Metodi e tecniche per la ricerca clinica e sociale
Capitolo 1: Miceli “La ricerca empirica”
La ricerca empirica può essere vista come una successione di operazioni per produrre risposte a domande sulla realtà. È dunque un’attività che produce affermazioni sulla realtà (asserti) o stabilisce nessi tra asserti, giustifica le affermazioni su una base empirica e produce dunque un sapere controllabile, ossia che ha a che fare con l’oggettività.
La ricerca empirica può essere articolata su 5 livelli o famiglie di operazioni:
- Il progetto di ricerca
- La costruzione della base empirica
- L’organizzazione dei dati
- L’esposizione dei risultati
L’ordine delle operazioni può essere in certi casi variato in base a necessità sorte.
La costruzione della base empirica
È il reperimento di tutte le informazioni utili allo svolgimento della ricerca. Vengono considerati solamente i fatti, ovvero asserti descrittivi non controversi e che dunque risultano accessibili e condivisi anche da chi è estraneo alla ricerca stessa. Un asserto è un enunciato che risponde o che pretende di rispondere a verità. Gli asserti possono anche venir detti osservazioni obiettive.
L’oggettività nella scienza non implica che lo scienziato si distacchi freddamente dall’oggetto dei suoi studi, né che egli tratti la gente come oggetti anziché come persone. Essa non comporta neppure che ciò che lo scienziato osserva sia ciò che realmente accade. Oggettività significa che delle persone che avessero guardato sopra le spalle dello scienziato mentre faceva l’osservazione avrebbero visto le stesse cose.
Le informazioni utili allo studio possono riguardare:
- Osservazioni compiute in uno stesso lasso di tempo (sincroniche) o senza considerare differenze di tempo su un campione di casi (individui o altro) - studi sezionali o cross sectional.
- Osservazioni compiute in occasioni temporali diverse (diacroniche) sulle stesse variabili (sugli stessi soggetti o su soggetti diversi) - studi longitudinali o di tendenza (trend analysis), informazioni in serie temporale (time series).
- Situazione intermedia (ibrida) alle due precedenti: le informazioni sono originariamente raccolte in serie temporale ma la ripetizione delle osservazioni nel tempo è puramente strumentale, così che l’analisi può essere condotta con strumenti adatti a situazioni simultanee: vengono compiute osservazioni ripetute sugli stessi soggetti, da cui si ricavano misure sintetiche che ignorano la sequenza temporale.
Osservazioni che non riguardano una misura, ma l’accadere o meno di un certo evento, la prova può essere ripetuta più volte in differenti fasi temporali che però poi non viene considerata un’informazione saliente. Ad esempio sintetizzando l’informazione rispetto alla presenza di una certa risposta ad un evento col conteggio delle risposte.
I dati possono provenire:
- Da fonti primarie: campagne di rilevazione dei dati condotte dal ricercatore stesso o da istituti di ricerca.
- Fonti secondarie: le informazioni provengono da organismi, enti o aziende che possiedono archivi o banche dati; sono informazioni raccolte per altri fini e rese disponibili al ricercatore.
I dati provenienti da fonti primarie possono a loro volta essere ricavati tramite due differenti approcci:
- L’approccio sperimentale implica sia la possibilità di manipolare, cioè di far variare le presunte cause (variabili esplicative) del fenomeno, sia la capacità di far restare immutato tutto il resto. In tale ambito sono raggiungibili le più ampie condizioni di controllo. (esperimento per testare l’influenza dell’ansia sulla percezione di stimoli uditivi o visivi).
- L’approccio osservativo consiste nell’utilizzare come informazioni le variazioni preesistenti in natura. Una delle modalità di raccolta delle informazioni più comunemente utilizzata è costituita dalla somministrazione di un questionario strutturato. (indagini con questionari strutturati o test). Per indicare questo particolare tipo di ricerca si utilizza spesso anche il termine inglese survey.
