Capitolo 3
Mercato
Con il termine mercato si intende il luogo in cui domanda e offerta si incontrano, in un mercato si trovano i produttori e i consumatori.
Domanda
Quantità di beni e servizi che i consumatori sono disposti a comprare in un dato tempo ad un dato prezzo in un dato mercato.
Il consumatore per prendere delle decisioni riguardo alla quantità e alle caratteristiche dei beni da acquistare deve tenere in considerazione il suo “budget” che è definito vincolo di bilancio.
Per analizzare la domanda del consumatore bisogna tenere in considerazione:
- Le preferenze dell’individuo.
- Le sue capacità di spesa, vincolo di bilancio.
- I prezzi.
La composizione della spesa
Una qualsiasi combinazione di quantità differenti di beni che un consumatore decide di acquistare viene definita paniere.
Esempio Paniere A: Decide di andare 3 sere al cinema (bene X) e comprare 3 cravatte (bene Y).
Paniere B: Decide di andare 6 sere al cinema (bene X) e comprare 6 cravatte (bene Y).
Paniere C: Decide di andare 2 sere al cinema (bene X) e comprare 8 cravatte (bene Y).
Bene X. Più ci si allontana dall’origine è maggiore sarà la soddisfazione che il paniere porta.
Paniere A.
Paniere B 6.
- Muovendosi a destra sulle ascisse si avrà un consumo maggiore del bene Y.
Paniere C.
- Muovendosi in alto sulle ordinate si avrà un consumo maggiore del bene X.
3 del bene X.
2 Bene Y.
6 8 3.
Aumentando il consumo di un bene automaticamente si riduce il consumo dell’altro siccome il vincolo di bilancio rimane sempre uguale.
Vincolo di bilancio
Si definisce vincolo di bilancio la parte di reddito che il consumatore ha a disposizione per il consumo in un dato periodo (solitamente il consumatore tende a spendere tutta questa somma di denaro in modo da avere la massima soddisfazione).
Reddito Quant. X Quant. Y.
La formula del vincolo di bilancio è R = px * Qx + py * Qy.
Alcuni panieri comportano la stessa spesa.
Prezzo Y.
Prezzo X.
Esempio
Prendiamo in considerazione il paniere A e ipotizziamo che un’entrata al cinema costi 10 euro e che una cravatta costi 5 euro.
Alcuni panieri possono avere una spesa uguale infatti diminuendo il numero di ingressi al cinema si può aumentare la quantità di cravatte acquistabili e sta al consumatore trovare un equilibrio tra il bene X e il bene Y per soddisfare al meglio i suoi bisogni.
R= 10 * 3 + 5 * 3 R= 45.
Prezzo relativo
È il rapporto tra il prezzo del bene X e il prezzo del bene Y ed esprime il numero di quantità del bene Y al quale si deve rinunciare per ottenere una quantità aggiuntiva del bene X.
Cinema. Retta di vincolo di bilancio oltre la quale il consumatore non può spendere.
La pendenza di questa retta si calcola facendo il prezzo del bene X fratto il prezzo del bene Y ed è negativa perché nei punti della retta il consumatore spende il suo denaro per acquistare i beni e non può aumentare la quantità di un bene senza diminuire quello dell’altra.
6. La pendenza rappresenta come il consumatore può cambiare la composizione del suo paniere quando non può o non vuole modificare la spesa totale (rimane sulla stessa retta di bilancio modificando le quantità del bene X e del bene Y).
3 2. In questo caso i panieri B e C avrebbero dato una soddisfazione maggiore ma sono fuori dalla retta di bilancio quindi il consumatore non può permettersi di acquistarli.
6 Cravatte 8 3.
Nel momento in cui cambia il reddito, la retta di bilancio si sposta più o meno lontana dall’origine a seconda se il reddito si alzi o si abbassi.
Per vedere quanti beni di X e di Y possiamo acquistare: Y: Reddito/ prezzo Y.
X: Reddito/ prezzo X.
Preferenze del consumatore
Le preferenze del consumatore vengono indicate attraverso le curve d’indifferenza.
Non è facile stabilire le preferenze del consumatore siccome variano per ogni individuo possiamo però dire che il consumatore si orienterà sicuramente sul paniere di beni che gli danno maggiore soddisfazione.
Ipotesi della non sazietà
Il consumatore preferisce sempre avere una quantità maggiore di beni.
