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Metodologia della ricerca psicologica

Che cos’è la metodologia della ricerca psicologica?

È il discorso sul metodo.

Discorso sui metodi che si applicano al fare ricerca, che raccoglie, stabilisce e discute dei criteri per una buona ricerca, approccio autocritico = non solo la buona ricerca giunge ai risultati, ma questi devono essere validi, qualsiasi sia la loro direzione, favorevole o sfavorevole → ottenere risultati robusti con un senso. I criteri comuni a più discipline scientifiche costituiscono il metodo scientifico, modello della buona ricerca.

Perché parlare di ricerca in psicologia?

La psicologia è la scienza che studia i processi che caratterizzano la mente e il comportamento = si basa su dati e metodi, costruisce modelli interpretativi.

La ricerca scientifica è parte essenziale per lo sviluppo della disciplina psicologica e assume una posizione centrale nell’attività degli psicologi. Tutto ciò che fa parte della conoscenza psicologica attuale deriva dalla ricerca scientifica. Tutti i modelli interpretativi, es. teorie sulle emozioni, sono stati costruiti a partire da osservazioni empiriche, dati e ricerche.

Gli psicologi come scienziati:

  • Sviluppano teorie e modelli.
  • Conducono ricerche, osservano e verificano le ipotesi.
  • Rispondono a domande sul comportamento umano e sui processi mentali.

Che vuol dire “fare ricerca”?

Ri-cercare → cercare con cura e impegno, esplorare, tentare di scoprire, approfondire un aspetto della realtà che ci ha particolarmente interessato.

La ricerca richiede sforzo e dedizione. Atteggiamento scettico del ricercatore = si fa ricerca mettendo in crisi le proprie ipotesi di partenza, attenzione al dubbio, vedendo se i dati le confutano.

Obiettivo ricerca = conoscenza della realtà completa e solida per fare previsioni, comprendere il comportamento umano.

La scienza

La scienza deriva dal latino “scientia” che significa conoscenza, sapere.

Sciènza = lat. Scièntia da SCIENS participio presente di SCIRE sapere → sistema di cognizioni acquisite con lo studio e con la meditazione.

In chiave moderna è il metodo di conoscenza che ha l’obiettivo di trovare soluzioni ai problemi e formulare teorie, che spieghino fatti e leggi della realtà. Le teorie sviluppate hanno poi valore predittivo.

Una teoria è buona se soddisfa due condizioni:

  • Descrive accuratamente un’estesa serie di osservazioni sulla base di un modello che contiene solo pochi elementi arbitrari = teoria snella, taglia ciò che non serve, si focalizza su pochi elementi.
  • Fare predizioni precise riguardo ai risultati di osservazioni future.

È importante l’atteggiamento autocritico ed è il sapere di non sapere che manda avanti la ricerca.

Fonti, modi di conoscenza

Non empirici = riferimento a conoscenze altrui, scarsa oggettività, no esperienza diretta, dipendono dalla fonte di conoscenza, più veloci, es. google.

  • Autorità → persona o entità, istituzioni, mezzi, affidabile da cui recuperare informazioni ritenute credibili e affidabili, quindi vere, ma senza verificare l’affidabilità, veridicità.
  • Logica → deriva dalla filosofia, ragionamento razionale, es. sillogismo, ci permette di arrivare a conclusioni particolari da premesse generali, sarà vero se parte da premesse vere, in questo caso ha validità.
  • Superstizione → pensiero insito nell’essere umano, ragionamento infondato, individua legame tra due eventi, percepito ma non reale, per prevedere la realtà. Atteggiamento tipico che sta alla base: stabilire legami con degli avvenimenti facendo delle associazioni su dati non empirici.

Empirici = dati, esperienze dirette, fondati sull’osservazione diretta, passibili di verifica, molto dispendiosi. Accompagnano il nostro sviluppo fin dall’infanzia.

  • Esperienza diretta → tutto ciò che impariamo dalle nostre esperienze insight.
  • Intuizione → sintesi non sempre consapevole delle informazioni che il contesto ci offre, costruiamo dei sistemi di natura esperienziale, che ci permettono di muoverci nel mondo ma hanno dei limiti, poiché dipendono dal vissuto soggettivo e interpretazione del singolo.

Metodo scientifico

Modo di strutturare delle conoscenze e verificarle con un metodo.

Scienza come metodo di conoscenza sistematico e rigoroso, guidato da regole ben precise e condivise → metodo scientifico: approccio che guida la scienza.

