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Domanda individuale
La domanda individuale risolve il problema del consumatore, indica quindi quali beni desidera ed in quale quantità. Per dare una risposta a questa domanda abbiamo a disposizione due soluzioni:
- Utilizzare un'ottica individualista, quindi prendere in considerazione le scelte di consumo del singolo individuo (o famiglia)
- Un'ottica consequenzialista, scelta come scelta tra le conseguenze, non viene rappresentata quindi l'azione concreta della scelta, ma la composizione di beni e servizi.
Per caratterizzare il problema del consumatore bisogna definire un insieme di alternative (o stati del mondo) e rappresentarne dei criteri di scelta.
L'insieme delle alternative è rappresentato dall'insieme di beni e servizi di cui il consumatore può ottenere la disponibilità date le sue risorse iniziali (reddito). L'insieme delle alternative deve essere finito, poiché è limitato da natura, conoscenza (vincoli fisici) e disponibilità iniziale del consumatore (vincoli economici).
Esempio: beni: latte e libri l'insieme delle alternative viene rappresentato con panieri con determinate quantità di latte e libri su un piano cartesiano (tenendo conto solo del quadrante positivo).
Nella rappresentazione dei piani di consumo si può distinguere tra beni divisibili (latte) e beni indivisibili (libri), poiché sono concepibili panieri con quantità non intere di latte (es. 0.7 l) ma non di libri. Per semplicità però generalmente si considerano solo beni divisibili.
Retta di bilancio
Il vincolo economico al consumo è rappresentato dalla equazione di bilancio (o retta). Considerando la scelta di un consumatore che ha a disposizione latte (L) e pasta (P) l'equazione di bilancio per tale situazione è pL*L + pP*P = m dove pL è il prezzo del latte, pP il prezzo della pasta ed m il reddito monetario a disposizione del consumatore – reddito e prezzi sono parametri (i dati). La rappresentazione grafica di tale equazione è una retta inclinata negativamente in un sistema di assi cartesiani che misura la quantità di latte e di pasta.
Esempio: m=10 pP=2 pL=1 data quindi l'equazione pL*L + pP*P = m troviamo L = 10 – 2P dove 10 indica l'intercetta sull'asse L e -2 l'inclinazione della retta di bilancio. Logico quindi che ad ogni variazione della quantità di pasta corrisponde una variazione in proporzione costante nella quantità di latte.
In generale: P = m/pP – pL/pP * L dove m/pP, il rapporto tra reddito e prezzo della pasta, indica l'intercetta mentre -pL/pP, il rapporto tra prezzo del latte e prezzo della pasta, indica l'inclinazione della retta.
L'insieme delle alternative è formato da tutti i punti all'interno e sulla retta di bilancio, in particolare questi ultimi considerano panieri con una spesa pari al reddito m. Analogamente i punti sotto la retta indicano panieri che comportano una spesa minore di m, mentre i punti sopra la retta corrispondono a panieri che comportano una spesa maggiore di m (non appartengono all'insieme delle alternative).
PL
Retta di bilancio
L'equazione di bilancio ci dice quindi per un dato reddito e per dati prezzi qual è la relazione tra le quantità consumate di due beni se il consumatore destina al consumo tutto il suo reddito.
L'intercetta indica invece quanto posso consumare se destino tutto il reddito ad un unico bene. Nel caso precedente l'intercetta sull'asse y definisce quanta pasta posso consumare se destino tutto il reddito a P, ed è data dal rapporto tra il reddito ed il prezzo del bene (Pmax = m/pP).
L'inclinazione spiega invece di quanto aumenta il mio consumo di un bene (pasta) se rinuncio ad una unità dell'altro bene (latte) continuando ad utilizzare tutto il reddito, dipende quindi dal rapporto dei prezzi di latte e pasta (- pL/pP). L'interpretazione economica di questo rapporto (- pL/pP) è data dal fatto che riducendo il consumo di latte rendo disponibile reddito per l'acquisto di pasta (ΔP/ΔL rimane costante).
Effetti di variazione del reddito
P1X1 + P2X2 = m X1 = m/P1 – P2/P1 * X2
Le intercette sono determinate dal reddito, al crescere di m le intercette si allontanano dall'origine: se i prezzi non variano l'inclinazione non cambia, aumenta solo l'insieme delle alternative (se m diminuisce le intercette si avvicinano all'origine e l'insieme delle alternative si riduce).
Effetti di variazione di prezzo
I prezzi determinano l'inclinazione della retta e la rispettiva intercetta (P1 varia l'intercetta sull'asse X1). Se nel caso specifico aumenta P2 (con m e P1 invariati) aumenta la rispettiva inclinazione in negativo (pendenza), l'intercetta su X2 si avvicina all'origine, resta invariata l'intercetta su X1 e diminuisce l'insieme delle alternative. Con l'aumento di prezzo di X2 con la stessa quantità di X2 diminuisce il potere di acquisto e quindi la quantità di X1 (ad esclusione del caso X2=0 poiché definisce l'intercetta sull'asse X1), ovviamente a parità di consumo del bene X1 potrò comprare in minor quantità il bene X2. Analogamente se P2 diminuisce, diminuisce l'inclinazione (pendenza), l'intercetta sull'asse X2 si allontana dall'origine e l'insieme delle alternative aumenta.
In generale a variazioni di prezzo corrispondono rotazioni della retta di bilancio che hanno come fulcro l'intercetta sull'asse del bene il cui prezzo non è cambiato.
