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Microeconomia: gestione delle risorse domestiche

Economia: regole per gestire la casa e le risorse domestiche dal greco (oikos + nomos = leggi domestiche).

Efficienza vs Efficacia

  • Efficienza: miglior soluzione possibile che dia il valore migliore alle parti coinvolte.
  • Efficacia: capacità di trovare una qualunque soluzione, non necessariamente la migliore.

L’economia riguarda la gestione delle risorse tangibili (denaro) e intangibili (tempo), che possono essere maggiori o minori rispetto a ciò di cui si necessita. Le risorse possono essere scarse o abbondanti: livello di risorse disponibile vs livello di risorse necessario. L’economia studia la gestione delle risorse scarse, individuando un uso specifico a cui destinarle; perciò, si definisce l’economia come allocazione efficiente di risorse scarse, ovvero come gestione efficiente di risorse scarse. Bisogna tendere all’efficienza, modello perfetto cui mirare, difficilmente raggiungibile nella realtà.

Modelli economici

Modelli: astrazione della realtà che approssima un sistema più o meno complesso, si semplifica la realtà mediante un’ipotesi di semplificazione e si cerca di comprendere la realtà mediante tali modelli di approssimazione. Si comprende un determinato modello semplice, poi si fanno cadere le ipotesi di semplificazione, rendendo il modello più complesso e vicino alla realtà.

Agenti economici

Entità che agisce prendendo decisioni in ambito economico (soggetti, gruppi, società, paesi) e viene direttamente coinvolto nella gestione di risorse. Ci sono due gruppi: consumatori e produttori.

  • Consumatori: domandano beni e servizi.
  • Produttori: offrono beni e servizi.

Consumatori e produttori si incontrano sul mercato, l’incontro dei diversi agenti economici viene definito transazione e coincide con il passaggio di beni, prodotti, servizi solitamente con una contropartita di denaro.

Funzione di domanda del mercato

La funzione di domanda (o curva di domanda) rappresenta la quantità domandata dai consumatori di un bene/servizio per ciascun livello di prezzo del bene/servizio preso in considerazione. Si consideri un bene (il discorso vale in maniera analoga per un servizio) x che è inizialmente disponibile sul mercato ad un prezzo (unitario) p1: i consumatori decideranno la quantità che desiderano acquistare in base al livello di prezzo. Sia q1 la quantità complessiva richiesta dai consumatori (ossia dal mercato) per il bene x in corrispondenza del prezzo p1: questa quantità è detta quantità domandata.

Naturalmente, non considereremo livelli di prezzo e quantità negativi, perché ciò non avrebbero significato economico. Se il prezzo di x varia – aumentando o diminuendo – e raggiunge il valore p2, la quantità domandata varierà, di conseguenza, passando al livello q2. Generalmente (ma si vedrà nel seguito del corso che esistono alcune eccezioni) la quantità domandata varia secondo una relazione inversa con il prezzo del bene: in altri termini, se il prezzo del bene aumenta la quantità domandata diminuisce (e viceversa).

Modello n.1

Un gruppo di studenti fuori sede iscritti ad Ingegneria presso l’Università di Tor Vergata sta cercando stanze in affitto nelle quali soggiornare durante l’anno accademico. Il prezzo medio di una camera singola nei pressi dell’Università è di 400,00€/mese. Solamente pochi studenti hanno la possibilità di sostenere un tale affitto e, quindi, solo poche stanze verranno domandate. In particolare, ipotizziamo che con un tale prezzo p1 = 400,00€/mese solo 5 studenti domandino una stanza: di conseguenza, la quantità di stanze singole in affitto domandata per questo livello di prezzo sarà q1 = 5 stanze. I rimanenti studenti saranno costretti a cercare altrove.

