I mercati finanziari e reali in economia aperta
Il concetto d’economia aperta può essere riferito ai mercati dei beni, delle attività finanziarie e dei fattori.
Mercati dei beni in economia aperta
Esiste l’opportunità per i consumatori e le imprese di scegliere tra beni nazionali ed esteri. In nessun paese questa scelta è del tutto libera da vincoli: ci sono i dazi, che sono tasse sui beni importati e le quote, che sono restrizioni sulle quantità di beni che possono essere importati.
Mercati finanziari in economia aperta
Esiste l’opportunità per gli investitori finanziari di scegliere tra attività finanziarie nazionali ed estere. I controlli ai movimenti di capitali sono restrizioni alla detenzione d’attività finanziarie nazionali da parte dei residenti all’estero, ma sono in progressiva riduzione.
Mercati dei fattori in economia aperta
Esiste l’opportunità per le imprese di scegliere dove localizzare un’attività produttiva, e per i consumatori di scegliere dove lavorare e se migrare oppure no.
I mercati dei beni in economia aperta
Quando i mercati dei beni sono aperti se si decide di acquistare più beni nazionali la domanda per i beni nazionali aumenta e quindi aumenta anche la produzione. Se invece si decide di acquistare più beni esteri, allora è la produzione estera che aumenta.
La variabile cruciale nella scelta dei consumatori e delle imprese è il prezzo dei beni esteri in termini dei beni nazionali. Questo prezzo relativo è noto come tasso di cambio reale.
Il tasso di cambio nominale è il prezzo di una moneta, valuta, in termini di un’altra. Esso può essere misurato in due modi:
- Come numero di unità di moneta estera che si possono ottenere in cambio di una unità di moneta nazionale, certo per incerto;
- Come numero di unità di moneta nazionale che si possono ottenere con un’unità di moneta estera, incerto per certo.
Noi definiamo il tasso di cambio nominale come il numero di unità di moneta nazionale che si possono ottenere per un’unità di moneta estera. Un apprezzamento della moneta nazionale corrisponde ad un aumento del prezzo della moneta nazionale in termini di moneta estera, ossia si ha una riduzione del tasso di cambio. Un deprezzamento corrisponde invece ad un aumento del tasso di cambio.
Il tasso di cambio reale è il prezzo relativo dei beni esteri in termini di beni nazionali. Esso è uguale al tasso di cambio nominale moltiplicato per il livello dei prezzi esteri e diviso per il livello dei prezzi interni.
Se parliamo di apprezzamento/deprezzamento prendiamo in considerazione cambi flessibili; se invece i cambi sono fissi parliamo di svalutazione/rivalutazione.
ε = Ep*/p
Un apprezzamento reale, ε diminuisce, l’euro vale di più del dollaro, è un aumento del prezzo relativo dei beni nazionali in termini di beni esteri. Esso corrisponde a una riduzione del tasso di cambio reale. Un deprezzamento reale, ε aumenta, è una diminuzione del prezzo relativo dei beni nazionali. Esso corrisponde a un aumento del tasso di cambio reale.
Dal tasso di cambio reale dipende la competitività, che viene facilitata, nel nostro paese, da una svalutazione.
ε↑ quando: E↑, p*↑, p↓, svalutazione.
ε↓ quando: E↓, p*↓, p↑, rivalutazione.
Il tasso di cambio reale multilaterale è una media ponderata dei tassi di cambio reali bilaterali, con pesi uguali alle quote dei flussi commerciali.
I mercati finanziari in economia aperta
L’apertura dei mercati finanziari consente agli investitori di tenere attività finanziarie sia nazionali sia estere, e quindi diversificare il loro portafoglio, di speculare sulle fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse, ecc.
Inoltre consente al paese di intercorrere in avanzi o disavanzi commerciali. Un paese in disavanzo commerciale compra dall’estero più di quanto non venda al resto del mondo. È quindi necessario che prenda a prestito la differenza tra il valore delle sue importazioni e quello delle esportazioni. Riesce a farlo rendendo conveniente per gli investitori esteri aumentare la loro quota di attività finanziarie nazionali, il che equivale a prestare denaro al paese.
La parità dei tassi di interesse (PTI) è una condizione secondo la quale i tassi di rendimento attesi in valuta nazionale dei titoli nazionali ed esteri devono essere uguali. La parità dei tassi di interesse implica che il tasso di interesse interno è approssimativamente uguale al tasso di interesse estero più il tasso di deprezzamento atteso della moneta nazionale.
i = i* + (Eet+1 - Et)/Et
È un modello che ci permette di determinare i tassi di cambio nel breve periodo, i quali si muovono per portare l’equilibrio nel mercato delle attività finanziarie.
Ipotesi:
- Perfetta mobilità dei capitali: un individuo che vuole acquistare un’attività finanziaria lo può fare senza nessuna restrizione e senza costi;
- Consideriamo titoli a reddito fisso il cui rendimento è un tasso di interesse, obbligazioni.
Prendiamo due paesi: Italia e Stati Uniti.
Dobbiamo trovare la condizione per cui all’individuo è indifferente quale titolo detenere. Se si verifica questa situazione abbiamo l’equilibrio nel mercato delle attività finanziarie.
Supponiamo che siano tutti titoli ad un anno. Io ho 100 €.
i = 5% → i