Ipotesi della totale capacità di confronto
Il consumatore è sempre in grado di esprimere un ordine di preferenza tra più panieri.
Ipotesi della transitività
Se il consumatore preferisce il paniere A (3;3) al paniere E(2;6) allora preferisce il paniere C (8;2) al paniere E (2;6), questo perché nel paniere C ci sono più prodotti quindi darà al consumatore più soddisfazione, questa ipotesi non sempre si può applicare perché può capitare che il consumatore non sia coerente nelle sue scelte e che preferisca un altro paniere.
Il consumatore quindi si orienterà verso il paniere la cui composizione si colloca più lontana dall’origine.
In questo grafico è rappresentata una curva d’indifferenza cioè un insieme di combinazioni del bene X e Y che rappresentano la stessa utilità per il consumatore, per questo il consumatore si dichiara indifferente riguardo alla scelta tra questi beni.
Curva d’indifferenza AI.
Se trovassimo un’altra curva di indifferenza (Bi) che si trova più lontana dall’origine rispetto a quella disegnata nel grafico il consumatore si orienterà su quella perché darà più soddisfazione.
A.
AI. I punti A, AI e AII danno la stessa soddisfazione nonostante contengano quantità del bene X e del bene Y diverse perché si presuppone che il consumatore sia disposto per esempio a sacrificare un bene di X per poterne avere uno in più del bene Y e che questa quantità in più del bene Y compensi la quantità in meno del bene X.
Caratteristiche delle curve di indifferenza
Inclinazione. Le curve di indifferenza hanno un’inclinazione negativa perché aumentando la quantità del bene X automaticamente diminuisce quella del bene Y e viceversa.
Assenza di intersezioni. Le curve di indifferenza non possono incrociarsi tra loro perché vorrebbe dire che riguardano la stessa quantità del bene X e del bene Y quindi in sostanza sarebbero la stessa cosa.
Questo non è possibile per l’ipotesi di transitività perché i punti danno al consumatore soddisfazione diversa.
Posizione rispetto all’origine. Più ci si allontana dall’origine è maggiore sarà la soddisfazione che un paniere dà al consumatore perché permette di acquistare più beni.
Le curve d’indifferenza creano tre insieme che dividono di fatto lo spazio delle scelte di consumo:
- Sopra: I panieri alla curva d’indifferenza danno maggiore soddisfazione.
- Sulla: I panieri curva d’indifferenza danno tutti la stessa soddisfazione.
- Sotto: I panieri alla curva d’indifferenza danno minore soddisfazione.
Le curve d’indifferenza al contrario del vincolo di bilancio (che è stabilito in modo univoco una volta dati i prezzi dei due beni e la spesa complessiva) variano da consumatore a consumatore a seconda dei gusti di ciascun individuo.
La pendenza è data dalla quantità di un bene che serve per sostituire l’altro.
Pendenza. Se per sostituire la mancanza di un’unità di un bene ne servono tante di un altro nel momento in cui noi dovremo sostituire questo bene la pendenza aumenterà.
Saggio marginale di sostituzione. Si definisce così il numero di unità di Y che devono sostituire nel paniere un’unità del bene X affinché il consumatore rimanga indifferente.
(Variazione di Y fratto variazione di X) ΔY / ΔX.
Il risultato sono le unità di Y che servono a sostituire un’unità di X.
Nel caso in cui per sostituire il bene X serva una grande quantità del bene Y:
- SMS avrà un valore molto alto.
- La curva di differenza sarà molto inclinata.
Lungo le curve d’indifferenza il saggio marginale di sostituzione decresce perché più acquisto quantità del bene X e meno sento il bisogno di acquistarne e per questo serviranno meno unità del bene Y per sostituire le quantità del bene X mancanti.
Convessità. Avvicinandoci all’asse delle X l’inclinazione delle curve diminuisce.
Beni sostituti
Si tratta di due beni che servono esattamente allo stesso uso dal punto di vista del consumatore come burro e olio o accendini e ammiferi.
Rappresentazione grafica della curva di indifferenza dei beni sostituti.
3.
Siccome questi beni soddisfano lo stesso bisogno il SMS lungo le curve d’indifferenza è costante perché al consumatore non cambia da acquistare una certa quantità del bene X o Y.
2.
1.
Per lo stesso motivo la curva d’indifferenza di questi due beni non ha convessità.
5 4 3 2 1.
