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Concetti Chiave

  • Il potere di risoluzione indica la distanza minima per vedere chiaramente due oggetti vicini come separati, con valori più bassi che indicano una migliore capacità di osservazione.
  • I microscopi si dividono in due categorie principali: il microscopio semplice, con una sola lente, e il microscopio composto, che utilizza più lenti per ingrandire l'immagine.
  • Il microscopio composto funziona grazie al prodotto degli ingrandimenti delle lenti obiettivo e oculare, mentre il condensatore aiuta a focalizzare la luce sul preparato.
  • La luce nel microscopio passa dalla sorgente luminosa, colpisce l'oggetto e viene deviata dalla lente obiettivo, creando un'immagine capovolta e ingrandita che appare diritta nell'oculare.
  • I microscopi microbiologici offrono ingrandimenti di 10x, 25x, 40x e 100x, utili per osservare microrganismi e batteri, mentre la microscopia elettronica consente studi più dettagliati delle cellule e delle loro strutture.

È uno strumento che permette di fare osservazioni in piccolo, perché di fatto l’occhio umano ha un potere di risoluzione di 0,25 mm. Cosa si intende per potere di risoluzione?

In realtà è la distanza minima alla quale due oggetti vicini devono stare affinché riesca a vederli separati l’uno dall’altro e non sovrapposti, quindi la distanza minima per riuscire a vederli bene. Quindi bisogna fare attenzione: il valore numerico deve essere più basso per risultare migliore.

Quali sono le tipologie di microscopi?

Il microscopio è quell’utensile che grazie a dei sistemi di lenti permette di poter ingrandire i microrganismi e quindi superare il cosiddetto “cono di bottiglia” che è la risoluzione dell’occhio umano. Possiamo avere un microscopio semplice e uno composto.

o Quello semplice è quello di Antonio Vallur cioè la classica singola lente che se molto forte ci da’ già una buona visione;

o mentre il microscopio composto è quello che correntemente si utilizza nei laboratori ed è quello costituito da due sistemi di lenti:

 Il sistema di lenti obiettivi

 Il sistema di lenti oculari

Funzionamento del microscopio composto

In realtà l’ingrandimento che si ottiene è dato dal prodotto dei due ingrandimenti. In genere c’è una sola lente oculare, ma nel caso degli obiettivi possiamo avere alloggiate più lenti e quindi si può scegliere quella migliore in base alla potenza di risoluzione che ci aggrada.

Al di sotto è localizzata la sorgente luminosa che attraversa il filtro e poi entra nel condensatore situato a sua volta al di sotto del tavolino traslatore (su cui viene messo il preparato) dove si possono generare una serie di movimenti che permette di spostare il vetrino; questo condensatore comunque è molto importante perché è in grado di conferire ai raggi luminosi, che arrivano sul preparato, delle caratteristiche importanti.

Percorso della luce nel microscopio

Che percorso fa la luce che arriva al nostro occhio? (dopo aver attraversato il preparato).

Innanzitutto bisogna specificare che la luce che illumina l’oggetto deriva da una lampada sul visibile che può essere il fenolo; i raggi una volta che colpiscono l’oggetto vengono deviati quindi convogliati alla lente obiettivo. Questa prende i raggi e li proietta oltre la lente con un immagine capovolta e ingrandita, un’immagine cosiddetta reale che viene poi trasferita alla lente oculare attraverso la quale in realtà otteniamo un immagine che vediamo all’interno dell’oculare perché non arriva direttamente al nostro occhio, immagine cosiddetta virtuale, ingrandita ma diritta rispetto a quella che ha ricevuto.

A livello del tavolino traslatore possiamo trovare altri apparati meccanici come il diaframma (che regola l’intensità di luce e migliora il contrasto), la profondità di campo e il condensatore che permette di focalizzare la luce sull’oggetto e utilizzare i raggi che colpiscono il preparato in modo che questi siano quanto più possibile paralleli e su uno spazio piuttosto limitato rispetto a una luce magari dispersa.

Ingrandimenti e applicazioni

Gli ingrandimenti che tipicamente si ritrovano in un microscopio per uso microbiologico sono un 10x un 25x un 40x e un 100x, questi sul revolver; mentre invece l’ingrandimento che si ritrova più tipicamente in un oculare è un 10x, raramente troviamo un 20x anche perché questo aumenta sì l’ingrandimento ma anche le sfocature.

Chiaramente cambia molto poter osservare con diversi ingrandimenti soprattutto se passiamo da una microscopia ottica in campo chiaro a una elettronica. E’ normale che si abbia la possibilità di osservare ben altre cose, per cui ovviamente con la microscopia in campo chiaro si osservano microrganismi di 1 mm ma anche batteri di uno o due micrometri. Al di sotto di questa unità di misura con il microscopio ottico in campo chiaro abbiamo difficoltà molto serie ed è a questo punto che possiamo ringraziare la microscopia elettronica con cui è possibile fare osservazioni per studi sia di tipo citologico (cioè vedere all’interno delle cellule) sia virologico (cosa impossibile diversamente) e poter vedere addirittura strutture macromolecolari.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Che cos'è il potere di risoluzione e perché è importante?
  2. Il potere di risoluzione è la distanza minima alla quale due oggetti vicini possono essere visti separati. Un valore numerico più basso indica una migliore capacità di risoluzione, fondamentale per osservazioni dettagliate.

  3. Quali sono le principali tipologie di microscopi?
  4. Esistono due tipologie principali di microscopi: il microscopio semplice, con una singola lente, e il microscopio composto, utilizzato nei laboratori, che ha due sistemi di lenti (obiettivi e oculari) per un ingrandimento maggiore.

  5. Come funziona il microscopio composto?
  6. L'ingrandimento nel microscopio composto è dato dal prodotto degli ingrandimenti delle lenti obiettive e oculari. La sorgente luminosa illumina il preparato, e la luce viene proiettata attraverso le lenti per creare un'immagine ingrandita e capovolta.

  7. Qual è il percorso della luce nel microscopio?
  8. La luce proveniente da una lampada colpisce l'oggetto, viene deviata e proiettata dalla lente obiettivo, creando un'immagine reale che viene poi trasferita alla lente oculare, dove si ottiene un'immagine virtuale ingrandita e diritta.

  9. Quali ingrandimenti sono tipici nei microscopi per uso microbiologico?
  10. I microscopi per uso microbiologico tipicamente offrono ingrandimenti di 10x, 25x, 40x e 100x. L'uso di ingrandimenti diversi consente di osservare microrganismi e batteri, mentre la microscopia elettronica permette di vedere strutture cellulari e macromolecolari.

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