Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Metastasio, nato Pietro Trapassi a Roma nel 1600, iniziò a scrivere poesie in giovane età e adottò il nome d'arte "Metastasio" come grecizzazione del suo cognome.
  • Dopo essere entrato nell'Accademia dell'Arcadia, Metastasio raggiunse il successo come poeta di corte a Vienna nel 1730, sostituendo Apostolo Zeno.
  • Le sue opere principali includono "La Didone abbandonata", "Attilio Regolo" e "La clemenza di Tito", influenzate da Tasso e Marino.
  • Il melodramma di Metastasio si distingue per l'equilibrio tra poesia e musica, con una preferenza per le tematiche amorose e una rimozione degli elementi comici.
  • Il suo lavoro si colloca nel contesto del Rococò e ha ricevuto critiche da Giuseppe Baretti, che considerava la poesia degli Arcadi come futile.

Le origini di Metastasio

Nacque a Roma alla fine del 1600 con il nome di Pietro Trapassi. Fin da giovane fu un grande appassionato della letteratura e perciò iniziò a comporre poesie. “Metastasio” fu il nome d'arte che gli fu dato ed è la grecizzazione del suo vero cognome, cioè “Trapassi”, perché letteralmente significa “io trapasso”.

Questo poeta era legato alla figura di Gravina, il quale lo nominò erede del suo patrimonio e infatti è considerato il suo protettore.

L'ascesa a Vienna

Metastasio quindi, seguendo Gravina, entrò a far parte dell'Accademia dell'Arcadia e iniziò a comporre poesie ispirandosi a Tasso e Marino. Si dedicherà anche alla rappresentazione di melodrammi, i quali mutavano tematiche e schemi del dramma pastorale (genere tragico e comico) e lo portarono al successo. Nel 1730 venne chiamato a Vienna e nominato poeta di corte per l'imperatore Carlo VI d'Asburgo, più precisamente fu un poeta cesareo, poiché sostituì Apostolo Zeno, cioè il suo predecessore, il quale sarà un personaggio fortemente legato alla vita di Metastasio perché influenzerà le sue scelte in merito al melodramma.

In questi anni di vita a corte conobbe anche altri sovrani come Maria Teresa d'Austria e Giuseppe II. Morì nel 1782 a Vienna.

Opere e influenze

La sua prima opera s'intitola “Gli orti esperidi”, è un testo teatrale che fu rappresentato a Napoli nel 1720 e fu molto apprezzato. Grazie a quest'opera Metastasio conobbe e si interessò alla cantante Marianna Bulgarelli, detta “la Romanina”, per la quale scrisse il suo primo melodramma “La Didone abbandonata”.

Tra altre delle sue opere possiamo ricordare “Attilio Regolo” e “La clemenza di Tito”.

Metastasio, mentre si trovava a Vienna, compose delle poesie inserite nella raccolta “Delle rime”, nelle quali si nota l'influenza di Tasso e Marino. Anche Petrarca influenzò questo poeta, ma non fu il suo principale ispiratore, dato che Petrarca è l'autore ispiratore solo di Crescimbeni e non di Gravina, il quale fu il maestro di Metastasio. (Silloggismo)

Nell'Accademia dell'Arcadia il soprannome di questo poeta era Artino Corasio.

La produzione di alcuni poeti che si formarono nella scuola di Gravina sono rappresentati dalla tendenza “melica”, cioè una poesia cantabile.

La Didone abbandonata

E' un melodramma diviso in tre atti, nel quale viene ripreso l'amore di Didone ed Enea narrato nell'Eneide di Virgilio. Di tutto ciò però l'autore ne costruisce solamente i momenti finali, ovvero quando Enea fu costretto a partire da Cartagine per volere degli Dei e Didone, sentendosi perduta, si uccide. Personaggi:

• Didone, regina di Cartagine e amante di Enea;

• Jarba, re della Numidia, il quale si presenta nella reggia con il falso nome di Arabace;

• Selene (= luna), è la sorella di Didone ed è segretamente innamorata di Enea.

Questo melodramma ebbe grande successo e venne rappresentato in tutta Europa. Fu musicato dal musicista napoletano Domenico Sarro. (vedi p. 4 fotocopia)

Caratteristiche del melodramma

Il melodramma indica l'opera in musica già dalla fine del '600, il cui testo teatrale a cui viene aggiunta la musica viene chiamato libretto. Ad esempio i testi di Metastasio sono considerati i libretti dell'opera. In questo modo il popolo può assistere l'opera su un supporto scritto. L'origine del melodramma è da ricercare nell'antica tragedia greca, esso è composto da tre atti e sei personaggi: due coppie di amanti e due uomini; uno di questi due è favorevole alla coppia principale, mentre l'altro è sfavorevole alla coppia principale. Di solito c'è sempre un lieto fine, nella Didone abbandonata però c'è un fine tragico, perché la regina di Cartagine si suicida.