Beni complementari
Due beni si definiscono complementari quando in mancanza di uno l’altro perde la sua utilità quindi devono essere acquistati in egual misura come telefono e caricabatterie.
Rappresentazione grafica di due beni complementari.
3.
Siccome un bene senza l’altro non funziona non ha senso sostituire un’unità del bene X con il bene Y.
Per questo per passare ad una curva di indifferenza maggiore occorre che aumentino entrambi i beni in egual misura.
2.
1.
In questo caso le curve d’indifferenza rappresentano un angolo retto cioè un caso estremo di convessità.
5 4 3 2 1.
Siccome la convessità aumenta quando i beni diventano meno sostituibili tra di loro in questo caso in cui i beni non sono sostituibili tra loro ci aspettiamo la convessità massima.
Equilibrio del consumatore
Il consumatore se utilizza razionalità nelle sue scelte, nella scelta del paniere da acquistare si orienterà verso quello che gli dà la massima soddisfazione rimanendo dentro alla curva di bilancio, per questo il consumatore si orienterà su panieri che si trovano sopra alla curva di bilancio.
Il consumatore all’interno di una curva d’indifferenza si indirizzerà verso un paniere che si trova al centro di essa per avere un equilibrio tra il bene X e il bene Y.
Questo perché se il consumatore acquista una quantità elevata del bene X l’utilità che questo bene gli porta sarà sempre minore.
Esempio:
Per essere in equilibrio le scelte del consumatore devono avere un valore del SMS uguale a quello di -Px/Py.
Il bene X costa 70 e il bene Y costa 20.
Per capire quante unità di Y mi servono per sostituire una di X devo fare il prezzo di X fratto il prezzo di Y.
Capitolo 4
Domanda di mercato
Se il prezzo aumenta Domanda cala.
Per costruire la domanda di mercato non dobbiamo far altro che aggregare tutte le domande individuali dei singoli consumatori.
Curva di domanda del consumatore. Si ottiene dalla relazione negativa tra il prezzo di un bene e la quantità che il consumatore acquista di quel bene.
In questo caso consideriamo solo il bene X e per questo il bene Y rappresenta una generalizzazione di tutti gli altri beni, per questo Py rappresenta la media dei prezzi di questi altri beni, per questo:
- Prezzo indice: Py rappresenta un prezzo indice.
- R rappresenta la spesa che il consumatore sostiene per l’acquisto di X e di tutti gli altri beni.
Prezzo. Quando il prezzo SALE la quantità domanda SCENDE.
Questo grafico rappresenta la curva di domanda del consumatore.
La quantità domanda SALE quando il prezzo SCENDE.
Questo perché se il prezzo del bene X diminuisce questo bene diventa più conveniente rispetto agli altri, per questo la retta di bilancio che si forma risulta meno inclinata e quindi si riesce ad acquistare una maggiore quantità del bene X rinunciando ad una unità del bene Y.
2.
3 Quantità 2 1.
Prima del cambiamento del prezzo il consumatore era in una situazione di equilibrio perché il SMS (quantità di Y che servono per sostituire un’unità di X) e il Px/Py (rapporto fra i prezzi dei due beni che mi permette di capire effettivamente quante unità di Y possono sostituire una di X) erano uguali ma con il calo del prezzo del bene X il SMS risulta maggiore di quanto il consumatore deve effettivamente pagare, per questo il SMS deve essere ridotto in modo da ristabilire l’equilibrio.
Quando p diminuisce, da un lato aumenta la convenienza di x rispetto a y, dall’altro si ampliano le possibilità di spesa verso entrambi i beni.
Effetto sostituzione
Se diminuiscono i prezzi ci si orienta sui beni con il prezzo più basso e la nostra curva di bilancio si allontana dall’origine degli assi siccome il prezzo dei beni scende e aumenta quindi il rapporto tra il reddito e il prezzo del bene.
È dato dall’aumento del consumo di X che è il risultato della diminuzione del prezzo relativo a parità di capacità d’acquisto.
Quindi l’effetto sostituzione fa sì che il vincolo di bilancio aumenti.
Teorema di Slutsky
La variazione della quantità di x è sempre in senso opposto a quella del prezzo, quindi l’effetto di sostituzione è sempre negativo.