Preferenze e loro rappresentazione
I piani di consumo vengono rappresentati da due elementi, l'insieme delle alternative e i criteri di scelta (preferenze) del consumatore. Prendiamo in considerazione le preferenze di un consumatore che abbia a disposizione i panieri A e B:
- A⪻B → il consumatore preferisce strettamente A a B
- A~B → il consumatore è indifferente tra i due panieri
- A⪽B → il consumatore preferisce debolmente A a B, A è almeno tanto buono quanto B
Le tre relazioni di preferenza sono tra loro correlate:
- Se A⪽B e B⪽A → A~B
- Se A⪽B ma non A~B → A⪻B
X1X2
Per considerare un consumatore come un individuo razionale le sue preferenze devono soddisfare alcuni requisiti (assiomi):
- 1. Completezza Se vale l'assioma di completezza una delle seguenti affermazioni deve essere vera per tutte le coppie di alternativa tra le quali il consumatore si trova a scegliere: o A⪽B o B⪽A o A~B (cioè A⪽B e B⪽A). Richiediamo quindi che il consumatore sia in grado di ordinare tutte le alternative a sua disposizione.
- 2. Transitività Le preferenze devono essere transitive: se A⪽B e B⪽C allora A⪽C. La transitività è richiesta anche per le relazioni di preferenza forte e di indifferenza. L'assioma di transitività impone quindi coerenza delle preferenze.
- 3. Monotonicità Tra due panieri A e B identici nella quantità di alcuni beni e diversi per altri beni, se A contiene una quantità maggiore di ciascuno di questi ultimi il consumatore preferisce sempre A a B. Esempio: A (20 fragole, 50g di panna) e B (20 fragole e 30g di panna) → A⪻B
Se il comportamento di un consumatore soddisfa questi tre assiomi ed è quindi un consumatore razionale, si possono rappresentarne le preferenze con un insieme di curve di indifferenza.
Curva di indifferenza
Dato un paniere A situato lungo la curva di indifferenza. G il sistema di assi cartesiani viene suddiviso in ulteriori quattro quadranti contiene panieri di quantità maggiore rispetto ad A in. F entrambi i beni e saranno quindi preferiti ad A contiene panieri con quantità minore di riso rispetto ad A, ma con quantità maggiore di latte contiene panieri con quantità minori rispetto ad A in entrambi i beni, quindi A sarà preferito ai panieri all'interno dell'area.
F ha poco più di riso e molto meno latte rispetto ad A. G pur avendo una quantità inferiore di latte rispetto ad A ha talmente tanto riso rispetto ad A che G sarà preferito ad A. Tra F e G troveremo un paniere H che sarà indifferente ad A, che ha più riso e meno latte in una composizione che li porta ad essere indifferenti. Unendo tutti i punti che rappresentano i panieri indifferenti ad A (H, A, L, M,) troveremo la curva di indifferenza. La curva di indifferenza è appunto un insieme di punti che rappresentano panieri indifferenti tra loro per il consumatore, spostandoci lungo la curva di indifferenza manteniamo lo stesso livello di soddisfazione (utilità) variando i panieri.
Riso
Latte
A.B .C.DHL M
Caratteristiche della curva di indifferenza
- 1. Nella scelta tra due beni è decrescente Affinché resti inalterato il livello di benessere a variazioni negative nella disponibilità del bene 2 (al diminuire di Δx2) A devono corrispondere variazioni positive nella disponibilità del bene 1 (Δx1 deve crescere). A spostamenti a destra B corrispondono quindi spostamenti in basso. Muovendosi lungo la curva di indifferenza, se Δx2<0 allora Δx1>0.
- 2. I panieri che si trovano al di sopra della curva sono preferiti a quelli che si trovano sulla curva B è preferito ad A e a tutti i panieri compresi tra le coordinate di B sulla curva per monotonicità. E .B B è preferito ad E per monotonicità e transitività, poiché E~A, B⪻A quindi B⪻E. Tutti i panieri sulla curva sono indifferenti ad A, eA quindi B è preferito ad essi.
- 3. I panieri sotto la curva sono panieri a cui vengono preferiti quelli che si trovano sulla curva Analogamente alla caratteristica precedente un paniere sulla curva sarà preferito per monotonicità ad un paniere al di sotto della curva, e quindi per transitività sarà preferito a tutti i panieri al di sotto della curva.
x2x1Δx2Δx1x2x1
Una “famiglia” di curve
Due curve di indifferenza non possono assolutamente intersecarsi.
Come si rappresenta una curva di indifferenza nella scelta tra un bene e una male?
AB
Come si rappresenta una curva di indifferenza nella scelta tra due mali?
ABx2x1
Le preferenze del consumatore sono rappresentabili da un'intera famiglia di curve parallele, dove il benessere (l'utilità) del consumatore cresce all'allontanarsi dall'origine.
x2x1CAB
1. A⪻B 2. A dovrebbe essere indifferente a C e C dovrebbe essere indifferente a B 3. Per transitività A dovrebbe essere indifferente a B, ma questo contraddice il punto 1 → non sono due curve di indifferenza
x1x2Δx2Δx1
All'aumentare della disponibilità di un bene deve aumentare corrispondentemente anche la disponibilità del male in modo da mantenere l'utilità. Se Δx2>0 anche Δx1>0
x1x2Δx1Δx2
A variazioni negative nella disponibilità del male 2 corrispondono variazioni positive nella disponibilità del male 1
Saggio marginale di sostituzione
La pendenza delle curve di indifferenza è chiamata saggio marginale di sostituzione (SMS).
(Δ x1) (Δ x2)= SMS = f (x1, x2)
È una funzione di x1 e x2 poiché entrambi variano sulla curva.
Il saggio marginale di sostituzione indica a quanto il consumatore è disposto a rinunciare di uno dei due beni per ottenere una certa quantità dell'altro. Nel caso d
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