I questionari strutturati e i test sono simili all’apparenza, la maggiore differenza è che i test sono concepiti e utilizzati come veri e propri strumenti di misura. Gli stimoli di un test devono costituire un insieme in grado di elicitare particolari risposte valutabili e interpretabili quantitativamente sulla base di criteri specifici o definiti da standard prestazionali. Possiamo distinguere tra test di massima performance (intelligenza) e test di tipica performance (personalità).
Condizioni che caratterizzano nello specifico i test:
- Il tratto o proprietà psicologica (variabile latente) oggetto della misurazione deve essere individuata e circoscritta.
- La somministrazione degli stimoli deve avvenire in condizioni standardizzate e attentamente controllate.
- Il modello matematico-statistico (insieme di regole) utilizzato per la quantificazione dei risultati deve essere definito a priori e deve consentire il confronto tra punteggi ottenuti da individui diversi in condizioni diverse.
L'organizzazione dei dati
Si tratta della fase della ricerca in cui le informazioni che costituiscono la base empirica vengono trasformate in dati e trasferite in opportune strutture o matrici. Le strutture in cui possono essere organizzati i dati sono innumerevoli e possono raggiungere livelli di complessità anche molto elevati.
La più tipica delle strutture è la matrice CxV (caso per variabile) conosciuta anche come two-way two-mode. A ogni riga della matrice corrisponde un caso (spesso un individuo), o ogni colonna una variabile. Generalmente le matrici sono rettangolari con un numero di righe maggiore di quello delle colonne.
La relazione che intercorre tra i due modi di una matrice CxV è asimmetrica e viene detta di “appartenenza”: cioè il singolo dato presente in una generica cella i-esima indica che l’individuo appartiene a un certo livello, stato o classe di equivalenza della j-esima colonna. (Per esempio la i-esima riga della matrice si riferisce all’individuo “Mario”, la j-esima colonna alla variabile età e la cella i,j contiene il valore 35, ciò starà a significare che Mario appartiene al livello di età 35.)
I vettori colonna della matrice sono interpretabili come variabili, in quanto a ciascuno di essi è associata una specifica “definizione operativa”.
Per definizione operativa di una proprietà si intende un insieme di regole sulla base delle quali lo stato di ciascun caso sulla proprietà viene:
- Rilevato
- Assegnato a una delle categorie stabilite in precedenza
- Registrato in modo da permettere la successiva analisi.
È il ponte che collega la definizione teorica (concetto) di una certa proprietà al contenuto del vettore colonna (variabile) ad esso corrispondente.
Variabili manifeste o latenti
Le variabili vengono dette manifeste quando si riferiscono a proprietà degli individui direttamente osservabili, si tratta di eventi semplici, fatti, asserti intersoggettivi intersoggettivamente condivisibili. Le variabili vengono dette latenti quando si riferiscono a proprietà non direttamente osservabili o rilevabili (proprietà mentali, abilità, percezioni, aspettative, …). Esse vengono ottenute tramite processi o strumenti di rilevazione complessi, che stabiliscono legami tra dati empirici e entità ipotetiche (costrutti inosservabili). Si tratta di eventi complessi, dove spesso mancano definizioni operative condivise.
Misurazione
Alla base del concetto di misurazione in psicologia sta l’assunto che esistono differenze reali e relativamente stabili tra gli individui. Le persone sono tra loro differenti in modo misurabile e queste differenze tendono a persistere per un tempo sufficientemente lungo. Ad esempio i ricercatori sono interessati ad assegnare agli individui dei numeri che riflettono queste differenze. I test psicologici sono strumenti sviluppati e utilizzati per misurare specifici attributi degli individui, e non gli individui nella loro totalità.
In base alla definizione di misurazione di Stevens, possiamo dire che la misurazione consiste nell’attribuire numeri a oggetti o eventi seguendo determinate regole. Il fatto che si possano assegnare dei numeri seguendo regole differenti porta a differenti scale di misurazione.
Misurare significa quindi assegnare numeri ad oggetti o ad eventi secondo determinate regole, in modo che specifiche relazioni tra numeri corrispondano ad analoghe relazioni tra gli oggetti. Sono coinvolte quindi tre componenti:
- La realtà (sistema empirico)
- I numeri (o categorie)
- Le regole che li uniscono.