Cos’è?

Una serie di regole convenzionali, a cui viene dato l’assenso dalla comunità scientifica, usa canoni: rigore, chiarezza per dare modo ai colleghi di fare un ragionamento critico, controllo tra pari ed esperti, che hanno lo scopo di guidare la produzione di informazioni su un dato oggetto di studio e rendere confrontabili queste informazioni nella comunità scientifica, devono poter essere contestate o criticate.

  • Non è una tecnica o strategia specifica.
  • Modo con cui gli scienziati si pongono le domande e logica, metodi usati per ottenere le risposte.

Caratteristiche principali

  • Metodo empirico = si avvale dell’osservazione diretta, sistematica, in un setting comparabile, stesse condizioni, ripetuta e controllata dai fenomeni.
  • Atteggiamento scettico = intenzione di prendere in esame un gran numero di prove empiriche a sostegno di un’ipotesi e cautela nel trarre e accettare conclusioni, es. testo un atleta in diversi momenti e contesti oppure lo estendo ad altri atleti. Sano rapporto con il dubbio per raggiungere conclusioni robuste, capire quale sia l’errore nella propria tesi e testare la sua presenza.
  • Carattere pubblico = processo di ricerca è pubblico, controllabile, ripetibile, se la ricerca non viene comunicata, non è mai stata fatta.

Caso particolare: gli studi su caso singolo, caso limite, ma comunque le osservazioni sono ripetute.

Ricerca scientifica e comunità scientifica: condivisione dei saperi tra ricercatori, sapere quello che è stato già fatto e funzione di controllo. Raggiunge i Mass Media, internet, telegiornali → in questo passaggio si annida qualche trappola.

Ricerca scientifica

Articolo scientifico

  • Scritto seguendo uno stile letterario specifico.
  • Sezioni ben distinte tra loro con ordine logico preciso.
  • Sezioni danno informazioni dettagliate rispetto alle fasi di lavoro che il ricercatore ha seguito.
  • Riferimenti bibliografici → fonte, dove le informazioni possono essere recuperate.
  • Autori e affiliazioni → istituzioni di riferimento, dove lavora.

Sezioni

  • Titolo = neutralità e descrizione.
  • Autori e affiliazioni = l’elenco segue regole, il primo è colui che ha ideato la ricerca, raccolto i dati, l’ultimo colui che l’ha sostenuta.
  • Abstract = riassunto ricerca, 150/300 parole.
  • Parole chiave = ulteriore classificazione.
  • Riferimenti della rivista scientifica su cui è pubblicato, volume, pagine, DOI ossia codice numeri e parole.
  • Introduzione = ricca di informazioni, si citano i lavori di altri, altre teorie, metodi, idee, ipotesi, strumenti, si fa riferimento a quanto di esistente.
  • Sezione metodo = campione, strumenti utilizzati, procedura, setting, si chiarisce la domanda di ricerca, cosa si aspettano di osservare, ipotesi dei possibili risultati.
  • Sezione risultati = esito della ricerca, può essere varia al suo interno, grafici, tabelle per sintetizzare le informazioni → la grafica, comunicazione visuale assume sempre più importanza.
  • Discussione e conclusioni = i dati si trasformano in contenuti informativi, risultati effettivi, il senso di ciò che è stato osservato. La conclusione è il messaggio finale, che cosa traiamo dalla ricerca; vi possono essere i limiti e le prospettive future, magari paragrafo a parte: i limiti sono i punti deboli della ricerca, ce ne sono sempre.
  • Riferimenti bibliografici = corrispondenza biunivoca tra ciò che viene citato nel testo e fonti da cui si attinge, reference. Essi seguono più stili, il più diffuso si chiama APA, associazione che ha stabilito come citare i lavori. Le reference vengono citate in ordine alfabetico e presentano varie informazioni. Altro stile: citarli con i numeri.

Vi è un parallelismo tra ciò che è scritto nel paper e il processo, ciclo della ricerca stessa = relazione tra cosa si studia, oggetto e teoria di riferimento, nell’introduzione, il come si studia, metodo, e i risultati, dai prodotti e interpretazioni dei risultati. La ricerca è ciclica, usa i risultati per continuarla e confutare ciò che si è osservato in precedenza.

Ciò che conosciamo e come lo conosciamo sono inestricabilmente legati:

  • Circolarità del processo di ricerca.
  • Coerenza e interconnessione tra le fasi, scegliere strumenti coerenti con il mio modello.

