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Modernismo e Avanguardie storiche del ‘900 scaricato 0 volte

Indice

  1. Il Mondernismo
  2. La narrativa modernista
  3. La poesia modernista
  4. Avanguardie storiche del Novecento
  5. Futurismo
  6. Dadaismo
  7. Surrealismo

Il Mondernismo

Rappresenta la fondazione della cultura ed espressiva dell'inizio del '900, segnando il definitivo crollo delle certezze dell'800. Non si tratta di una scuola unitaria, ma di un clima intellettuale che unisce letteratura, filosofia e scienza nate da una profonda crisi epistemologica alimentata dai "maestri del sospetto" (Nietzsche, Freud) e dalle scoperte di Einstein. 
Presupposti storico-culturali:
Dilemma dell'individuo: L'individuo scopre di essere mosso da pulsioni inconsce e la verità oggettiva appare irraggiungibile. 
Società di massa: Questa crisi diventa una consapevolezza collettiva legata all'avvento della società di massa. 
Inquadramento cronologico: Secondo la proposta di Luperini, il Modernismo italiano si colloca tra il 1904 (pubblic. Il Fu Mattia Pascal) e il 1940 (2a ediz. Occasioni). 
Autori chiave: Comprende figure come Pirandello, Svevo, Gadda, Ungaretti, Montale e Saba, oltre all'esperienza dei Crepuscolari e Vociani. 
Fasi storiche: Si distinguono 2 fasi poste attorno alla rottura (Grande Guerra):
ase di rottura: Rifiuto drastico delle forme precedenti; 
Fase ricostruttiva (anni '20 e '30): Definita "Classicismo Modernista", in cui le strutture tradizionali vengono recuperate ma riproposte con una sensibilità nuova. 

La narrativa modernista

Rappresentata da Joyce, Woolf, Proust e Kafka, trasforma la struttura del romanzo: 
Il narratore: Perde la sua onniscienza. Non spiega più la realtà, ma ne dichiara l'inesplicabilità, offrendo punti di vista parziali; 
Il protagonista: Scompari l'eroe per far posto all'antieroe. Il personaggio tipico è l'inetto, un individuo nevrotico, alienato e inconcludente, incapace di adattarsi ai ritmi della modernità. 
Tempo e trama: La cronologia lineare si frantuma; la trama può dissolversi in un susseguirsi di ricordi o atti qualunque, privi di un finale chiarificatore. 
L'ironia: Il centro dell'opera è l'interiorità tormentata; l'ironia diventa lo strumento per smascherare le false certezze dell'identità e della società.
 

La poesia modernista

Presenta elementi ricorrenti: 
Distanza da D'Annunzio: Si rifiuta il modello del "Poeta vate" e il linguaggio prezioso a favore di toni colloquiali; 
Estraneità: Il poeta esprime il "male di vivere" e un senso di aridità verso un mondo privo di senso complessivo; 
Classicismo modernista: Negli anni '20/'30 si recuperano forme metriche tradizionali (Petrarca, Dante, Neoclassici) ma inserite in un contesto nuovo e frammentato per dare ordine al caos interiore. 
Si distanzia da:
Avanguardie: Queste sono movimenti collettivi che celebrano la distruzione del passato, mentre i modernisti compiono percorsi individuali, sono prudenti verso il futuro e analizzano criticamente la tradizione per rinnovarla. 
Naturalismo: Il Modernismo nega la possibilità di una rappresentazione oggettiva e scientifica della realtà, sostituendo il nesso causa-effetto con la percezione soggettiva. 
Decadentismo: Viene rifiutato l'estetismo e la ricerca di significati occulti, recuperando un confronto diretto e spesso ironico con la prosaicità del quotidiano.

Avanguardie storiche del Novecento

Il termine "avanguardia" deriva dal linguaggio militare e indica la pattuglia che si spinge in avanscoperta, affrontando i pericoli maggiori. 
Nel primo '900, il termine designa movimenti artistici e letterari che intendono operare una rivoluzione culturale e formale, rompendo con le ideologie dominanti e le forme artistiche tradizionali. 
L'obiettivo è un rinnovamento radicale della società, che spinge alcuni gruppi a teorizzare una ricostruzione futurista dell'universo. 
Gli avanguardisti si distinguono per la ricerca costante di nuove forme espressive e l'uso di manifesti programmatici. 
I movimenti principali sono: 

Futurismo

Fondato da Filippo Tommaso Marinetti nel 1909 con il "Manifesto" pubblicato su "Le Figaro". 
Nasce in Italia in polemica con la cultura "mummificata" del passato. 
Esalta i valori della velocità, dinamismo, attivismo sfrenato, il mito della macchina e della civiltà industriale. 
Innova profondamente la letteratura attraverso il "Manifesto tecnico della letteratura futurista" (1912), distruggendo la sintassi, usando l'analogia, il sostantivo-doppio, abolendo la punteggiatura e introducendo le "parole in libertà". 
Politicamente, sostiene la guerra come "sola igiene del mondo" e aderisce al fascismo. 
Invece, il futurismo russo, guidato da Majakovskij, si lega alla Rivoluzione Bolscevica, mentre in Francia, Apollinaire sperimenta con i Calligrammi, influenzando Dadaismo e Surrealismo. 

Dadaismo

Fondato a Zurigo nel 1916 da Tristan Tzara presso il "Cabaret Voltaire", è un movimento di artisti pacifisti. 
Il nome "Dada" è un balbettio senza senso; infatti nasce come un "antistato", una buffonata che rifiuta la razionalità, l'estetismo e il linguaggio borghese per approdare all'alogico e al nonsense. 
Si basa sull'irrazionalismo di Nietzsche e sulla psicoanalisi. 

Surrealismo

Nato in Francia con André Breton, Louis Aragon e Paul Éluard, raccoglie l'eredità dadaista in chiave più costruttiva. 
L'obiettivo è usare la psicoanalisi freudiana per raggiungere la "surrealtà", una dimensione superiore che supera le censure dell'intelletto. 
La tecnica principale è la scrittura automatica, che permette di far emergere sogni e associazioni libere senza filtri.

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