce.
• Mortalità neonatale tardiva (es. morte in culla), se avviene entro il primo mese di vita.
Statistiche di mortalità infantile
Nel 2011, infatti, i primi posti erano occupati da Svezia, Giappone, Spagna e Italia; gli USA, invece, avevano un tasso molto elevato dal momento che mancavano le misure di intercettazione precoce della malattia (prima della riforma sanitaria di Obama). In Europa, seconda dati Istat del 2014, l’Italia si trova ancora tra i primi posti, preceduta dagli stati del Nord (Svezia, Finlandia, …) ma in una posizione migliore rispetto a Francia e Regno Unito.
Differenze territoriali e demografiche
Nonostante il tasso di mortalità infantile sia buono a livello nazionale, ale il dato non è omogeneo su tutto il territorio, a causa di questioni territoriali e soprattutto economiche. Nel 2014, il tasso di mortalità infantile era molto buono al Nord, con un’incidenza bassa (il Veneto presentava un livello quasi eccellente), e andava diminuendo al Centro e infine al Sud; le regioni a più alta incidenza erano Lazio, Campania e Sicilia.
Inoltre, permangono differenze in termini di mortalità infantile tra residenti italiani e residenti stranieri, con un tasso più alto in questi ultimi (4,3 contro 2,9 nel 2011); questo è dovuto a difficoltà di accesso a tutte le prestazioni di screening, primariamente per un problema di tipo culturale, dal momento che i test vengono offerti anche a cittadini non regolarmente residenti nel Paese. la transizione demografica ha portato alla modifica complessiva della morfologia della distribuzione per età della popolazione.
Attualmente, le malattie infettive ricoprono un ruolo di comorbidità che concorre alla mortalità finale di un soggetto affetto o portatore di malattia cronico-degenerativa. Nell’ambito della prevenzione, la sfida è ritardare il più possibile la comparsa delle malattie cronico- degenerative o eliminarle.
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali fattori che influenzano la mortalità infantile e fetale?
- Quali sono i sottotipi di mortalità fetale e infantile?
- Come si posiziona l'Italia rispetto ad altri paesi in termini di mortalità infantile?
- Quali differenze territoriali si riscontrano nel tasso di mortalità infantile in Italia?
La mortalità infantile e fetale è fortemente correlata a fattori socio-economici, ambientali e culturali, oltre alla qualità delle cure nella tutela materno-infantile, come screening in gravidanza e assistenza neonatale.
I sottotipi includono la mortalità perinatale, natimortalità, abortività e mortalità neonatale tardiva, ognuno con specifiche tempistiche e cause legate alla salute del bambino e all'organizzazione sanitaria.
Nel 2011, l'Italia si trovava tra i paesi con i tassi di mortalità infantile più bassi, preceduta solo da Svezia, Giappone e Spagna, mentre gli USA presentavano tassi elevati a causa della mancanza di misure di intercettazione precoce.
Il tasso di mortalità infantile varia significativamente in Italia, con tassi più bassi al Nord e più alti al Sud, in particolare in Lazio, Campania e Sicilia, e differenze anche tra residenti italiani e stranieri, con quest'ultimi che presentano tassi più elevati.