In particolare, se si è disposti ad allontanarsi leggermente dalla zona universitaria e ad utilizzare i mezzi pubblici per raggiungere la Facoltà si possono trovare camere singole a prezzi più bassi: a due fermate di metropolitana più un tragitto in autobus il prezzo scende a p2 = 250,00€/mese. Con questo nuovo prezzo il numero di studenti che è disposto a richiedere stanze aumenta: la nuova quantità domandata sarà q2 = 16 stanze. Infine, chi è disposto ad alloggiare ancora più lontano dall’Università ed a trascorrere ogni giorno diverso tempo sui mezzi di trasporto pubblici può trovare stanze in affitto a p3 = 200,00€/mese. Per questo prezzo la nuova quantità domandata sarà q3 = 40 stanze.

La funzione di domanda è decrescente, detta curva di domanda, ovvero la quantità domandata è funzione del prezzo. Al diminuire del prezzo del bene la quantità domandata aumenta perché un numero maggiore di consumatori vorrà entrarne in possesso e/o perché qualche consumatore domanderà un numero maggiore di unità del bene: la funzione di domanda rappresenta il comportamento dell’intero gruppo di consumatori. Tuttavia, ciascun consumatore è indipendente nelle proprie decisioni: in particolare, esistono livelli di prezzo ai quali alcuni consumatori richiedono il bene ed altri, invece, non sono disposti a farlo. Il prezzo per il quale un consumatore è indifferente fra il non domandare unità del bene e domandarne la prima è detto prezzo di riserva pris. Ciascun consumatore ha un proprio prezzo di riserva per ciascun bene: se il prezzo del bene è p = pris + ε (con ε→0) il consumatore domanderà q = 0 unità del bene, mentre se il prezzo è p = pris - ε il consumatore domanderà q > 0 unità. Per p = pris il consumatore sarà indifferente fra le due opzioni.

Si ipotizzi che il prezzo iniziale del bene sia p → +∞ e che, per questo livello di prezzo, nessun consumatore sia disposto a domandare una quantità – seppur piccola – del bene. Se il prezzo viene fatto diminuire nell’insieme dei numeri reali, prima o poi si raggiungerà un livello di prezzo p0 in corrispondenza del quale almeno un consumatore sarà indifferente fra l’acquisto ed il non acquisto: in altri termini, si raggiunge il prezzo di riserva pmaxris più elevato fra quelli di tutti i consumatori presenti sul mercato. Questo livello di prezzo (p0 = pmax) rappresenta l’intersezione della funzione di domanda con l’asse delle ordinate; da p0 in poi si assisterà ad un crescere della quantità complessiva domandata dal mercato, sino ad arrivare alla quantità massima q0 corrispondente al prezzo nullo.

Sin qui si è parlato di quantità domandata in corrispondenza di un determinato livello di prezzo: è bene sottolineare che la quantità di un bene domandata dal mercato può non coincidere con la quantità effettivamente acquistata: la possibilità di acquistare, infatti, dipende imprescindibilmente dal fatto che esista qualche soggetto economico che desideri vendere il bene in questione in misura sufficiente a soddisfare tutta la domanda. In caso contrario, esisteranno consumatori che domandano il bene, ma che non possono acquistarlo.

L’intersezione con l’asse delle Y corrisponde al prezzo di riserva, punto in cui la quantità è pari a zero. Il prezzo di riserva è il prezzo massimo che un consumatore è disposto a pagare per un’unità. Il prezzo di riserva generale corrisponde al prezzo massimo del mercato che viene pagato dal consumatore che è disposto a pagare di più. Se p > pris allora Q = 0, se p < pris allora Q > 0.

Funzione di offerta del mercato

La funzione di offerta (o curva di offerta) rappresenta la quantità offerta dai produttori di un bene/servizio per ciascun livello di prezzo del bene/servizio preso in considerazione. Si consideri un bene x che può essere venduto sul mercato ad un prezzo iniziale pi: i produttori decideranno la quantità che desiderano realizzare ed offrire sul mercato in base al livello di prezzo. Sia qi la quantità complessiva offerta dai produttori (ossia dal mercato) per il bene x in corrispondenza del prezzo pi: questa quantità è detta quantità offerta.

