Concetti Chiave

  • I limoni simboleggiano un'apertura e un varco, rappresentando una via di fuga dalla pesantezza della condizione umana.
  • Montale si distacca dai poeti laureati, preferendo immagini semplici e colloquiali, come i limoni, rispetto a piante dai nomi ricercati.
  • I limoni evocano un miracolo capace di allontanare temporaneamente il tormento e l'angoscia della vita.
  • L'epifania dei limoni offre una rivelazione momentanea, permettendo una visione oltre il groviglio che limita la conoscenza della verità.
  • La contrapposizione tra la natura dei limoni e l'artificio della città evidenzia una speranza illusoria, che svanisce rapidamente nel contesto urbano.

Simbolismo dei limoni in Montale

In quest'opera i limoni simboleggiano un’apertura, un varco. I limoni è il componimento più lungo e la sua composizione risale al 1921.

Contrapposizione tra poeti e natura

Il poeta immagina di rivolgersi direttamente al lettore, contrapponendo sé ai poeti laureati (i poeti laureati sono D’Annunzio, Carducci, ovvero i poeti della tradizione che sono “laureati” nel senso che sono incoronati d’alloro, simbolo della gloria poetica), questi ultimi amano scrivere delle piante dai nomi poco usati come bossi ligustri e acanti, che indicano il correlativo oggettivo delle scelte, elevate, ricercate, auliche e sublimi che fanno i poeti della tradizione, nel lessico e nello stile. Il poeta, però, prende subito le distanze dai poeti della tradizione, spiegando che lui preferisce le piccole cose, le immagini umili e colloquiali come i fossi ricoperti di erba, le anguille, gli orti, non gli alberi con i nomi più ricercati ma semplici limoni.

Il potere evocativo dei limoni

Per Montale, i limoni sono importanti poiché grazie alla vista, al mormorio dei rami degli alberi, al profumo dei limoni, viene accantonata e messa da parte la guerra, ovvero l’aspetto più negativo della condizione umana, il tormento, il dolore e l’angoscia.

Montale, attraverso il correlativo oggettivo, dice che il profumo dei limoni è lo spiraglio di luce che si apre, quel miracolo, quel varco, quell’uscita momentanea dalla prigione, dalla rete che ci tiene.

Epifania e illusione nei limoni

L’espressione “l’anello che non tiene”, esprime che talvolta è possibile uscire da questa catena che ci lega, attraverso la percezione visiva e olfattiva dei limoni, come se un anello della catena venisse meno.

Riusciamo a vedere solo momentaneamente al di là di quel groviglio che ci impedisce la conoscenza della verità, ma siamo immessi grazie a questa che possiamo considerare una epifania, ovvero una rivelazione improvvisa ma momentanea (per questo abbiamo una differenza tra questo tipo di epifania e l’epifania decadente che invece ci avvicina in maniera più consistente alla verità ).

Vedere e sentire i limoni è quasi uno strumento, una strada per accorgersi e avvicinarsi attraverso la natura al divino. Ma tutto ciò che è sembrata una speranza, un allontanamento dal pessimismo della situazione storica in cui vive Montale, si mostra solo una illusione di breve durata.

Contrasti tra natura e città

La speranza dura solo un istante e subito dopo questa evasione si ritorna alla realtà, alle città, descritte come rumorose e prive della possibilità di vedere il cielo, che è mostrato solo a pezzi perché è nascosto dagli edifici.

La natura incontaminata viene contrapposta all’artificio della città (una contrapposizione che troviamo anche in Carducci, Pirandello, D’annunzio, Saba).

Tutta quella luce che il giallo dei limoni sprigiona, viene meno nella città dove sopraggiunge la pioggia, l’inverno e l’anima torna triste. Quello spiraglio si apre anche in città quando vi è la possibilità di aprire quella porta socchiusa e vedere cosa c’è al di la, il Sole e la vitalità.

Vedere i limoni è come vedere l’estate, superare la tristezza portata dal tedio invernale. In questa poesia la rivelazione è più attesa che realizzazione contrariamente alla poetica decadente dove l’epifania si realizza, qui invece la rivelazione si mostra ma poi si rivela illusoria.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato simbolico dei limoni nell'opera di Montale?
  2. I limoni simboleggiano un’apertura e un varco, rappresentando un momento di evasione dalla realtà negativa, come la guerra e il dolore, attraverso la loro vista e il loro profumo.

  3. Come si differenzia Montale dai poeti laureati della tradizione?
  4. Montale si distacca dai poeti laureati come D’Annunzio e Carducci, preferendo le piccole cose e le immagini umili, come i limoni, rispetto a piante con nomi ricercati e aulici.

  5. In che modo i limoni offrono un momento di epifania?
  6. I limoni permettono una rivelazione momentanea, un'uscita dalla catena che ci lega, offrendo una visione temporanea oltre il groviglio della realtà, ma questa epifania è di breve durata.

  7. Qual è il contrasto tra natura e città nella poesia di Montale?
  8. Montale contrappone la natura incontaminata, rappresentata dai limoni, alla città rumorosa e opprimente, dove la luce e la vitalità dei limoni svaniscono, lasciando spazio alla tristezza.

  9. Come si manifesta la speranza nella poesia di Montale?
  10. La speranza, simboleggiata dai limoni, è momentanea e illusoria; mentre offre un attimo di evasione, subito dopo si ritorna alla triste realtà della vita urbana e alla malinconia invernale.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community