Concetti Chiave
- Alda Merini, nata nel 1931, affrontò una lunga degenza in ospedale psichiatrico che influenzò profondamente la sua opera poetica.
- La sua poesia riflette esperienze di dolore e rinascita, evidenziando momenti significativi come la morte del marito e il riconoscimento con il premio Viareggio nel 1995.
- La lirica "Io come voi" esprime l'esperienza della malattia psichica con immagini potenti, come "le barre del silenzio" e "ho mangiato la vergogna".
- Temi centrali della poesia includono la ricerca d'amore, l'avvicinamento alla fede e la consapevolezza del dolore come esperienza condivisa da tutti gli esseri umani.
- La struttura della poesia è caratterizzata da un'anafora e da un linguaggio colloquiale che avvicina la lirica alla prosa, rendendo l'esperienza di Merini accessibile e universale.
Indice
La vita di Alda Merini
Alda Merini nacque nel 1931, da una famiglia milanese di estrazione medio borghesia. Affetta da una seria malattia nervosa fu ricoverata, per sette anni, in un ospedale psichiatrico, un’ esperienza spesso presente nelle sue liriche. La convalescenza durò altri sette anni e alla fine riprese a scrivere.
Esperienze di dolore e rinascita
Nelle liriche di questo periodo traspare tutta la sua esperienza del dolore conosciuto in manicomio, Nel 1981, la morte del marito le causò un periodo di assoluta solitudine. Tuttavia incontrò un poeta con cui si sposò e sembrò ritrovare un periodo di felicità, che descrive una raccolta di liriche del 1984. Dopo la morte del secondo marito, la scrittrice precipitò di nuovo nella follia e fu ancora una volta internata in un manicomio. Dopo esserne uscita, riprese la consueta attività poetica che le valse il conferimento del premio Viareggio (1995) e la fece conoscere al grande pubblico. Da questo momento in poi, visse ritirata a Milano nella sua casa sui Navigli, collaborando anche con rotocalchi e quotidiani di grande tiratura. Nell’ultima raccolta di liriche (2006) l’ispirazione religiosa si fa sempre più manifesta. La scrittrice è morta nel 2009.
Io come voi non sono stata ascoltata
e ho visto le sbarre del silenzio
crescermi intorno e strapparmi i capelli.
Io come voi ho pianto,
ho riso e ho sperato.
Io come voi mi sono sentita togliere
i vestiti di dosso
e quando mi hanno dato in mano
la mia vergogna
ho mangiato vergogna ogni giorno.
Io come voi ho soccorso il nemico,
ho avuto fede nei miei poveri panni
e ho domandato che cosa sia il Signore,
poi dall’idea della sua esistenza
ho tratto forza per sentire il martirio
volarmi intorno come una colomba viva.
Io come voi ho consumato l’amore da sola
lontana persino dal Cristo risorto.
Ma io come voi sono tornata alla scienza
del dolore dell’uomo, che è la mia scienza.
La poesia "Io come voi"
Questa lirica fa parte della raccolta Ballate non pagate, in cui l’elemento caratterizzante è l’esperienza della malattia psichica che essa accetta con determinazione e coraggio e mai con commiserazione e scoraggiamento. È sta scritta nel 1991. Si tratta di una ballata moderna, in cui la ripresa o ritornello, è rappresentata non da un’intera strofa, ma dalla ripetizione anaforica della prima parte dello stesso verso (= Io come voi”).
Temi principali della poesia
Essa si articola intorno a tre nodi tematici:
1) L’esperienza del ricovero nella clinica psichiatrica che viene rappresentata tramiti immagini molto suggestive come “le barre del silenzio” o l’espressione “ho mangiato la vergogna (ossia la perdita della dignità di persona). Il primo sentimento che la scrittrice prova è la sorpresa perché dalla vita tutto si aspettava fuorché una forma di pazzia.. Segue il desiderio d’amore, presentato come un rifugio da cui essa è stata buttata fuori in malo modo. Da questo trauma prende l’avvio un susseguirsi di immagini molto realistiche come le sbarre della cella di isolamento, lo strapparsi i capelli, la violenza con cui le sono lacerati i vestiti da dosso. Nonostante ciò la vita dietro le sbarre continua perché come tutti noi essa ha avuto occasione di piangere, di ridere e di sperare.
2) L’avvicinamento alla religione e alla fede che inizia con l’immagine dell’aiuto verso i bisognosi, che è un’immagine ricorrente nel Vangelo. Da questo atteggiamento ha origine un ritorno alla normalità che è sintetizzato della “colomba viva” che all’idea della riconquistata libertà unisce quello della purezza.
3) La consapevolezza del dolore come aspetto esistenziale comune a tutti gli uomini: allora, la fede vacilla perché gli anni di ricovero sono seguiti da anni di isolamento e di convalescenza. Tuttavia, la fine, che inizia con l’avversativa “ma” cancella la disperazione per far posto alla conoscenza profonda e alla consapevolezza del dolore, attraverso cui, la scrittrice può ritornare alla vita e conquistare un nuovo equilibrio.
La poesia è composta da una sola strofa di 23 versi liberi che inizia con un’anafora. Il lessico è molto vicino al linguaggio parlato e l’andamento ritmico con molte pause avvicinano la lirica alla prosa. Particolarmente significative sono le numerose metafore e il ripetuto confronto (= come voi) con cui la poetessa intende sottolineare come la sua esperienza, pur nella sua particolarità può costituire un’esperienza per tutti perché è fondata sulla comune conoscenza del dolore.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza dell'esperienza del ricovero psichiatrico nella vita di Alda Merini?
- Come si manifesta il tema della rinascita nelle liriche di Alda Merini?
- Qual è il significato della ripetizione "Io come voi" nella poesia "Io come voi"?
- In che modo la religione e la fede influenzano la scrittura di Alda Merini?
- Qual è la struttura e lo stile della poesia "Io come voi"?
L'esperienza del ricovero psichiatrico è centrale nella vita di Alda Merini, influenzando profondamente la sua poesia. Le immagini suggestive come "le barre del silenzio" e "ho mangiato la vergogna" riflettono il dolore e la perdita di dignità che ha vissuto durante il suo internamento.
Il tema della rinascita emerge dopo periodi di grande sofferenza, come la morte del marito e il successivo matrimonio con un poeta. Dopo ogni crisi, Merini riesce a riprendere la scrittura, culminando nel riconoscimento pubblico con il premio Viareggio nel 1995.
La ripetizione "Io come voi" serve a sottolineare la condivisione dell'esperienza umana del dolore e della speranza, rendendo la sua esperienza personale un riflesso di quella collettiva, avvicinando il lettore alla sua realtà.
La religione e la fede giocano un ruolo cruciale nella sua poesia, rappresentando un rifugio e una fonte di forza. L'immagine della "colomba viva" simboleggia la riconquistata libertà e la purezza, evidenziando il suo avvicinamento alla spiritualità.
La poesia "Io come voi" è composta da una sola strofa di 23 versi liberi, caratterizzata da un linguaggio colloquiale e un ritmo che si avvicina alla prosa. L'anafora e le metafore utilizzate rendono la lirica accessibile e profonda, enfatizzando l'universalità del dolore.