La memoria
- Utilizza sé stesso come soggetto sperimentale, impara liste di sillabe a memoria e Don Juan di Byron.
- Importante: lunghezza del materiale.
- Effetto spacing.
- Criticità del metodo sperimentale: 1) un solo soggetto sperimentale 2) soggetto esperto 3) vengono considerate solo le parole senza senso e non prende in considerazione materiali visuo-spaziali e materiale complesso.
- Esperimento di Baddeley e Longman (1978).
Ebbinghaus e lo studio della memoria
Ebbinghaus (1850-1909) è uno tra gli autori che hanno dato un impulso fondamentale allo studio della memoria.
- Nasce a Barmen nel 1850.
- A 17 anni inizia gli studi di storia e filologia all’università di Bonn.
- Fa molti viaggi in Inghilterra, dove conosce la corrente associazionista di James e Mill, e in Francia, dove legge “Elementi di Psicofisica di Fechner”, che lo porta a volgersi verso i problemi scientifici e psicologici, iniziando in particolare un’analisi sperimentale sulla memoria.
- Nel 1885 pubblica il trattato “La memoria” (tradotto in italiano da Cornoldi), in cui viene definito il concetto di memoria. Ebbinghaus sostiene che con il termine "Memoria" si possa intendere apprendimento, ritenzione, associazione e riproduzione, il metodo d'indagine e altri concetti.
- Nel 1909 muore di polmonite.
Pur risentendo del clima culturale per psicologia tedesca, più influenzato da Fechner che da Wundt, egli si distinse sia per la materia trattata che per il metodo utilizzato.
- Oggetto della sua ricerca: le funzioni mentali superiori, es. l’apprendimento, ma soprattutto la memoria.
- Metodo: l’osservazione sistematica, la quale era propria dei comportamentisti più che della scuola tedesca.
Obiettivo: studio della memoria pura (=memoria meccanica che porta a ricordare senza l’aiuto di particolari accorgimenti, trucchi o strategie).
Primo studioso associazionista della memoria → idea che l’apprendimento consista nello stabilire associazioni, e che tutti i nostri processi di memoria funzionino per associazioni. Il modello associazionista deriva dal filosofo Aristotele, il quale sosteneva che le informazioni si mantenessero in memoria sotto forma di “tracce” organizzate per contiguità, somiglianza e contrasto e che fosse tanto più possibile ricordarle tanto più queste associazioni fossero forti. Pur essendo Aristotele un anticipatore, fu Ebbinghaus il primo a farci uno studio sistematico.
Ebbinghaus aderì alla corrente dell'empirismo radicale che paragona la mente umana alla nascita come una tabula rasa, priva di alcuna conoscenza, ma con una capacità di organizzarla; per questa ragione è stato molto criticato dagli studiosi successivi, in quanto la sua idea è troppo riduttiva come unica spiegazione dei complessi meccanismi alla base della memoria; ad ogni modo il suo guardare ai fatti e alle relazioni tra essi fu grande spunto poi per il funzionalismo.
Ebbinghaus parla della memoria, sottolineando il fatto che gli stati mentali, come le sensazioni, i sentimenti, le idee, non cessano di esistere quando non li vediamo, ma li cogliamo dai loro effetti.
Tre tipi di effetti della memoria
3 tipi di effetti della memoria: il richiamo.
- Volontario: ricordi richiamati alla coscienza mediante un atto di volontà → “possiamo richiamare alla coscienza, mediante un atto di volontà, stati apparentemente perduti: possiamo in sostanza riprodurli volontariamente. Durante tentativi di questo tipo, tentativi cioè di ricordare, svariate immagini, che non intendevamo ricercare, riemergono alla luce della coscienza insieme alle immagini desiderate. Sarebbe assurdo pensare che la nostra volontà abbia creato una nuova immagine dal nulla: essa deve essere esistita realmente, in qualche modo in qualche luogo. La volontà, per così, dire l’ha soltanto scoperta e riportata di nuovo a noi.”