L’oggetto tipico delle misurazioni in psicologia sono le caratteristiche psicologiche degli individui.
Scale di misurazione
- Nominale: Esistono differenti classi (livelli) che però non hanno proprietà quantitative. Non possono quindi essere effettuati confronti quantitativi tra livelli, né questi possono essere ordinati (es: genere, paese d’origine, stato civile, …). A volte vengono utilizzati numeri per codificare i livelli, ma questi non possiedono un significato intrinseco.
- Ordinale: Descrive un ordine tra le caratteristiche classificate. Sono consentite le operazioni statistiche di conteggio di frequenza e i metodi statistici applicabili a ordini di rango. Non possiamo effettuare alcuna operazione aritmetica sui numeri di questa scala in quanto ciascuno di questi valori numerici è del tutto arbitrario, posto che venga preservata la relazione d’ordine tra i valori della scala (es: posizioni di arrivo in una corsa).
- A intervalli equivalenti: È appropriata a misurare quei sistemi empirici che, oltre a possedere le caratteristiche delle scala nominali o ordinali, permettono di definire degli intervalli costanti e uniformi tra le intensità della caratteristica misurata. Consente di misurare la distanza tra le caratteristiche classificate. È caratterizzata da un intervallo uguale tra i diversi valori in quanto dispone di un’unità di misura costante, che consente inoltre di effettuare operazioni algebriche basate sulle differenze tra numeri associati ai diversi punti della scala. È possibile stabilire l’entità delle differenze di intensità della caratteristica misurata (es: test di intelligenza). La scala parte da uno zero arbitrario, non prevede uno zero assoluto (temperatura in gradi Celsius).
- A rapporti equivalenti: È la scala che consente il più alto livello di misura. L’origine della scala è lo zero assoluto (indica una reale assenza della proprietà misurata). Qualsiasi misura si effettui con una scala a rapporti equivalenti può essere interpretata in termini di distanza dallo zero reale. È possibile effettuare operazioni non solo sulle differenze tra i valori della scala, ma anche sui valori stessi (es: peso, età, tempo di reazione, …).
I livelli sono gli stati possibili delle variabili (continue o discrete) che presentano valori distinti. Possono essere di tre tipi:
- Classi, o categorie o modalità delle variabili categoriali. Non possiedono ordinamento e possono essere numeri o caratteri alfabetici.
- Ranghi o gradi. Possiedono un ordinamento ma non associate a specifiche grandezze.
- Quantità. Sono ordinabili e corrispondono a un ammontare della proprietà (variabili cardinali).
La costruzione delle basi di dati di tipo primario
Due approcci possibili per produrre informazioni di tipo primario: l’approccio osservativo e quello sperimentale. Le caratteristiche comuni sono: stesse modalità per passare dai costrutti teorici alle variabili, stesse modalità di organizzazione dei dati (matrici) e stessi modelli statistici di analisi. Entrambi gli approcci permettono di arrivare a conclusioni scientificamente valide.
L’approccio sperimentale può fornire maggiori garanzie sulla natura genuina del nesso causale tra variabili esplicative e dipendente, seppur più controllabile non si è necessariamente il migliore. L’approccio osservativo invece permette con maggiore sicurezza di estendere le relazioni individuate con sufficiente precisione alla popolazione di riferimento.
È possibile fare una distinzione ulteriore, soprattutto nell’ambito di un approccio osservativo, riguarda la possibilità di operare in un contesto confermativo o esplorativo. In un contesto confermativo lo scopo della ricerca è guidato dalla volontà di controllare la tenuta o meno di una specifica ipotesi, per questo le variabili in gioco devono essere definite a priori. L’approccio sperimentale si muove di norma tutto all’interno di tale impostazione. In ambito esplorativo le variabili in gioco (e le loro relazioni) non sono definite a priori e i dati vengono raccolti per essere esplorati e trovare nessi nuovi, da sottoporre poi eventualmente a studi di tipo confermativo.