Fasi della ricerca → oggetto, quesito, ipotesi, costrutti e variabili, strumenti, strategia di ricerca, etica, raccolta e produzione dei dati, interpretazione risultati, comunicarli.

Fasi: oggetto e quesito

Scelta dell’oggetto di indagine → data da curiosità, qualsiasi ricerca nasce dall’interesse del ricercatore stesso, e letteratura scientifica, andando a vedere cosa gli altri hanno fatto, se l’oggetto è già stato ricercato, grazie a questa si individuano anche i buchi di letteratura in cui inserirsi.

Teorie psicologiche: postulati che esprimono regole, relazioni tra variabili, che cercano di spiegare un fenomeno, permettono di predire il futuro, organizzano le conoscenze empiriche, identificano nuove ipotesi, guidano la ricerca, sono sottoposte a verifica, falsificazione, sono logiche, hanno senso, coerenti, precise, teorie solide, e parsimoniose, meno fattori contenuti.

Sviluppare un buon quesito di ricerca → Perché questo interrogativo dovrebbe essere importante? Qual è lo scopo? Qual è il probabile risultato? In che misura la psicologia scientifica può migliorare con la mia ricerca? Perché qualcuno dovrebbe essere interessato ai risultati della mia ricerca?

La ricerca bibliografica è la ricerca di testi: a partire da un argomento di ricerca o da un tema, esaminando le riviste di psicologia. La scienza è un’esperienza cumulativa: tiene insieme passato, su questo ci si fonda, sapere cosa gli altri hanno fatto, presente e futuro, anche la mia ricerca diventerà letteratura. È un’attività finalizzata a reperire informazioni relative a pubblicazioni scientifiche sulla base di determinati criteri, argomento, parole chiave, autore, periodo di pubblicazione, lingua, e con diversi strumenti e fonti, banche dati, cataloghi e motori di ricerca. È ciclica e reiterativa = non la si fa una volta sola, da macro a micro argomenti, modello a imbuto.

Le tappe della ricerca bibliografica:

  • Definizione dell’ambito, imbuto.
  • Individuazione argomenti specifici da approfondire e delle parole chiave.
  • Scelta strumenti e criteri di ricerca.
  • Affinamento ricerca e selezione dei risultati.

Strumenti elettronici per la ricerca bibliografica → motori di ricerca, Google Scholar, Directory of Open Access Journals, banche dati, PsycINFO, Web of Science, riviste elettroniche, e-journals, catalogo della biblioteca d’ateneo, cercare opac unicatt.

Fasi: obiettivi e ipotesi

Domande di ricerca → obiettivi → ipotesi.

Immagine imbuto: rendere più preciso il contenuto su cui si sta lavorando, specificando l’obiettivo della ricerca, si restringe la domanda, il campione, il contesto, gli strumenti, gli outcome. A partire da una domanda si arriva a un obiettivo, che definisce ciò che si vuole andare a fare. A partire dall’obiettivo vi è, anche se non sempre, la definizione delle ipotesi, predizioni, postulati che esprimono un’aspettativa. Le ipotesi non nascono dal nulla, ma da osservazioni precedenti, da evidenze.

Obiettivi della ricerca

Tutte le ricerche ne hanno almeno uno, poiché hanno almeno una domanda. Di solito è uno per ricerca, ma non è detto. Sono il risultato della lettura critica dei risultati della letteratura per evidenziarne le mancanze. Gli obiettivi esplicitano il cuore e l’unicità della ricerca, dicono il punto di arrivo di tutto il progetto e il punto di partenza, ritagliando spazio. A seconda dell’obiettivo di ricerca, c’è un metodo di ricerca più adatto di un altro per perseguirlo.

L’obiettivo deve essere dichiarato in modo chiaro ed accurato, deve avere una sua concretizzabilità nella ricerca psicologica ed espresso nei canoni della ricerca scientifica. Bisogna chiarire il contributo della ricerca rispetto al contesto teorico-scientifico, conoscenze scientifiche, esplicito, e socio-culturale, suggerisce nuovi modi di agire, tocca anche la società, il pensiero, non in modo così esplicito → con l’obiettivo deve essere chiaro cosa si aggiunge, l’impatto conoscitivo.

