Concetti Chiave
- La poesia esplora il "male di vivere", un tema di sofferenza esistenziale condiviso da tutti gli esseri umani, non solo dal poeta.
- I simboli della sofferenza umana includono il ruscello che incontra ostacoli, la foglia accartocciata e il cavallo caduto, rappresentando la condizione di dolore universale.
- Un rimedio momentaneo al "male di vivere" è mantenere un atteggiamento di distacco nei confronti del dolore, illustrato da immagini di immobilità.
- Il "bene" è descritto attraverso immagini di verticalità, come la statua, la nuvola e il falco, suggerendo un modo per affrontare la sofferenza.
- La poesia evidenzia un passaggio da stati inanimati a animati, sottolineando la crescente intensità della sofferenza fino all'essere umano oppresso dalla vita moderna.
Questa poesia è importante perché introduce il concetto di “male di vivere”. Il poeta fa il bilancio della sua esistenza, affermando che nel corso della sua vita molto spesso ha vissuto una situazione generalizzata di sofferenza che ritrova in alcuni aspetti della natura. Raramente, gli è stato possibile uscirne soltanto con un atteggiamento di indifferenza e di distacco di fronte al dolore, come forse lui solo è capace di fare.
Sofferenza Universale e Correlativo Oggettivo
La sofferenza è universale perché appartiene ogni essere umano, soprattutto dell’uomo contemporaneo, e non solo del poeta (concetto espresso con il correlativo oggettivo)
Spesso ho incontrato la sofferenza del vivere (= il male di vivere),
coincideva con il ruscello che trovando un ostacolo al suo fluire gorgoglia
coincideva con la foglia accartocciata
come bruciata dal gran caldo, coincideva con il cavallo caduto a terra dalla fatica
Nella vita, non ho mai conosciuto altro bene, eccetto la condizione miracolosa
resa possibile dal distacco superiore (= la divina Indifferenza)
[che si trova] nella statua immersa nel torpore (= sonnolenza)
del mezzogiorno [estivo], nella nuvola e nel falco che vola stagliandosi alto nel cielo.
Simboli della Sofferenza Umana
Montale ha una visione negativa dell’esistenza umana che egli esprime con tre immagini concrete e oggettive. Egli constata che gli aspetti più umili, quotidiani ed anche insignificanti costituiscono un male di vivere per tutti gli uomini (correlativo oggettivo) e quindi con carattere universale. I tre simboli della sofferenza umana sono
• il ruscello che, nel percorso incontra un ostacolo e che produce un rumore simile ad un lamento
• la foglia accartocciata caduta a terra che bruciata dal sole è tutta accartocciata ( il tema dell’aridità è molto frequente nelle liriche di Montale)
• il cavallo che per l’enorme fatica giace a terra, stramazzato
Rimedio al Male di Vivere
Tuttavia esiste un rimedio momentaneo e quindi non definitivo (= unico bene possibile) con cui evitare di essere preso dal “male vivere”: mantenere un atteggiamento di distacco nei confronti del dolore (o male esistenziale). Infatti, le tre immagini che Montale ci propone esprimono immobilità ed indifferenza.
• la statua immobile in un giorno assolato d’estate che crea un’atmosfera di sonnolenza e di inerzia
• la nuvola fissa nel cielo
• l’immagine del falco che vola talmente in alto da sembrare immobile
Definizione del Male di Vivere
Nella prima strofa abbiamo quindi la definizione del “mal di vivere”, attraverso tre immagini che rappresentano il concetto di correlativo oggettivo: esse sono altrettanti momenti in cui la vita incontra un ostacolo che crea sofferenza e si passa da essere inanimati (ruscello e foglia) ad un essere animato (cavallo), in una gradazione che cresce sempre più: il ruscello incontra un ostacolo, la foglia sta per terminare la sua esistenza ed il cavallo è ormai alla fine della vita. Il passaggio successivo, che è sottinteso, potrebbe essere l’uomo moderno, oppresso dalla sua condizione esistenziale.
Da notare che l’idea del “male di vivere” e della sofferenza è legata alla terra e quindi ad una certo modo di essere in senso orizzontale.
Descrizione del Bene e Verticalità
Nella seconda strofa, il poeta descrive il “bene” con cui l’uomo può far fronte al “male di vivere”, un rimedio che tuttavia è momentaneo (mentre il “male di vivere” è molto frequente, infatti il poeta scrive. “Spesso il mal di vivere ho incontrato”…). Anche in questo caso abbiamo tre immagini: la statua, la nuvola, il falco, tutti e tre disposte in una gradazione di crescente intensità: dalla statua e dalla nuvole,che sono esseri inanimati, al falco, essere animato.
Occorre notare che questa idea del “bene” è collegata ad un’idea di verticalità in direzione del cielo (la statua si innalza, la nuvola in cielo e il falco che vola in alto)
Domande da interrogazione
- Qual è il concetto centrale della poesia di Montale?
- Quali sono i simboli utilizzati da Montale per rappresentare la sofferenza umana?
- Qual è il rimedio proposto da Montale per affrontare il "male di vivere"?
- Come si definisce il "male di vivere" nella poesia?
- In che modo Montale contrappone il "bene" al "male di vivere"?
Il concetto centrale è il "male di vivere", che rappresenta la sofferenza universale che ogni essere umano, in particolare l'uomo contemporaneo, sperimenta nella propria esistenza.
Montale utilizza tre simboli: il ruscello che incontra un ostacolo, la foglia accartocciata e il cavallo caduto a terra, tutti rappresentanti del "male di vivere" e della sofferenza universale.
Il rimedio proposto è un atteggiamento di distacco nei confronti del dolore, simboleggiato da immagini di immobilità come la statua, la nuvola e il falco che vola in alto.
Il "male di vivere" è definito attraverso tre immagini che mostrano la progressione della sofferenza, dal ruscello e dalla foglia inanimati al cavallo, simbolo di un'esistenza animata ormai alla fine.
Montale contrappone il "bene" al "male di vivere" attraverso immagini di verticalità, come la statua, la nuvola e il falco, che rappresentano un momento di distacco e una fuga dalla sofferenza, sebbene temporanea.