- Involontario: quando avviene involontariamente un richiamo alla mente di immagini passate → “Spesso, a distanza di anni, stati mentali una volta presenti alla coscienza vi ritornano spontaneamente, senza alcun atto di volontà, si riproducono cioè involontariamente. Anche qui, nella maggioranza dei casi, riconosciamo questo stato mentale riapparso, come uno stato in cui abbiamo già avuto esperienza: in altre parole, lo ricordiamo. Queste riproduzioni involontarie non sono del tutto casuali né accidentali; al contrario, esse vengono portate alla luce da immagini mentali, attualmente presenti. Esse si verificano, inoltre, secondo certe modalità regolari, che vengono descritte in termini delle cosiddette “leggi dell’associazione”.”
- Accumulo di esperienze che si manifesta in certe condizioni → “Gli stati mentali scomparsi danno una sicura prova che la loro esistenza continua, anche se non ritornano affatto alla coscienza, o per lo meno non ricompaiono in un determinato momento; l’aver usato un certo insieme di pensieri facilita, in certe condizioni, l’uso di un analogo insieme di pensieri, anche se noi non abbiamo presente il primo insieme, né i suoi metodi né i suoi risultati. Intendo riferirmi al carattere illimitato dell’accumularsi delle esperienze nel tempo. La maggior parte di queste esperienze rimane nascosta alla coscienza e tuttavia produce un effetto che è significativo e che autentica la loro precedente esistenza.”
Condizioni che modulano ritenzione e riproduzione
Secondo Ebbinghaus, oltre che dagli effetti, la memoria è anche descritta dalle condizioni che modulano la ritenzione e riproduzione. Per Ebbinghaus queste condizioni sono, per esempio, l’attenzione, l’interesse, il contenuto del materiale da ricordare, ma anche le differenze individuali. Esistono persone che ricordano bene e persone che ricordano male, differenze inter-individuali; il ricordo varia nell’arco della vita di uno stesso individuo dalla giovinezza fino alla vecchiaia, differenze intra-individuali.
Nonostante le differenze nei contenuti e alle differenze individuali → in ogni caso per ricordare il materiale è necessaria la ripetizione. “Parole, discorsi e poesie di una certa lunghezza non si possono apprendere con una sola ripetizione, anche se il soggetto usa la massima concentrazione di attenzione ed è molto abile. Un sufficiente numero di ripetizioni ne garantisce l’apprendimento finale, e successive riproduzioni aumentano la sicurezza e la facilità dell’esecuzione.”
N.B.: La ritenzione e la riproduzione dipendono in larga misura dall'attenzione e dall'interesse connessi agli stati mentali al loro primo insorgere.
La memoria (1885)
- Studio sistematico e rigoroso sulla memoria, applicazione del metodo delle scienze naturali, come non era mai stato fatto prima. Egli riporta, infatti, che gli psicologi di allora cercavano di approfondire l’argomento solo attraverso un numero sempre maggiore di esempi come “colui che impara in fretta, dimentica in fretta”, “gli anziani dimenticano più in fretta quello che hanno appreso da poco”, senza occuparsi però di approfondire con un metodo scientifico tali concezioni comuni.
- Nel libro “La memoria” Ebbinghaus raccoglie esperimenti sulla legge associazionistica, condotti su se stesso, non avendo a disposizione un laboratorio, tra il 1879/80 e il 1883/84.
Egli si sottopose a un’analisi sperimentale e quantitativa della memoria, imparando a memoria migliaia e migliaia di liste di sillabe ed esaminando il proprio ricordo in diversi periodi di tempo. Sottoponendo se stesso all’esperimento, poté controllare le differenze individuali, che nel campo della memoria erano fonti di variabilità consistenti.