Se il prezzo di x varia – aumentando o diminuendo – e raggiunge il valore pf la quantità offerta varierà di conseguenza, passando al livello qf. A differenza di quanto accadeva per la domanda, la quantità offerta varia secondo una relazione diretta con il prezzo del bene: in altri termini, se il prezzo del bene aumenta la quantità offerta aumenta (e viceversa).

Modello n.2

Un gruppo di studenti della Facoltà di Ingegneria di Tor Vergata decide di organizzare una settimana bianca. Per raccogliere i soldi necessari a pagare la propria vacanza ciascuno di loro decide di offrire – naturalmente dietro compenso – ripetizioni di matematica e fisica agli studenti delle scuole superiori. Le ore disponibili all’interno di una giornata sono una risorsa scarsa e le attività da svolgere molte: seguire le lezioni all’Università, studiare, divertirsi con gli amici e, da ora, impartire ripetizioni. Il problema diventa, quindi, decidere quanto tempo dedicare alle ripetizioni, sottraendolo alle altre attività. La scelta è sicuramente condizionata, anche se in modo diverso da individuo ad individuo, dal prezzo al quale ciascuna ora di ripetizioni può essere venduta sul mercato.

Si supponga che il prezzo iniziale delle ripetizioni sia p1 = 5,00€/h: in tali condizioni è difficile che uno studente universitario sia disposto a sottrarre tempo al proprio divertimento per destinarlo ad un lavoro, anche perché non si arriverebbe a risparmiare una quantità di denaro sufficiente a pagare la settimana bianca in tempi ragionevoli. Si avrà, quindi, una quantità di ripetizioni offerta dall’intero gruppo pari a q1 = 0h/settimana. Ipotizziamo, ora, che il prezzo delle ripetizioni cresca fino al livello p2 = 12,00€/h. In queste nuove condizioni è possibile che almeno uno studente – magari quello con minori possibilità economiche personali o che ha più tempo libero degli altri – sia disposto ad offrire ripetizioni. Ipotizziamo, quindi, che la nuova quantità offerta dal gruppo sia q2 = 1,5h/settimana. Se, poi, il prezzo salisse a p3 = 40,00€/h è plausibile immaginare non solamente che tutti gli studenti del gruppo sarebbero disposti ad impartire ripetizioni, ma anche che ciascuno di loro cercherebbe di aumentare il più possibile le ore settimanali destinate a questa attività. Si supponga che, in questo nuovo scenario, l’intero gruppo offra una quantità di ripetizioni q3 = 60h/settimana.

Nel caso del produttore è il caso opposto: se aumenta il prezzo anche la quantità aumenta. Il tempo messo a disposizione è una risorsa limitata, deve avere un beneficio maggiore netto per cui decido di rinunciare ad un’ora del mio tempo. Il luogo dei punti che rappresenta la quantità offerta in dipendenza del particolare livello di prezzo è detta funzione o curva di offerta (supply) ed è crescente.

La funzione di offerta è crescente e definita in funzione del prezzo: q = S(p).

All’aumentare del prezzo del bene la quantità offerta aumenta perché un numero maggiore di produttori vorrà vendere il bene sul mercato e/o perché qualche produttore offrirà un numero maggiore di unità del bene: la funzione di offerta rappresenta il comportamento dell’intero gruppo di produttori. Tuttavia, ciascun produttore è indipendente nelle proprie decisioni: in particolare, esistono livelli di prezzo ai quali alcuni produttori offrono il bene ed altri, invece, non sono disposti a farlo. Anche per i produttori può essere definito un prezzo di riserva pmin, rappresentante il prezzo minimo per il quale il produttore è indifferente fra l’offrire il bene sul mercato oppure il non offrirlo: quest’ultima opzione, infatti, consente di non dare inizio alla produzione, evitandone il sostenimento dei costi associati.

Anche in questo caso è bene sottolineare che la quantità di un bene offerta dal mercato può non coincidere con la quantità effettivamente venduta: la possibilità di vendere, infatti, dipende imprescindibilmente dal fatto che esista qualche soggetto economico che desideri acquistare il bene in misura sufficiente ad assorbire tutta l’offerta. In caso contrario, esisteranno produttori che offrono il bene, ma che non riescono a venderlo (surplus).

