Economia politica
Dall'introduzione di microeconomia alla concorrenza perfetta
Parte 1 di 2
Pezzotti Lorenzo
UniBs
Microeconomia
→ La microeconomia è una branca chiave dell’economia. L’economia indica la “gestione della casa” vista come una società/nazione a cui applicarla, si occupa infatti della gestione delle risorse (scarse) di una società per soddisfarne i bisogni e le necessità.
La scarsità delle risorse implica di attuare scelte vincolate, l’economia è dunque la scienza delle scelte vincolate.
Microeconomia: si occupa delle scelte dei singoli agenti economici studiandone il comportamento (scelte di consumo, come e quanto produrre/consumare/risparmiare, …) e l’iterazione tra i soggetti economici (dando vita ai mercati).
Macroeconomia: studia l’andamento generale dell’economia di un paese analizzandone gli aggregati economici e la natura dei cicli di vita dell’economia di un paese.
Applicazione della microeconomia
La microeconomia fornisce le fondamenta per:
- Esaminare quando e come il governo deve intervenire per affrontare questioni fondamentali quali l’inquinamento, le politiche di assistenza per la casa e la scuola, programmi di assistenza sanitaria, …
- Comprendere il mercato in cui le imprese operano ed eventuali strategie per la crescita delle imprese.
- Capire le scelte dei consumatori e i fattori da cui sono influenzate.
- Studiare fenomeni sociali e privati.
Modelli economici
I modelli economici (come una cartina geografica) semplificano l’elaborazione e la comprensione di concetti complessi [trascura molti dettagli] ma il punto chiave è mantenere un obiettivo fisso.
Variabili esogene e endogene
- Variabile esogena: se il suo valore è determinato da processi esterni al modello.
- Variabile endogena: se il suo valore è determinato da processi interni al modello.
Es. → Quantità del bene domandata: variabile endogena.
→ Prezzo/Reddito: variabili esogene.
Strumenti d’analisi microeconomica
Ottimizzazione vincolata
Analisi dell’equilibrio
Statica comparata
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Ottimizzazione vincolata
Quando si usa?
L’ottimizzazione vincolata si usa quando un agente economico cerca di fare la migliore scelta, tenuto conto di tutte le possibili restrizioni sulle scelte.
In cosa consiste?
→ Funzione obiettivo: funzione che il soggetto decisore deve ottimizzare.
→ Insieme di vincoli: i limiti imposti al decisore.
Ottimizzazione vincolata e impatto marginale
La soluzione di un problema di ottimizzazione vincolata dipende dall’impatto marginale delle variabili decisionali sul valore della funzione obiettivo.
Es. Vedi chat Alessia.
Analisi dell’equilibrio
L’equilibrio di sistema è uno stato o una condizione che permane indefinitamente finché un fattore esogeno al sistema rimane costante, ovvero fintanto che un agente esterno non sposta il sistema dall’equilibrio.
L’equilibrio di un mercato competitivo è il punto nel quale la domanda eguaglia l’offerta.
Statica comparata
La statica comparata è utile per esaminare come un cambiamento in una variabile esogena influisce sul livello di una variabile endogena (osservare come cambiano le variabili interne al modello).
Analisi positiva
Spiega come funziona un sistema economico o fa previsioni su come potrebbe cambiare nel tempo.
È “value free” cioè non implica giudizi etici/di valore.
Risponde a domande esplicative.
Analisi normativa o prescrittiva
Spiega cosa andrebbe fatto.
Risponde a domande prescrittive.
Gli studi normativi si occupano di problemi legati al benessere sociale e implicano dei giudizi di valore.
È importante effettuare l’analisi positiva prima di quella normativa al fine di chiarire le dispute e portare a politiche più illuminate.
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Domanda e offerta 21/02/19
Mercati perfettamente competitivi: sono quei mercati in cui i venditori e compratori, essendo così numerosi (piccole transazioni rispetto al volume complessivo dei beni scambiati), non possono influenzare il prezzo di mercato e viene dunque preso il prezzo come dato.
Il modello di concorrenza perfetta è anche chiamato modello di comportamento price-taking.
La curva di domanda di mercato: indica la quantità aggregata di un bene che i consumatori sono disposti ad acquistare per i vari livelli di prezzo di quel bene tenendo fissi tutti gli altri fattori che condizionano la domanda stessa.
- In forma diretta: quantità domandata in funzione del prezzo Qd = Q(P).
- In forma inversa: il prezzo in funzione della domanda P = P(Qd).
Graficamente: prezzo (P) sull’asse delle ordinate (y) e la quantità (Q) lungo l’asse delle ascisse (x).
Domanda
35 30 25 20 15 10 5 0 Q=0 P=0
Domanda
Legge della domanda: più alto è il prezzo di un bene e più bassa è la quantità domandata di quel bene (tenendo fissi tutti gli altri fattori che influenzano la domanda).
→ La curva di domanda D ha pendenza negativa.
