Concetti Chiave
- I Longobardi, nel V secolo, scesero in Italia e fondarono la Longobardia Minore nel sud, con Pavia come capitale del loro regno.
- La presenza araba e normanna nel Sud Italia emerse durante guerre civili, con gli Arabi che fondarono emirati e i Normanni che iniziarono a conquistare territori.
- La dinastia normanna si consolidò dopo la vittoria di Roberto il Guiscardo su Papa Leone IX e si estinse nel 1189 con Guglielmo II, nonostante le lotte di successione.
- Federico II centralizzò il potere in Sicilia promulgando le Costituzioni melfitane e creando un nuovo apparato burocratico, sostenendo inoltre l'aspetto culturale del regno.
- I Vespri siciliani del 1282 segnarono una rivolta contro Carlo Angiò, culminando con la pace di Caltabellotta che assegnò la Sicilia a Federico III d'Aragona.
Qual è l'arrivo dei Longobardi?
Nel V secolo i Longobardi scesero in Italia e occuparono parte del Veneto e resero Pavia la capitale del loro regno. Nel sud essi fondarono la Longobardia Minore, che comprendeva: la Campania, la Marsica, il Molise, l’Abruzzo, la Puglia e la Calabria.
La Longobardia sfuggì alla conquista dei Franchi grazie al Duca di Benevento Arechi, che assunse il potere e difese coraggiosamente l’indipendenza dei suoi domini dal Sacro Romano Impero.
La minaccia araba e normanna
Non appena il mondo bizantino si riprese dalle invasioni arabe, la presenza di Arabi e Saraceni divenne massiccia nel Sud d’Italia, infatti, approfittando di una guerra civile tra Salerno e Benevento, gli Arabi penetrarono nel Sud come mercenari e i Saraceni fondarono degli emirati a Bari e a Taranto. Questo nuovo assetto politico venne sconvolto quando, nei primi decenni dell’IX secolo, nel mezzogiorno italiano, cominciarono a comparire gruppi di guerrieri provenienti dalla Normandia., tra cui si distinse la nobile famiglia degli Altavilla.
La dinastia normanna e le lotte per la successione
Nel 1053, Roberto il Guiscardo d’Altavilla combatté contro Papa Leone IX, che fu sconfitto e imprigionato. La situazione si risolse nel 1059, quando Roberto si dichiarò vassallo del Papa Niccolò II, successore di Leone IX, e il Pontefice, a sua volta, lo nominò Duca di Puglia, di Calabria e Sicilia. Nel 1091 Ruggero d’Altavilla conquistò l’intera Sicilia. La dinastia Normanna detenne il trono fino al 1189, estinguendosi con Guglielmo II, che riuscì ad organizzare il matrimonio tra sua figlia Costanza d’Altavilla e Enrico VI, figlio di Federico I. Nonostante il matrimonio, Enrico VI incontrò difficoltà nell’ottenere la corona del regno di Sicilia, infatti, Tancredi, nipote del defunto re normanno, rivendicava il trono. Gli scontri terminarono nel 1194, quando Enrico VI fu incoronato re a Palermo a seguito dell’improvvisa morte di Tancredi.
Dopo la morte improvvisa di Enrico VI, si aprì una nuova lotta per la successione fra
i guelfi (da Welfen, nome del fondatore della casa dei duchi di Baviera), fautori della casa di Baviera, che sostennero Ottone di Brunswick e i ghibellini (da Waibligen, nome dell’antico castello della famiglia degli Svevi), fautori della casa di Svevia, che sostennero Filippo di Svevia. In un primo momento il Papa Innocenzo III appoggiò Ottone di Brunswick, ma quando quest’ultimo minacciò di invadere la Sicilia,il pontefice lo depose a favore di Federico II di Svevia, figlio di Enrico VI.
Federico II e la centralizzazione del potere
Federico II nel regno di Sicilia si impegnò nel costruire uno Stato forte e centralizzato, che sottomettesse i baroni normanni. Promulgò le Costituzioni melfitane, che vietavano ogni forma di potere autonomo e riconoscevano i compiti di governo solo al sovrano o ai suoi funzionari. Organizzò un nuovo apparato burocratico che svolgeva le funzioni dei feudatari, i Ministeriales. Promosse la cultura aprendo l’università di Napoli e raccolse a corte artisti e letterati, che diedero vita alla Scuola Siciliana.
La rivolta dei Vespri siciliani
Federico morì nel 1250 e solo nel 1273 fu eletto un erede, Rodolfo I. Federico II affidò la reggenza in Italia ad un suo figlio naturale, Manfredi. La fortuna di Manfredi terminò con l’avvento al potere di Papa Urbano IV e Papa Clemente IV, che offrirono la corona a Carlo Angiò. Carlo Angiò sconfisse Manfredi nel 1266 a Benevento e attuò in Sicilia una politica diversa da quella dei suoi predecessori, infatti, appoggiò i baroni normanni assegnandogli numerosi feudi, ciò creo un diffuso malcontento tra i ceti popolari. Il 31 marzo del 1282 a Palermo scoppiò una rivolta nota come i Vespri siciliani, i rivoltosi furono appoggiati da Pietro III d’Aragona, che rivendicava il trono, in quanto coniuge della figlia di Manfredi. La lotta terminò con la pace di Caltabellotta, che assegnò la Sicilia a Federico III d’Aragona, figlio di Pietro III, e il Regno di Napoli agli Angioini.
Di questo periodo resta impresso l’impegno del sovrano Federico II nel riformare l’organizzazione statale, concentrando il potere negli organi centrali e limitando l’autorità dei baroni. Inoltre incentivò l’aspetto culturale fondando l’Università di Napoli e dando vita alla Scuola Siciliana.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il ruolo dei Longobardi nella storia d'Italia?
- Come si sviluppò la presenza araba e normanna nel sud Italia?
- Quali furono le conseguenze della lotta per la successione dopo la morte di Enrico VI?
- In che modo Federico II contribuì alla centralizzazione del potere in Sicilia?
- Cosa scatenò la rivolta dei Vespri siciliani e quali furono le sue conseguenze?
I Longobardi, giunti in Italia nel V secolo, occuparono il Veneto e fondarono la Longobardia Minore nel sud, mantenendo l'indipendenza grazie al Duca di Benevento Arechi, che resistette ai Franchi.
Dopo le invasioni arabe, gli Arabi e i Saraceni si stabilirono nel sud Italia approfittando di conflitti locali, mentre nel IX secolo giunsero guerrieri normanni, tra cui la famiglia Altavilla, che avrebbero avuto un ruolo cruciale nella regione.
La morte di Enrico VI scatenò una lotta tra guelfi e ghibellini per la successione, con il Papa che inizialmente sostenne Ottone di Brunswick, ma poi appoggiò Federico II di Svevia, figlio di Enrico VI, a causa delle minacce di invasione.
Federico II promosse uno Stato centralizzato attraverso le Costituzioni melfitane, limitando il potere dei baroni e creando un nuovo apparato burocratico, oltre a incentivare la cultura con l'Università di Napoli e la Scuola Siciliana.
La rivolta dei Vespri siciliani, scoppiata nel 1282 a Palermo, fu causata dal malcontento popolare verso la politica di Carlo Angiò. Essa portò alla pace di Caltabellotta, che assegnò la Sicilia a Federico III d'Aragona e il Regno di Napoli agli Angioini.