Punto di equilibrio del mercato

Nel mercato per la transazione il produttore e il consumatore devono venirsi incontro. Non sempre la transazione va a buon fine secondo il volere del consumatore e del produttore, la transazione può attestarsi in ogni dove sulla curva di domanda e di offerta. Prendendo in considerazione un mercato in concorrenza perfetta tale che esso sia il mercato più efficiente, con un numero di consumatori e produttori infinito e prodotti indistinguibili tra loro senza marchio e identici. Essendoci in questo mercato infiniti produttori e infiniti consumatori, il prezzo viene stabilito dall’incontro tra il consumatore e produttore: nessuno dei due ha direttamente il potere di negoziare; può variare all’interno di questo mercato soltanto la quantità da produrre.

Attraverso un comportamento puramente egoistico calcolando i propri interessi personali qualcuno propone un prezzo iniziale. Dato che la quantità domandata e la quantità offerta differiscono, quale sarà la quantità effettiva totale? Dato un prezzo iniziale verrà venduta la quantità minima domandata dai consumatori per tale prezzo, il resto dei prodotti resterà una quantità invenduta (eccesso di offerta-surplus); potendo variare in un mercato a concorrenza perfetta solo la quantità prodotta, i produttori decideranno di ridurre la produzione, ciò determina uno spostamento sulla curva di offerta, che riduce il prezzo a pc e genera un analogo spostamento sulla curva di domanda del consumatore, che per un prezzo minore deciderà di domandare una quantità maggiore. Si verifica in questo momento un eccesso di domanda (shortage), che spingerà il produttore a aumentare la produzione; si procede così finché non si raggiunge il punto di equilibrio tra le due curve, ovvero l’intersezione dove tutto ciò che è domandato è anche offerto e non si verificano eccessi di domanda o di offerta. Coincidono con il prezzo e la quantità di equilibrio, clearing price-quantity.

In aggiunta al prezzo del bene, tuttavia, esistono altri fattori che influenzano le quantità domandate ed offerte dal mercato, ad esempio il reddito procapite e i costi aziendali di produzione. A parità di reddito la curva non si sposta, ma si sposta direttamente il consumatore lungo la curva di domanda.

Espansione e contrazione della funzione di domanda

Prendendo in esame la curva di domanda del consumatore, il cui prodotto di riferimento è un modello unico cellulare esistente sul mercato. A parità di prezzo del prodotto domandato, ma all’aumentare del reddito (m) la quantità domandata aumenterà, contrariamente a parità di prezzo del prodotto domandato e al diminuire del mio reddito la quantità domandata diminuirà. La variazione di reddito causa anche uno spostamento non lungo la curva di domanda, bensì uno spostamento della curva all’interno del piano cartesiano (P, Q).

La funzione di domanda viene pertanto espressa non solo in funzione del prezzo, ma anche di un altro parametro, il salario: q = D(p, m).

  • Se il reddito aumenta: la curva si sposta sul piano in alto a destra e avviene un’espansione della domanda dato che la nuova disponibilità economica permette al consumatore di domandare di più. Questo determina un maggiore potere d’acquisto e perciò anche un nuovo prezzo di riserva che sarà maggiore.
  • Se il reddito diminuisce: la curva si sposta in basso verso sinistra verso l’origine e realizzando una contrazione della domanda. A parità di prezzo si riduce la quantità domandata dal consumatore e il prezzo di riserva si riduce.

P e Q si dicono variabili endogene, se cambia P mi sposto lungo la curva in un nuovo punto dentro D; le variabili esogene (esterne) come il reddito o il prezzo di altri beni causa lo spostamento della curva stessa con una contrazione o un’espansione.

Considerando il caso in cui la variabile esogena sia il prezzo di altri beni anche in questo caso si verificherà uno spostamento della curva di domanda secondo la funzione q = D(p, m, paltro).

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/06 Economia applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher annaborello di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia applicata all'ingegneria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Battistoni Elisa.
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