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Concetti Chiave

  • Michelangelo e Leonardo rappresentano due tipi di artisti opposti, con stili e approcci distinti che hanno influenzato il Rinascimento e oltre.
  • Nato a Caprese nel 1475, Michelangelo inizia la sua formazione umanistica in un contesto che riflette i nuovi ideali culturali del Rinascimento.
  • Tra gli 11 e i 13 anni, Michelangelo avvia la sua carriera artistica, cercando nuove fonti di ispirazione e rifiutando l'insegnamento tradizionale dei Ghirlandaio.
  • La Scuola di San Marco, dove studia con un ex-allievo di Donatello, gioca un ruolo cruciale nella sua formazione e nella connessione con la corte medicea.
  • Nel 1490, Michelangelo entra nella corte medicea, dove si unisce a intellettuali e artisti, influenzato dagli ideali neoplatonici che plasmano la sua arte.

Contrasti tra Michelangelo e Leonardo

Non è soltanto uno dei massimi artisti rinascimentali, ma è una figura che si contrappone a quella di Leonardo: non è solo una rivalità, ma rappresentano proprio due tipologie di artisti completamente agli antipodi e costituiscono due espressioni artistiche che sono state in lotta non solo nel corso del Rinascimento ma anche nei secoli successivi.

Le origini di Michelangelo

Michelangelo nasce a Caprese, in provincia di Arezzo, nel 1475, dove il padre svolge l’attività di Podestà per conto di Firenze. Michelangelo muore nel 1564 a Roma. Sin da giovane è destinato ad intraprendere una carriera che deve emulare quella del padre: in giovanissima età viene messo presso uno studio umanistico, uno dei tanti che fioriscono in Italia nel 1400, proprio per assicurare una formazione che segua il nuovo modello culturale che si è imposto con il Rinascimento. Grande punto di differenza con Leonardo, e non può essere diversamente, poiché il padre di Michelangelo, Ludovico, ripone nel figlio la speranza che il figlio intraprenda una carriera simile alla sua.

Formazione umanistica e artistica

L’umanista a cui viene affidato è Francesco Galatea di Urbino, che gli impartisce delle lezioni di grammatica e che gli fa conoscere la cultura dell’Umanesimo, però Michelangelo contemporaneamente inizia a dimostrare una certa inclinazione per l’ attività artistica, e soprattutto per il disegno, che però non è un’attività prevista dalla concezione umanistica, e quindi Michelangelo disubbidisce non solo alle speranze del padre ma anche alla stessa cultura umanistica.

Inizio della carriera artistica

Nel corso degli anni matura la volontà di intraprendere la carriera artistica: tutto questo accade quando lui ha tra gli 11 e i 13 anni. È un ragazzo molto maturo e talentuoso, oltre ad essere particolarmente caparbio: costringe il padre a firmare un contratto con i fratelli Ghirlandaio affinché questi ultimi gli diano delle lezioni nel campo della pittura e questo avviene nel 1487. Michelangelo capisce immediatamente che i fratelli Ghirlandaio sono degli artisti che non gli servono, poiché sono artisti già fuori moda, che appartengono alla vecchia generazione degli artisti fiorentina. Allora il tredicenne decide di andare da solo per le varie chiese di Firenze a disegnare le opere di Giotto e Masaccio: disegni oggi conservati al Louvre, che denotano un talento assolutamente unico e naturale. Disegni di grande intensità e precisione, oltre che di genialità.

Esperienza alla Scuola di San Marco

Chiusa questa esperienza nel 1488, Michelangelo decide di entrare nella Scuola di San Marco, una scuole di scultura, in cui il suo maestro è un ex-allievo di Donatello: questa nuova esperienza diventa fondamentale per il proseguo della sua attività artistica: prima di tutto ha a disposizione il patrimonio di conoscenze di un ex-allievo di uno più grandi scultori fiorentino. Poi, nella scuola di San Marco, Michelangelo entra inevitabilmente nell’orbita laurenziana, perché la scuola si trova subito di fronte a Palazzo Medici e sappiamo che questa scuola è sostenuta da Lorenzo il Magnifico.

Ingresso nella corte medicea

Nel 1490, infatti, viene notato proprio da Lorenzo, che capisce immediatamente di trovarsi di fronte ad un ragazzo dotato di un talento impressionante e lo coopta facendolo entrare nella corte medicea. Diventa sodale di Pico della Mirandola e di Sandro Botticelli, per esempio. Però Michelangelo non è un artista come Botticelli o come Leonardo, perché già probabilmente è un seguace del neoplatonismo, che conosce attraverso uno studio che aveva iniziato nello studio umanistico di Francesco Galatea e che aveva poi rafforzato la lettura di testi, in particolar modo la Divina Commedia di Landino Landini, volta a dimostrare che l’opera di Dante è un testo neoplatonico. La posizione di Michelangelo nella corte, quindi, è una posizione privilegiata, dettata dalla condivisione degli ideali neoplatonici.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale differenza tra Michelangelo e Leonardo?
  2. Michelangelo e Leonardo rappresentano due tipologie di artisti completamente opposte, con una rivalità che ha caratterizzato non solo il Rinascimento, ma anche i secoli successivi.

  3. Quali sono le origini di Michelangelo?
  4. Michelangelo nasce a Caprese nel 1475, figlio di un Podestà fiorentino, e sin da giovane è destinato a seguire una carriera simile a quella del padre, intraprendendo un percorso di formazione umanistica.

  5. Come si sviluppa la formazione artistica di Michelangelo?
  6. Michelangelo, pur ricevendo un'educazione umanistica da Francesco Galatea, dimostra un'inclinazione per l'arte e il disegno, disobbedendo alle aspettative del padre e della cultura umanistica.

  7. Qual è l'importanza della Scuola di San Marco per Michelangelo?
  8. L'esperienza alla Scuola di San Marco, sotto la guida di un ex-allievo di Donatello, è fondamentale per Michelangelo, poiché gli consente di accedere a un patrimonio di conoscenze artistiche e di entrare nell'orbita della corte medicea.

  9. Come entra Michelangelo nella corte medicea?
  10. Nel 1490, Michelangelo viene notato da Lorenzo il Magnifico, che riconosce il suo talento e lo accoglie nella corte, dove entra in contatto con figure importanti come Pico della Mirandola e Sandro Botticelli, condividendo ideali neoplatonici.

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