Approccio osservativo
L’uso di un questionario strutturato è forse il mezzo più diffuso per costruire la base empirica. Il processo di costruzione del questionario è fondamentale per l’esito della ricerca. Possono essere individuati molteplici rischi connessi all’elaborazione della sua struttura e al suo fraseggio.
È comune pensare alla somministrazione (o all’autocompilazione) di un questionario come ad un momento esclusivamente informativo, in cui l’intervistato reagisce in modo automatico alle domande elencate nello strumento di raccolta (modello stimolo→risposta). Questo modo di pensare è alquanto riduttivo perché:
- Ignora i processi mentali che sottostanno alla produzione delle risposte
- Sottovaluta gli aspetti relazionali, che viceversa giocano un ruolo essenziale nella determinazione della qualità dei dati raccolti.
L’intervista con questionario, dunque, deve essere considerata come un processo di interazione, uno scambio comunicativo. Anche in assenza di un intervistatore, l’intervistato reagisce alle domande in modo attivo, e a sua volta, può essere influenzato dalla formulazione dei quesiti stessi.
È utile avere presenti quali sono le operazioni mentali che un soggetto tipicamente effettua per rispondere ad una domanda del questionario. Per rispondere alla domanda il soggetto deve:
- Comprendere i singoli termini che compongono il quesito
- Attribuire un significato complessivo al quesito, ossia comprendere l’oggetto e il compito richiesto (dichiarare l’età, esprimere un grado di accordo su una affermazione relativa agli immigrati ecc.)
- Rievocare le informazioni pertinenti alla domanda
- Formulare una risposta e adattarla alle alternative previste al questionario
- Comunicare verbalmente la risposta all’intervistatore (se presente) riportare correttamente la risposta nel questionario, seguendo le specifiche modalità di compilazione.
Le distorsioni delle risposte possono dipendere dalle caratteristiche dello strumento:
- Effetti ordine
- Effetti alone
- Reazioni all’oggetto
- Effetti memoria sulla alternative di risposta
- Disattenzione per noia o stanchezza
Oppure dall’interazione tra intervistare/intervistato o strumento/intervistato:
Desiderabilità sociale: Il desiderio di apparire socialmente desiderabile spinge a rispondere in modo falsato, in particolare su tematiche dotate di una forte carica emotiva/morale.
Prestigio: Una forma amplificata di desiderabilità sociale, la tendenza di alcuni a voler apparire più ricchi, importanti o giovani di quanto si è.
Acquiescenza/deferenza/desiderio di compiacere: Una forma ridotta di desiderabilità sociale, consiste nel possibile desiderio dell’intervistato di dare risposte che facciano piacere al ricercatore.
Minaccia psicologica: Alcuni argomenti, come morte, malattie, … possono essere avvertiti come una minaccia psicologica da chi risponde e molte persone possono non gradire di sentirne parlare direttamente.
Committente noto: A volte conoscere il committente della ricerca può indurre ad alterare le risposte, che si possono usare come possibili veicoli di messaggi da inviare.
Response set: Può esistere una particolare disposizione mentale degli intervistati, determinata solitamente da elenchi di domande orientate tutte nella stessa direzione, che li induce a rispondere meccanicamente, in modo sempre uguale.
Schemi: Alcune domande inducono uno schema mentale che automaticamente il rispondente può ritenere valido anche per la domanda successiva dove invece può non essere richiesto.
La chiusura delle domande: Un’altra potenziale fonte di distorsione è data dalle caratteristiche delle modalità di risposta alle domande fornita dal ricercatore. Tutte le domande devono far riferimento a un’unica proprietà investigata, mutua esclusività delle categorie, esaustività delle categorie.
I problemi più frequenti sono il far riferimento nelle risposte a proprietà diverse, uso della categoria altro, categorie troppo vaste o non mutualmente esclusive.
Le scale Likert sono modalità molto utilizzate per acquisire le risposte agli item. Si richiede di esprimere il grado di accordo/disaccordo a una batteria di domande/affermazioni, che devono di solito essere di tipo “estremo” cioè sbilanciate verso il massimo accordo o disaccordo. È importante considerare il numero di livelli di risposta, la presenza o assenza di un punteggio.
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