Riforma del melodramma

Si nota nel complesso dell'opera una contrapposizione tra passioni e doveri. Già con Apostolo Zeno era cominciata la riforma del melodramma dato che si iniziò con una rivalutazione del testo scritto e con

la messa in secondo piano dell'aspetto musicale (cioè parti cantate dai cantanti).

Il melodramma quindi è composto da un alternanza di recitativi e ariette, in recitativi sono le parti dialogate senza musica e quindi senza il canto, contengono lunghi dialoghi e il metro usato è l'alternanza di endecasillabi e settenari (come le canzoni Petrarca).

Ariette sono le parti cantate e sono caratterizzate da versi molto più brevi e si nota quindi il virtuosismo dei cantanti, cioè siccome qui c'è la presenza della musica i cantanti possono cantare, ecco perché loro possono mettere in luce le loro doti canore, il metro usato: settenari e l'accompagnamento musicale.

Un'altra caratteristica del melodramma di Metastasio è l'espulsione degli elementi comici a favore dell'amore che diventa tema centrale.

Fino a Metastasio recitativi e ariette erano sullo stesso piano, con Metastasio prevalgono i dialoghi.

Equilibrio tra poesia e musica

I Melodrammi di Metastasio sono tutti caratterizzati da una ricerca del perfetto equilibrio tra poesia e musica che, da un lato, porta ad una semplificazione delle vicende narrate e, dall'altro, a una rivalutazione del testo scritto. Il merito maggiore che va riconosciuto alla sua arte è proprio quello di aver consentito all'italiano di proporsi ancora come lingua di cultura in Europa per tutto il '700. (prima la lingua più utilizzata era il Francese)

Poesia e significato

Atto 2o, scena 3a, vv. 107-114 – Metrica: due quartine di ottonari

E' la fede degli amanti

come l'araba fenice: (uccello che risorge dalle proprie ceneri)

che vi sia, ciascun lo dice;

dove sia, nessun lo sa.

Se tu sai dov'ha ricetto, (dove ha rifugio)

dove muore e torna in vita,

me l'addita, e ti prometto (mostramelo)

di serbar la fedeltà.

Significato: se tu sai qual è il mistero dell'amore devi dirlo.

Il Rococò e la critica

Il termine deriva dal francese Rocaille che indicava una decorazione minuta in roccia fatta con minerali e con conchiglie. Questo termine sostituisce quello precedente di style nouveau. Il rococò si realizza soprattutto nell'architettura degli interni e nelle arti applicate (arazzi, porcellane e stucca) destinate ad ornare i salotti aristocratici, i quali sono ricchi di ninnoli preziosi.

Giuseppe Baretti condannò la poesia degli Arcadi, perché la considera futile.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del nome d'arte "Metastasio"?
  2. "Metastasio" è la grecizzazione del vero cognome di Pietro Trapassi, che significa "io trapasso", riflettendo la sua identità artistica e letteraria.

  3. Quali sono le opere più significative di Metastasio?
  4. Tra le opere più importanti di Metastasio si trovano “Gli orti esperidi”, “La Didone abbandonata” e “Attilio Regolo”, che evidenziano il suo talento nel melodramma e nella poesia.

  5. Come ha influenzato Metastasio il melodramma?
  6. Metastasio ha riformato il melodramma ponendo un maggiore equilibrio tra poesia e musica, enfatizzando i dialoghi e riducendo gli elementi comici, come evidenziato nella sua opera “La Didone abbandonata”.

  7. Qual è il contesto storico in cui Metastasio ha operato?
  8. Metastasio è stato nominato poeta di corte a Vienna nel 1730, dove ha interagito con figure storiche come Carlo VI d'Asburgo e Maria Teresa d'Austria, influenzando la cultura musicale dell'epoca.

  9. Qual è il tema centrale nei melodrammi di Metastasio?
  10. Il tema centrale nei melodrammi di Metastasio è l'amore, che viene esplorato attraverso una narrazione tragica e un equilibrio tra recitativi e ariette, come dimostrato nella sua celebre opera “La Didone abbandonata”.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community