Effetto reddito
Siccome si risparmia sugli altri beni aumenta la ricchezza e quindi compro anche i beni il cui prezzo è rimasto invariato (mi sposto sul punto a della retta di bilancio che è un punto equilibrato tra il paniere X ed Y).
Alcuni beni risentono di questo effetto al contrario quindi se aumenta il reddito delle persone calano le vendite.
Esempio: le patate vengono considerate un bene inferiore e quindi più aumenta la ricchezza e meno vengono vendute.
Elasticità della domanda
Misura la sensibilità della domanda rispetto al prezzo cioè di quanto la quantità di domanda reagisce a cambiamenti nel prezzo del bene stesso.
L’elasticità della domanda di un bene è espressa in percentuale in modo da poter dare un valore generale valido per tutti i beni.
Variazione della quantità di domanda / quantità domandata.
Variazione della quantità del prezzo / prezzo.
L’obiettivo dell’imprenditore è quello di avere un prodotto poco elastico in modo che possa cambiare il prezzo liberamente senza avere una variazione significativa della domanda.
Il rapporto fra lo spostamento orizzontale e lo spostamento verticale lungo la curva è costante. Il rapporto fra questi spostamenti è Δp / Δq.
Nonostante sia costante l’inclinazione della domanda, l’elasticità diminuisce scorrendo verso l’asse delle ascisse. Ciò si deve al fatto che una stessa variazione assoluta pesa in termini percentuali sempre meno, man mano che il livello di partenza precedente alla variazione aumenta.
La domanda quindi reagisce molto nella parte alta del grafico proprio perché a piccole variazioni percentuali del prezzo corrispondono alte variazioni percentuali della quantità, mentre nella parte bassa la domanda è sempre più rigida.
* (Grafico).
Domanda elastica. Varia più la quantità di domanda rispetto al prezzo.
Si ha quando il valore assoluto dell’elasticità è SUPERIORE A 1 cioè quando la variazione percentuale della domanda è maggiore della variazione percentuale del prezzo.
Domanda anelastica. Varia più il prezzo della domanda.
Si ha quando il valore assoluto dell’elasticità è COMPRESO tra 1 e 0 cioè quando la variazione percentuale della quantità domandata è minore della variazione percentuale del prezzo.
Domanda ad elasticità unitaria. Il prezzo e la domanda variano ugualmente.
Si ha quando il valore assoluto dell’elasticità è UGUALE a 1 cioè quando la variazione percentuale della domanda è uguale alla variazione percentuale del prezzo.
* Nel punto A l’elasticità è uguale a ∞.
Varia a seconda della presenza di beni sostituti e prezzo avvicinandosi al punto A aumenta mentre avvicinandosi al punto C diminuisce.
Nel punto B l’elasticità è uguale ad 1.
A.
Nel punto C l’elasticità è uguale a 0.
Nel punto C l’elasticità è pari a 0 quindi in quel punto la domanda è rigida.
B.
C Quantità domandata.
L’elasticità della domanda è determinata da una serie di fattori che sono:
Presenza di beni sostituti
Quando si è in presenza di beni che soddisfano lo stesso bisogno l’elasticità di questi beni aumenta perché al variare del prezzo di uno o dell’altro il consumatore si indirizzerà quasi sempre verso quello più conveniente.
Quindi se i beni X e Y sono sostituti tra di loro e il prezzo di uno è minore dell’altro il consumatore acquisterà solo il bene col prezzo minore.
L’unico caso in cui il consumatore sceglierà di acquistare un mix dei due prodotti è nel caso in cui il prezzo di questi prodotti sia uguale.
- Se Px>Py il consumatore acquisterà solo il bene Y.
- Se Px<Py il consumatore acquisterà solo il bene X.
- Se Px=Py il consumatore si orienterà verso un mix dei due prodotti.
In questo tratto il consumatore acquista 0 unità del bene X quindi la domanda P è rigida (E=0).
In questo tratto il prezzo del bene X scende e quindi il consumatore inizia ad acquistare più unità di questo bene quindi (E=∞).
In questo tratto l’elasticità assume valori consueti compresi tra 0 e ∞.
Q.
Per questi beni la cui sostituibilità è molto alta le curve di indifferenza sono poco convesse quindi l’effetto di sostituzione connesso alle variazioni del prezzo è molto alto.
Natura del bisogno che il bene soddisfa
Se il bene soddisfa un bisogno primario la domanda è meno rigida perché le persone non possono fare a meno di comprare quel determinato bene.
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