Macro-stili di obiettivo per classificarli, corrispondono alle finalità di base della ricerca:

  • Descrittivo → quali fenomeni si possono osservare? In che modo li possiamo descrivere? = descrive un fenomeno, denota i confini, fondamenti su cui si fondano poi altre ricerche.
  • Indaga le relazioni tra variabili senza individuare la direzione → quali associazioni tra fenomeni si possono osservare?
  • Causale → quali legami di causa-effetto esistono tra i fenomeni? = analisi sperimentale, si aggiungono limiti e vincoli, non è sempre possibile trovare tutte le cause, in psicologia non si parla di sperimentazione.
  • Applicativa → quali risvolti applicativi può avere la ricerca? = ricerca applicata, che consiste nel testare un trattamento.

Ipotesi di ricerca

Assunzioni o affermazioni che esprimono ciò che noi ci aspettiamo come risultato della ricerca = aspettative sui risultati. Non sempre ci si muove in un terreno almeno parzialmente conosciuto. In altri contesti porsi delle ipotesi fa indossare dei paraocchi, consiste in un limite. Devono essere falsificabili, smantellamento se non corrisponde a ciò che osservo, devono poter essere distrutte, al contrario dell’obiettivo.

Le affermazioni formulate nelle ipotesi riguardano:

  • Direzione della relazione tra due o più fenomeni o eventi, variabili.
  • Natura delle relazione tra due o più fenomeni o eventi, variabili = distinzione tra la finalità di ricerca associativa e quella causale-esplicativa.

Direzione → la relazione può essere positiva, ossia all’aumentare di una qualità aumenta anche l'altra, proporzionalità diretta, o negativa, dove accade l’opposto, proporzionalità inversa. Indaga quanto due variabili sono associate = associazione tra fenomeni.

Se c’è una terza variabile?

In relazioni più complesse, la terza variabile è un altro costrutto, fenomeno o qualità che ha un ruolo nell’influenzare la relazione esistente tra due fenomeni o due qualità di base = elemento interveniente.

Natura → può essere non causale, esprime il fatto che due fenomeni siano interconnessi ma senza stabilire quale causi l’altro, associazione, o causale, stabilisce che vi sia un rapporto di causa-effetto, quindi un fenomeno causa un effetto osservabile sull’altro. Quella causale deve seguire alcune regole, come il rapporto temporale, secondo cui la causa deve venire prima dell’effetto, e il controllo, ossia l’esclusione di altre cause.

  • Correlazione = è un tipo di associazione. È una misura statistica che indaga una relazione tra due o più fenomeni di natura non causale, ossia un’associazione. Una correlazione tra fenomeni non implica che l’uno causi l’altro.
  • Relazione causa-effetto in psicologia = non sempre i dati permettono di inferire una relazione causale con certezza. Vi è il problema della terza variabile: determina parzialmente o interamente la relazione tra altre due variabili → la si include nel disegno di ricerca e ne si controlla l’impatto, validità.

Lessico per le ipotesi causali: causa, influenza, determina, produce un impatto, ha un effetto su, porta a, genera = verbi che esprimono relazione causale.

Ipotesi e relazione tra variabili

Derivano quattro tipi di ipotesi: causale, non causale, direzionale, non direzionale. L’ipotesi più stringente è quella causale-direzionale.

La verifica delle ipotesi

Nel metodo scientifico vengono testate le ipotesi per valutare la loro adeguatezza. Sono generalizzazioni, induzioni, basate su osservazioni fatte in precedenza. Le ipotesi portano i ricercatori a cercare prove che confermino l’ipotesi, cerco la verifica, o che confutino l’ipotesi, falsificazione. Sono costruite per essere confutate.

Metodo ipotetico-deduttivo: modellizzazione di un modo di ragionare alla base del metodo scientifico. Sulla base di ciò che è stato osservato in precedenza, il ricercatore formula alcune generalizzazioni, ipotesi, parte induttiva, testate successivamente, utilizzando i metodi che, idealmente, possono confutarle, deduzione.

Le ipotesi nel processo di ricerca:

  • Obiettivi e ipotesi sono il fulcro della ricerca.
  • Sono fondamentali per progettare il disegno di ricerca e scegliere l’approccio più opportuno.
  • Guidano la raccolta e la successiva analisi dei dati: ciò che ipotizzo di osservare nel reale mi vincola.
  • Interpretazione e discussione dei risultati viene fatta alla luce di obiettivi e ipotesi.

Ma…

  • Obiettivi e ipotesi dicono anche cosa manca nella ricerca.
  • Definizione di obiettivi e ipotesi è un processo ricorsivo e circolare, confu
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher laura.crespi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della ricerca psicologica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Crivelli Davide.
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