Concetti Chiave

  • La costruzione del duomo di Modena iniziò nel 1099, con Lanfranco come architetto principale, rappresentando un'importante opera dell'arte romanica.
  • La cattedrale funge da collegamento tra la città e il sacro, con la facciata che riflette le strutture interne e le dimensioni delle navate.
  • La facciata è caratterizzata da un tetto a due spioventi, loggette trifore e un protiro, arricchita da elementi come il rosone e la guglia della “Ghirlandina”.
  • L'interno del duomo presenta un falso matroneo, che, pur non avendo funzione pratica, svolge un ruolo statico nell'equilibrio delle pareti.
  • Il duomo di Modena ha influenzato la costruzione di diverse cattedrali nella Pianura Padana, servendo da modello per architetti di Ferrara, Piacenza e Parma.

Inizio della costruzione del duomo di Modena

Nel 1099, quando a Milano le maestranze stavano per finire la costruzione di Sant’Ambrogio, a Modena si iniziava a costruire la nuova cattedrale della città, dedicata a San Gemignano. Sappiamo che l’autore è Lanfranco, presumibilmente un lombardo originario della zona di Como, da dove, allora, provenivano molti architetti esperti in arte romanica.

Insieme alla Basilica di Sant’Ambrogio, il Duomo di Modena è uno degli edifici religiosi più significativi dell’arte romanico.

Qual è il significato della cattedrale nella città?

Occorre, innanzitutto ricordare il significato che l’edificio religioso e soprattutto della cattedrale nel contesto della città. L’esterno non doveva costituire un diaframma fra la città e l’ambiente sacro, ma piuttosto un tramite fra i due spazi. Per questo motivo, la facciata di una chiesa doveva indicare con chiarezza le forme e le strutture interne.

Caratteristiche architettoniche della facciata

Pertanto, la facciata della cattedrale di Modena è costituita da un tetto a due spioventi con un rialzo centrale ed essa segue l’altezza delle diverse navate delle quali indica anche la larghezza poiché è divisa in due settori da due semi pilastri molto poderosi e ben evidenti.

Elementi aggiuntivi e porte laterali

La facciata presenta anche delle loggette trifore, la cui origine è da ritrovare nell’arte tardo-romana o negli edifici di Ravenna; qui, però, esse richiamano il ritmo delle arcate interne e del falso matroneo a triplice apertura che le sovrasta. Al tempo stesso, esse movimentano la superficie della facciata.

La facciata presenta anche un protiro, cioè la doppia loggia antistante il portale che sostituisce il portico, costituito da colonnette che poggiano su due leoni. Due aggiunte posteriori sono il grande rosone e l’alta guglia gotica del campanile chiamata la “Ghirlandina”. Lungo il fianco si aprono la Porta regia e la Porta dei principi.

Struttura interna e funzione del matroneo

L’interno è diviso in tre navate separate da arcate con doppia ghiera. A questa serie di arcate inferiore se ne sovrappone un’altra. In ogni arcata superiore si aprono tre aperture. Si tratta, in sostanza di un falso matroneo perché è privo di pavimentazione. Esso non ha alcuna funzione pratica, ma una funzione statica perché scarica i pesi delle pareti che così risultano essere costituite da un’alternanza do zone piene e vuote. Questo motivo troverà un’applicazione nelle cattedrali gotiche francesi e inglesi.

Influenza del duomo di Modena su altre cattedrali

La cattedrale di Modena servì da esempio per la costruzione di molte altre cattedrali, soprattutto dopo il terremoto del 1117 che danneggiò molti edifici religiosi della Pianura Padana, ma per fortuna lasciò intatto il duomo di Modena. Ne hanno tratto ispirazione gli architetti delle cattedrali di Ferrara, di Piacenza, di Parma e l’abbazia di Nonantola.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza storica del Duomo di Modena nella costruzione di cattedrali romaniche?
  2. Il Duomo di Modena, iniziato nel 1099, è uno degli edifici più significativi dell'arte romanica e ha influenzato la costruzione di molte altre cattedrali, specialmente dopo il terremoto del 1117 che colpì la Pianura Padana, lasciando intatto il duomo stesso.

  3. Come si integra la facciata del Duomo di Modena con l'ambiente circostante?
  4. La facciata del Duomo non funge da separazione tra la città e il sacro, ma come un tramite, evidenziando le forme e le strutture interne, con un design che riflette l'altezza e la larghezza delle navate.

  5. Quali sono le caratteristiche architettoniche distintive della facciata del Duomo di Modena?
  6. La facciata presenta un tetto a due spioventi, loggette trifore, un protiro con colonnette su leoni, un grande rosone e l'alta guglia gotica della “Ghirlandina”, che insieme creano un movimento visivo e una complessità architettonica.

  7. Qual è la funzione del matroneo all'interno del Duomo di Modena?
  8. Il matroneo, pur essendo un falso e privo di pavimentazione, ha una funzione statica, scaricando i pesi delle pareti e contribuendo alla struttura dell'edificio, un concetto che influenzerà le cattedrali gotiche in seguito.

Domande e risposte

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