Indice

  1. Alda Merini - Biografia e opere
  2. A tutti i giovani raccomando
  3. Commento
  4. Sono nata il ventuno a primavera
  5. Note alla poesia
  6. Commento

Alda Merini - Biografia e opere

Alda Merini nasce a Milano il 21 marzo 1931 da una famiglia di origini modeste.
Manifesta sin da subito una certa passione per la poesia e la musica e, a soli 15 anni, esordisce come autrice, spinta da Giacinto Spagnoletti, suo primo mentore. Nel 1947 incontra «le prime ombre della mente», come ebbe modo di definirle, e finisce internata per un mese a Villa Turro. Per Alda Merini, il manicomio sarà un'esperienza costante, una sorta di alternarsi tra buio e luce, l'inizio di un estenuante viaggio nella psicanalisi.
Le prime poesie di Alda Merini sono pubblicate nell'Antologia della poesia italiana nel 1950.
Seguita e apprezzata da Montale e Quasimodo, nel 1953 Alda Merini sposa Ettore Carniti, un ricco panettiere, e pubblica un volume di versi, La presenza di Orfeo, seguito pochi anni dopo da Nozze Romane e Tu sei Pietro, dedicata al medico curante di Emanuela, la prima delle sue tre figlie.
Alda Merini, però, nel 1961 va nuovamente in crisi: fino al 1972 resta internata al manicomio Paolo Pini.
I periodi di salute e di malattia si alternano ancora per diversi anni. Non è più l'Alda Merini giovane e spensierata, quella che nel 1979 riprende a comporre i versi che saranno raccolti in La Terra Santa (1984), una sorta di terra promessa ricercata attraverso la poesia e la scrittura.
Morto il marito nel 1981, Alda Merini sposa Michele Pierri, anch'egli poeta, nel 1983 e si sposta a Taranto, dove scrive La gazza ladra e L'altra verità. Diario di una diversa fu il suo primo libro in prosa. Fa ritorno a Milano nel 1986 e pubblica Fogli bianchi e Testamento.
La vita di Alda Merini scorre finalmente serena e compone libri come Delirio amoroso e Il tormento delle figure. Nel 1993 le viene assegnato il Premio Librex-Guggenheim Eugenio Montale.
Anche gli ultimi anni di Alda Merini sono prodighi di titoli e opere famose, da La pazza della porta accanto del 1995 a Ballate non pagate. Grande successo ha pure Reato di vita, autobiografia e poesia, mentre La vita facile del 1996 le vale prima il Premio Viareggio, poi il Premio Elsa Morante.
Molti dei più celebri aforismi di Alda Merini sono invece contenuti in La Volpe e il sipario e in Aforismi e magie, non scritti ma dettati spontaneamente ad altri. Ultime opere sono Clinica dell'abbandono e Le briglie d'oro.
La Poetessa dei Navigli muore l'1 novembre 2009 all'ospedale San Paolo di Milano, a causa di un tumore osseo. In suo onore il cantautore Roberto Vecchioni scrive Canzone per Alda Merini.

A tutti i giovani raccomando

A tutti i giovani raccomando:
aprite i libri con religione,
non guardateli superficialmente,
perché in essi è racchiuso
il coraggio dei nostri padri.
E richiudeteli con dignità
quando dovete occuparvi di altre
cose.
Ma soprattutto amate i poeti.
Essi hanno vangato per voi la terra
per tanti anni, non per costruirvi
tombe,
o simulacri, ma altari.
Pensate che potete camminare su di
noi come su dei grandi tappeti
e volare oltre questa triste realtà
quotidiana.

Commento

A tutti i giovani raccomando, è un ammonimento alle future generazioni composto sottoforma di poesia, contenuto nella raccolta La vita facile, pubblicata postuma nel 1996.
La raccomandazione di Merini ai giovani è di "trattare i libri con religione", giacché i testi non contengono solo nude informazioni, un sapere spoglio da utilizzare a proprio uso e consumo, ma sono dei depositari di conoscenza e di coraggio e una fonte perenne di elevazione spirituale. I libri elevano la mente, così come le parole dei poeti, che si fanno eterno sostegno, alleate dell'anima, in grado di portare le persone oltre il grigiore rassegnato della quotidianità. Merini invita i giovani a porre attenzione alle parole dei poeti e affida a questi autori una finalità pratica, li paragona ai contadini che a lungo hanno vangato la terra per preparare un proficuo raccolto.
Dunque cosa raccomandare ai giovani? Di andare oltre l'apparenza, seguendo l'insegnamento dei poeti e dei libri che contengono le loro parole come un verbo sacro professando una verità antica e tuttavia ineludibile: c'è qualcosa oltre il mondo che vedete, c'è qualcosa da scoprire, qualcosa ancora da vedere oltre la superficie.

Sono nata il ventuno a primavera

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.

Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.

Forse è la sua preghiera.

Note alla poesia

aprire le zolle: come l'aratro quando apre la terra e mostra la vita degli insetti,
così la poetessa porta alla luce la vita con i suoi segreti.
Proserpina: divinità greca delle messi e dell'oltretomba. Trascorreva sei mesi sulla
terra con la madre e sei mesi nell'aldilà con il marito.
lieve: l'aggettivo è riferito a «piovere» (v. 6).

Commento

Si tratta di una breve poesia in versi sciolti.
La Merini parla del disordine che la sua nascita ha provocato. Si definisce una poetessa “folle” che, come la dea Proserpina, condivide le proprie esperienze con gli uomini, ma allo stesso tempo prende le distanze da loro.

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