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Concetti Chiave

  • Il Corpus iuris civilis, compilato da Giustiniano, è considerato dai Glossatori come legge vigente, con ogni proposizione valida per risolvere casi giuridici.
  • I maestri bolognesi uniscono attività didattica, scientifica e letteraria, chiarendo il testo e spiegandolo agli scolari per facilitare l'apprendimento.
  • Il metodo didattico include la lettura del testo, una prima chiarificazione e l'esegesi delle parole, seguita dalla risoluzione di contrasti tra le fonti.
  • Le proposizioni generali presenti nel frammento possono essere utilizzate come argomentazioni legali in cause e stimolare questioni ipotetiche o concrete.
  • La prassi didattica dal XII secolo prevede che gli scolari discutano in gruppi le questioni proposte dal maestro, contribuendo attivamente all'analisi giuridica.

Il corpus iuris civilis

Per i maestri Glossatori la compilazione di Giustiniano – ripartita nelle sue quattro parti Codex, Digestum, Istitutiones, Novellae – è legge vigente nel senso più pieno: ogni sua proposizione è valida; ogni caso ipotetico o reale trova una possibile soluzione nell’ambito di quello che verrà d’ora in avanti chiamato Corpus iuris civilis. Convinzione incrollabile che trova un possibile riscontro nell’atteggiamento dei padri della Chiesa nei confronti del testo sacro. Compito dell’interprete è quello di chiarirne la portata mediate gli strumenti concettuali che gli sono propri.

L'attività dei glossatori

Il lavoro dei maestri bolognesi inizia e si svolge così: essi chiariscono a se stessi il testo e subito spiegano il frutto del loro lavoro di chiarimento agli scolari che desiderano apprendere. Nascono in un sol tempo l’attività di indagine scientifica, l’attività didattica e l’attività letteraria dei Glossatori. Questa stretta connessione tra insegnamento e scienza giuridica si rivela chiaramente analizzando le fasi in cui si articola la spiegazione del testo dalla cattedra.

La lezione e l'esegesi

1-2: il maestro leggeva dalla cattedra il testo del frammento: il termine lezione deriva da questa fondamentale operazione nascente dall’esame del testo (lezione/lectio/lettura). 2: si procedeva ad una prima sintetica chiarificazione del significato del frammento, in particolare in forma di esempio concreto del principio giuridico affermato nella norma, che prendeva il nome di casus. Poi seguiva l’esigesi, la vera e propria spiegazione delle singole parole e proposizioni.

Il problema delle fonti

3: a questo punto nasceva il problema del rapporto tra il frammento stesso ed i passi contenuti in altre parti della compilazione; molto spesso le regole di diritto contenuti in passi paralleli risultavano, a prima vista, discordanti da quelle del frammento commentato.

Nasceva dunque l’esigenza di risolvere il contrasto tra le fonti. Fase cruciale nell’opera dell’interprete, che frequentemente sfociava nella forma della distinzione, così da convalidare entrambe le norme.

Proposizioni generali e questioni

4: il frammento poteva contenere proposizioni di portata generale tali da poter essere espresse in forma sintetica, ed essere utilizzate come argomentazioni di diritto in una causa. 5: infine il frammento in esame veniva assunto come spunto per proporre una o più questioni ipotetiche o concrete: erano le questioni di fatto, per rispondere alle quali si richiedeva il riferimento ad altre fonti e il ricorso a tecniche di interpretazione (es: analogia). Il maestro proponeva la quaestiones de facto a lezione, ne illustrava le eventuali alternative e ne offriva dalla cattedra la solutio. Dalla fine del XII sec. In poi, si instaurò la prassi didattica di affidare agli stessi scolari l’esame di questione proposte dal maestro e suscettibili di soluzioni opposte; divisi in gruppi dibattevano la questione innanzi al maestro, il quale approvava una delle soluzioni esaminate

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza del Corpus iuris civilis secondo i maestri Glossatori?
  2. I maestri Glossatori considerano il Corpus iuris civilis come legge vigente in senso pieno, ritenendo che ogni proposizione in esso contenuta offra una soluzione valida per ogni caso, simile all'atteggiamento dei padri della Chiesa verso il testo sacro.

  3. Come si svolgeva l'attività dei glossatori bolognesi?
  4. L'attività dei glossatori bolognesi combinava indagine scientifica, didattica e letteraria; il maestro chiariva il testo e spiegava il suo significato agli scolari, creando un legame stretto tra insegnamento e scienza giuridica.

  5. Qual è il ruolo dell'esegesi nella lezione dei glossatori?
  6. L'esegesi, che segue la prima chiarificazione del testo, consiste nella spiegazione dettagliata delle parole e proposizioni del frammento, permettendo di approfondire il significato giuridico attraverso esempi concreti.

  7. Come affrontavano i glossatori il problema delle fonti discordanti?
  8. I glossatori si trovavano di fronte a contrasto tra fonti e cercavano di risolverlo attraverso la distinzione, convalidando entrambe le norme e utilizzando il frammento come base per proporre questioni ipotetiche o concrete.

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