Concetti Chiave
- Micene fu dominata dagli Achei, un popolo guerriero che raggiunse il suo massimo splendore tra il 1450 e il 1400 a.C., vivendo in città fortificate.
- Le mura di Micene erano costruite con enormi blocchi di pietra irregolari e l'austero palazzo del re fungeva da centro amministrativo e religioso.
- La Porta dei Leoni, l'ingresso principale della cittadella, era decorata con un bassorilievo raffigurante due leonesse che vigilano su un altare.
- La necropoli di Micene ospita il Tesoro di Atreo, una tomba a thòlos con un accesso attraverso un lungo corridoio, il dromos.
- Tra i reperti rinvenuti nelle tombe di Micene si trova una lama di pugnale cretese, decorata con scene di cacciatori e leoni, evidenziando l'arte dell'epoca.
Il dominio di Micene
Micene dominò a lungo le terre che si affacciavano sul mare Egeo attraverso un potente esercito. I suoi abitanti discendevano dagli Achei, un popolo guerriero che raggiunse il massimo splendore intorno al 1450-1400 a.C. A differenza dei Cretesi, gli Achei vivevano in città edificate in cima alle colline e protette da robuste fortificazioni. Le mura erano costruite con enormi blocchi di pietra di forma irregolare, munite di camminamenti e gallerie coperte. All’interno delle mura si trovava l’austero palazzo del re, dove si accentravano le funzioni amministrative e religiose. Presso le città, in alcune tombe principesche, si sono conservati ricchi corredi funerari tra cui le armature indossate dai nobili guerrieri Achei.
La cittadella e la Porta dei Leoni
La cittadella di Micene sorgeva su un’altura fra due profondi burroni che ne isolavano l’accesso ai lati rendendola inespugnabile. L’ingresso principale era costituito da un architrave in pietra, detto oggi Porta dei Leoni , poiché prende il nome dal grande bassorilievo che riproduce lo stemma degli antichi sovrani di Micene: due leonesse disposte a guardia di un altare su cui poggia una colonna. La porta dava accesso alla via principale, che conduceva al palazzo del re, vero cuore della cittadella. Verso il 1100 a.C. Micene fu conquistata dal popolo nemico dei Dori, decadde e venne progressivamente dimenticata. La sua riscoperta si deve all’archeologo Schliemann, che nel 1876 ne riportò alla luce le antiche rovine.
La necropoli e il Tesoro di Atreo
A sud di Micene si estende la necropoli in cui fu scoperto il Tesoro di Atreo,o Tomba di Agamennone. Si tratta di una monumentale tomba a thòlos, cioè una costruzione circolare con volta a cupola, ricoperta di terra, ottenuta sovrapponendo cerchi di pietra concentrici che si restringono verso l’alto. In questo ambiente circolare si accede per mezzo di un corridoio all’aperto, lungo oltre 30 metri e largo 6, detto dromos. Sempre nelle tombe di Micene fu rinvenuta questa superba lama di pugnale, opera di un artista cretese. Era probabilmente fissata a un manico di legno per mezzo di quattro giunti in oro ancora visibili. Sulla lama sono rappresentati quattro cacciatori intenti a combattere tre poderosi leoni con lance e scudi.
Domande da interrogazione
- Quali erano le caratteristiche principali delle città micenee?
- Che importanza ha la Porta dei Leoni nella cittadella di Micene?
- Cosa rappresenta il Tesoro di Atreo e quali sono le sue caratteristiche?
Le città micenee, a differenza di quelle cretesi, erano costruite su colline e protette da robuste fortificazioni, con mura realizzate in enormi blocchi di pietra irregolari e dotate di camminamenti e gallerie coperte, come descritto nel testo.
La Porta dei Leoni, con il suo bassorilievo che rappresenta due leonesse, era l'ingresso principale della cittadella e conduceva al palazzo del re, cuore della vita amministrativa e religiosa di Micene, come evidenziato nel testo.
Il Tesoro di Atreo, noto anche come Tomba di Agamennone, è una monumentale tomba a thòlos con una struttura circolare e una volta a cupola, accessibile tramite un lungo corridoio, il dromos, come descritto nel testo.