La curva di offerta: indica la quantità aggregata di un bene che i produttori sono disposti a vendere ai vari livelli di prezzo tenendo fissi gli altri valori che possono influenzare l’offerta stessa, quali i prezzi degli altri beni e i prezzi dei fattori di produzione.
- Forma diretta: quantità offerta in funzione del prezzo QS = Q(P).
- Forma indiretta: prezzo in funzione della quantità offerta P = P(QS).
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Offerta
35 30 25 20 15 10 5 0 Q1 Q2
Offerta
Equilibrio di mercato (BEP) tra domanda e offerta
Equilibrio di mercato
35 30 25 20 15 10 5 0 Q1 Q2
Domanda Offerta
- Se i venditori non possono vendere tanto quanto vogliono al prezzo corrente, si ha un eccesso di offerta (pressione al ribasso del prezzo).
- Se i compratori non possono acquistare tanto quanto vogliono al prezzo corrente, si ha un eccesso di domanda (pressione al rialzo del prezzo).
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Spostamenti lungo la curva di domanda e della curva di domanda
Un movimento lungo la curva di domanda di un bene può essere provocato solo dalla variazione del prezzo del bene.
Un movimento della curva invece è condizionato da qualunque altro fattore che incida sulla disponibilità dei prodotti (azioni di marketing).
Aumento della domanda
45 40 35 30 25 20 15 10 5 0 Q1 Q2
Domanda Domanda aum
Spostamenti lungo la curva di offerta e della curva di offerta
Un movimento lungo la curva di offerta di un bene può essere provocato solo da una variazione del prezzo di un bene.
Un movimento della curva invece è condizionato da qualunque altro fattore che incida sulla disponibilità dei prodotti.
Aumento dell'offerta
45 40 35 30 25 20 15 10 5 0 Q1 Q2
Offerta Offerta aum
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Spostamenti contemporanei di domanda e offerta (es. mais negli USA nel 2006-2008)
Variazione sia di domanda che offerta
40 35 30 25 20 15 10 5 0 Q1 Q2
Domanda Offerta Domanda aumentata Offerta aumentata
N.B. Lo spostamento di una curva non deve essere per forza parallelo.
Variazione sia di domanda che offerta
45 40 35 30 25 20 15 10 5 0 Q1 Q2
Domanda Offerta Domanda aumentata Offerta aumentata
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Elasticità della domanda al prezzo
L’elasticità della domanda al prezzo è la variazione percentuale della quantità domandata determinata da una variazione percentuale del prezzo.
Es. sulle slide.
L’elasticità della domanda al prezzo sarà sempre negativa poiché l’andamento della curva di domanda è già negativo.
Per calcolare l’elasticità devo calcolare la formula diretta.
Dato che è sempre negativa, gli economisti fanno riferimento al valore assoluto dell’elasticità, facendola variare da 0 a +∞.
Attenzione in esame alle richieste: se chiede il valore assoluto [0; +∞) mentre se chiede l’elasticità con la epsilon (-∞; 0].
Esempi
- Domanda inelastica: beni di prima necessità, domanda di sigarette (dovuta all’assuefazione dei fumatori), …
Indica appunto la reattività della domanda in relazione alle variazioni di prezzo.
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L’elasticità è diversa dalla pendenza della curva in quanto la pendenza è il rapporto tra le variazioni assolute della quantità e del prezzo (= ΔQ/ΔP o, ricorrendo alle derivate, Q/P), mentre l’elasticità è il rapporto tra le variazioni relative (o percentuali) della quantità e del prezzo. Nel caso lineare, la pendenza è costante (= −), mentre l’elasticità varia lungo la curva.
Date due curve di domanda che si intersecano in un particolare punto, l’elasticità in quel punto è maggiore (in valore assoluto) per la curva più piatta.
Variazione dei ricavi in funzione all’elasticità
L’effetto sui ricavi totali dati dall’aumento del prezzo del bene dipende dalla reattività della domanda alla variazione del prezzo:
- Se la domanda è elastica: diminuzione di Q > aumento di P = ricavo diminuisce.
- Se la domanda è inelastica: diminuzione di Q < aumento di P = ricavo aumenta.
Esempio cartaceo sulla riduzione del reddito all’aumento del prezzo di un prodotto.
Determinanti dell’elasticità della domanda rispetto al prezzo
La domanda tende ad essere…
- Più elastica rispetto al prezzo quando esistono beni sostitutivi ad esso (poiché all’aumentare il prezzo di un prodotto, la gente tende a passare al sostitutivo). [Tab esempio 2.2 pag. 30]
- Più elastica rispetto al prezzo quando la quota di spesa per l’acquisto di un prodotto è ingente rispetto al mio reddito (es. acquisto di un’automobile, e dunque la domanda diminuisce in modo più significativo).
- Meno elastica per i prodotti di prima necessità.
Elasticità della domanda rispetto al reddito
L’elasticità della domanda rispetto al reddito è la variazione percentuale della quantità domandata determinata da una variazione percentuale del reddito dei consumatori (mantenendo tutti gli altri fattori costanti).