- Egli stabilì un criterio di misurazione che identificò nel numero di ripetizioni necessarie affinché un certo materiale venisse appreso in modo da poter essere riprodotto correttamente.
- Decise, inoltre, di imparare liste di lettere senza senso per analizzare la memoria come “capacità pura”. Le sillabe con senso, infatti, rappresentano una situazione non pura poiché possono essere soggette ad associazione e quindi a variabili non controllabili dallo sperimentatore.
Prefazione
Nella prefazione dell’opera l’autore:
- Annuncia la novità di un manoscritto che affronta lo studio della memoria intesa come apprendimento, ritenzione, associazione e riproduzione.
- Chiede al lettore di tener conto della difficoltà dell’oggetto studiato e del carattere temporale delle prove.
- Specifica che se anche lo studio è avvenuto su se stesso i risultati consentono di arrivare a conclusioni di validità generale basate sulle relazioni tra questi numeri.
Capitolo 3: il metodo di indagine
Paragrafo 1 - Serie di sillabe senza senso.
Paragrafo 2 - Vantaggi e svantaggi.
In questo capitolo Ebbinghaus tratta il metodo di derivati dal tipo di materiale apprendimento di sillabe, oggi noto come apprendimento seriale.
Paragrafo 4 - Fonti di errore.
Il materiale privo di senso offre molti vantaggi.
Paragrafo 6 - Periodo delle prove.
“Apprendimento seriale”.
Nonostante gli esperimenti fossero condotti con massimo rigore l’autore specifica ci vi sono vantaggi:
Le prove si sono svolte in due periodi, negli anni 1879 – 80 e 1883 – 84. Le prove fatte nelle due sessioni non sono confrontabili tra loro per via dei metodi adottati e dell’orario del giorno in cui sono state fatte differente tra loro.
Innanzitutto presenta il modo con cui ha condizioni mutevoli che possono causare errori nella rilevazione.
- Semplice e omogeneo (≠ da materiale con significato, che sono a carattere narrativo, descrittivo, in cui sono presenti metafore, ecc.).
Selezionato le sillabe: Ebbinghaus si serve delle consonanti e 11 tra vocali e dittonghi appartenenti all’alfabeto tedesco, ottenendo 2300 sillabe. Queste sillabe sono state mescolate e poi, pescando a caso, sono state usate per costruire materiale di lunghezza differente. Le sillabe usate erano poi messe da parte. Quando aveva finito tutte le sillabe, esse venivano di minore e di conseguenza investirò meno attenzione ed è proprio così che si può in cui interromper.
È difficile trovare delle condizioni prettamente costanti possiamo anche trovare materiale con significato, es. poesia, ed essere soggetti a condizioni legate alla vita quotidiana.
Paragrafo 5 - Misurazione del lavoro richiesto.
- Connessioni condizioni esterne cui sono presenti metafore, ecc.
Ebbinghaus, in questo paragrafo, definisce il tipo di misurazione (in secondi) del tempo necessario a memorizzare le sillabe e come il tempo medio per ogni sillaba rimanesse costante.
2300 sillabe. Queste sillabe sono state mescolate.
- Oscillazioni dell'attenzione → piccole variazioni di breve durata nel memorizzare la serie: l’attenzione del soggetto varia se è la prima volta che si effettua la ripetizione, la seconda, la terza e così via. Quando ripeto la prima volta ho un certo carico cognitivo e investo più attenzione; la seconda volta, invece, avrò un carico cognitivo.
- Elevato numero di combinazioni.
Necessario a memorizzare le sillabe e come il tempo medio per ogni sillaba rimanesse costante anche con l’aumento del numero di sillabe da memorizzare.
Due modi, non esclusivi, ma insieme, per fare ciò:
- Misurazione del tempo necessario alla memorizzazione → il numero di ripetizioni.
- Rende possibile una variazione quantitativa sicura e adeguata (≠ da materiale con significato, es. poesia, in cui interromper).