Concetti Chiave
- Il tema principale della lirica di Montale è la contrapposizione tra il «male di vivere» e la «divina Indifferenza», quest'ultima vista come l'unico modo per affrontare l'angoscia esistenziale.
- Il «male di vivere» rappresenta la percezione dell'assurdità dell'esistenza, caratterizzata da eventi casuali che generano smarrimento e isolamento nell'uomo contemporaneo.
- L'«Indifferenza» è considerata un bene supremo, in grado di sollevare temporaneamente gli uomini dal dolore, sostituendo l'angoscia con un distacco che offre una forma di felicità.
- La struttura della lirica riflette i temi trattati, con due quartine che corrispondono ai concetti di «male di vivere» e «Indifferenza», usando correlativi oggettivi disposti in climax e progressioni simboliche.
- Il linguaggio di Montale è essenziale e spesso aspro, con una scelta di parole che rispecchia i temi delle quartine, evidenziando il dolore nella prima e una dolcezza nella seconda.
Indice
Montale - Spesso il male di vivere ho incontrato: analisi?
Anche in questa lirica possiamo riconoscere quello che è prevalentemente il tema della negatività che caratterizza la poetica montaliana. Il testo, infatti, è costruito sulla contrapposizione tra due concetti: il «male di vivere», inteso come condizione esistenziale universale; la «divina Indifferenza», ossia la capacità di prendere distanza dai problemi del mondo, che viene vista come l'unico «Bene» dato all'uomo perché gli permette di non soffrire.Il male di vivere
Il «male di vivere», formula destinata a grande fortuna nel pensiero del Novecento circa, rappresenta nent’altro che quella che è la percezione dell'assurdità di ogni esistenza: per il poeta, infatti, la vita è un susseguirsi di eventi casuali e insensati, che l'uomo non può comprendere né controllare. Di fronte a quella specie di sentimento di smarrimento delle certezze che avevano sorretto gli uomini nelle epoche precedenti la religione, la fiducia nella razionalità, nella scienza o nel progresso non resta che contemplare il deserto di ideali e di speranze in cui vive l'uomo contemporaneo, smarrito in un mondo incomprensibile che gli comunica, attraverso tutte le sue manifestazioni, estraneità e isolamento.
L'indifferenza come bene supremo
Per questo l'«Indifferenza» viene recuperata come «Bene» supremo, miracolo improvviso che può, per un attimo, sollevare gli uomini dal dolore, sostituendo il senso di angoscia esistenziale con un supremo distacco che rappresenta l'unica forma di felicità: una felicità che si costruisce per sottrazione e negazione, non grazie a eventi gioiosi e sensazioni positive.
La struttura formale della lirica
È interessante notare che la contrapposizione tematica su cui è costruita la lirica trova una perfetta corrispondenza nel livello formale.
Ognuna delle due quartine, infatti, corrisponde a un nucleo concettuale:
-la prima quartina enuncia il tema del «male di vivere», descrivendolo attraverso tre correlativi oggettivi;
- nella seconda quartina viene introdotto il concetto di indifferenza, anche questo rappresentato attraverso tre correlativi.
Inoltre, i tre correlativi oggettivi che rappresentano il «male di vivere» sono disposti in un climax ascendente, che dilata il sentimento di dolore e angoscia; analogamente, i tre correlativi oggettivi legati al «prodigio» dell'«Indifferenza» sono disposti in una progressione che porta dal basso verso l'alto, a significare la presa di distanza dal dolore esistenziale.
L'ultimo verso, però, per la sua lunghezza rompe la simmetria della lirica ribadendo l'impossibilità di trovare ordine nell'esistenza.
Dovendo rappresentare il dolore e la sofferenza, Montale adotta un linguaggio sintetico, essenziale, spesso aspro e duro. In particolare, la scelta delle parole è in perfetta corrispondenza con i contenuti tematici delle singole quartine: possiamo vedere infatti la prevalenza di suoni aspri nella prima strofa e, invece, dolci nella seconda.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale della lirica di Montale "Spesso il male di vivere ho incontrato"?
- Come viene descritta la condizione del "male di vivere" nella poesia?
- In che modo l'Indifferenza è considerata un "Bene" nella lirica?
- Qual è la struttura formale della lirica e come riflette i temi trattati?
Il tema centrale è la contrapposizione tra il "male di vivere", che rappresenta la condizione esistenziale universale di angoscia e smarrimento, e la "divina Indifferenza", vista come l'unico bene che permette di distaccarsi dal dolore (testo).
Il "male di vivere" è descritto come una percezione dell'assurdità dell'esistenza, un susseguirsi di eventi casuali e insensati che portano l'uomo a sentirsi isolato e estraneo in un mondo incomprensibile (testo).
L'Indifferenza è vista come un miracolo che solleva gli uomini dal dolore, sostituendo l'angoscia esistenziale con un distacco che rappresenta una forma di felicità costruita per sottrazione e negazione (testo).
La lirica è composta da due quartine che corrispondono ai temi del "male di vivere" e dell'Indifferenza, con correlativi oggettivi disposti in un climax ascendente e discendente, rispettivamente, evidenziando la progressione del dolore e il distacco dal dolore esistenziale (testo).