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NB In questo caso non si utilizza il valore assoluto perché l’elasticità può essere sia positiva che negativa:
- Beni normali: quando aumenta il reddito, aumenta anche la domanda di esso (elasticità > 0).
- Beni inferiori: quando aumenta il reddito ne diminuisce la domanda (elasticità < 0), es. farina, …
Elasticità incrociata della domanda al prezzo
L’elasticità incrociata della domanda al prezzo è la variazione percentuale della quantità domandata di un bene determinata da una variazione percentuale del prezzo di un altro bene (mantenendo tutti gli altri fattori costanti). Es. Quanto varia il prezzo del petrolio in base a come varia quello del gas.
Si possono calcolare anche mediante le derivate.
I segni dell’elasticità incrociata possono essere sia positivi che negativi:
- Se l’elasticità > 0, l’aumento del prezzo di j fa aumentare la domanda del bene i: i e j sono beni sostituti (es. carne di manzo: se è troppo costosa mi sposto su quella di pollo).
- Se l’elasticità < 0, l’aumento del prezzo del bene j fa diminuire la domanda del bene i: i e j sono beni complementi (es. caffè e zucchero: se aumento il prezzo del caffè, e lo zucchero lo uso solo per zuccherare quello, diminuirà la domanda appunto dello zucchero).
Elasticità dell’offerta rispetto al prezzo
L’elasticità dell’offerta rispetto al prezzo: la variazione percentuale della quantità offerta determinata da una variazione percentuale del prezzo.
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Elasticità della domanda nel breve e nel lungo periodo
- Nel lungo periodo la capacità di adattamento è maggiore (se aumento il prezzo nel breve periodo devo diminuire i costi mentre nel lungo posso sostituire la caldaia.
- Questo non vale per i beni durevoli, per cui vale l’opposto perché i consumatori possono rimandare l’acquisto. Es. automobili.
Elasticità dell’offerta nel breve e nel lungo periodo
- In genere la capacità di adattamento è maggiore nel lungo periodo, principalmente a causa di limitazioni nelle capacità di produzione: nel breve periodo, è più difficile investire in nuovi impianti per aumentare la produzione a seguito di un aumento del prezzo del prodotto.
- Tuttavia per i beni che possono essere riciclati e venduti in mercati secondari potrebbe valere l’opposto.
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-b è la derivata di Q rispetto a P, e poi calcolo b e di conseguenza a conoscendo appunto i dati puntuali per determinare l’elasticità.
Quando l’elasticità è continua allora epsilon = -b, dunque b = - epsilon.
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Teoria del consumatore 22/02/2019
Per arrivare alla domanda e all’offerta aggregata è importante parlare della teoria del consumatore e alla teoria dell’impresa.
Teoria del comportamento del consumatore: viene studiata la scelta razionale → Gli individui scelgono la combinazione di beni migliore tra quelle che può acquistare. Questo dipende dalle preferenze del consumatore.
Vengono studiate perché consentono agli imprenditori (aziende) o allo stato di capire le necessità dei consumatori.
Glossario di preferenze
Assunzione sulle preferenze
- Completezza: dati due panieri qualsiasi A e B il consumatore è in grado di stabilire un ordine di preferenza tra A e B.
- Transitività: se il consumatore preferisce A a B e B è preferito a E, allora il consumatore preferisce A a E.
- Non sazietà (“più è meglio”): per il consumatore è meglio avere una quantità maggiore di almeno un bene.
Funzione di utilità
È un modo per associare un numero ad ogni possibile paniere di consumo, tale che ai panieri preferiti sono assegnati più numeri più elevati per rispettare meglio l’ordinamento delle preferenze.
La vera utilità di questo concetto è l’ordinamento non tanto il numero che assegna la funzione.
Utilità marginale (un solo bene)
→ ∂U/∂y [deriv. di U rispetto a y]
Non utile dal punto di vista economico ma solo analitico.
U = U(y) dove U è la funzione che mi identifica le preferenze in relazione a y (quantità del bene consumato), l’utilità marginale è il saggio a cui varia il livello di utilità totale in risposta ad un incremento nel livello del consumo.
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È dunque la pendenza della funzione di utilità totale.
L’ipotesi di “non sazietà” sull’utilità marginale è che è sempre positiva poiché con le derivate una funzione crescente può assumere sia parametri crescenti che decrescenti.
Utilità marginale (due beni)
L’utilità marginale per ciascun bene è pari al tasso al quale l’utilità totale cambia all’aumentare del consumo di quel bene, mantenendo costante il livello di consumo dell’altro bene. (Es. la variazione del prezzo del pane mantenendo costante il livello di consumo della farina)
Curve di indifferenza
Analizzando e sezionando il grafico per semplificarne lo studio e disegnarli su 2 dimensioni viene introdotto per delineare gli stessi gradi di soddisfazione di diversi prodotti, una mappa di indifferenza mostra
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