Concetti Chiave
- Nel Medioevo si osserva un regresso nella medicina rispetto all'Antichità, a causa della perdita di conoscenze fondamentali come quelle di Ippocrate e Galeno.
- Le invasioni barbariche causarono la distruzione di trattati medici, portando a una diminuzione delle conoscenze e a credenze superstiziose sulle malattie.
- I monaci, privi di formazione scientifica, sostituirono i medici e curavano con erbe, contribuendo alla creazione di ospedali, ma senza igiene adeguata.
- Durante la peste del XIV secolo, i medici si rivelarono incapaci di affrontare l'epidemia, ricorrendo a pratiche come l'uso di amuleti e consultando alchimisti per farmaci.
- Salerno emerse come importante centro di progresso medico, riscoprendo opere antiche e istituendo corsi di medicina obbligatori sotto Federico II di Svevia.
Regresso della medicina medievale
Rispetto all’Antichità, la medicina nel Medioevo segna un regresso, considerato che i Greci ed i Romani ebbero due grandi studiosi di medicina come Ippocrate e Galeno. Il primo vissuto nel V e IV secolo a.C. e il secondo nel II secolo d.C.
Influenza delle invasioni barbariche
Questo successe perché quando le orde barbariche invasero l’Europa, molti trattati di medicina furono distrutti oppure, per essere salvati, rimasero a lungo al riparo nelle biblioteche dei monasteri. Per questo motivo, gli uomini, piano piano, si dimenticarono di molte ed importanti nozioni mediche, come per esempio la teoria di Ippocrate secondo la quale le malattie non erano da attribuire a cause sovrannaturali.
Credenze e pratiche mediche medievali
Ecco perché nel Medioevo si diffonde sempre più la credenza che le malattie più gravi fossero una conseguenza dell’opera del demonio. Inoltre i medici veri e propri mancavano ed erano sostituiti di preferenza da monaci privi di conoscenze scientifiche e che spesso curavano soltanto con le erbe medicinali, seppur con buoni risultati. Addirittura alcuni erano in grado di operare con successo ed avevano il merito di aver fondato molti ospedali, soprattutto lungo la via Francigena che dal nord Europa conduceva i pellegrini verso Roma. Tuttavia, poiché mancavano le più comuni regole igieniche, molto spesso gli ospedali invece di curare le malattie contribuivano a diffonderle.
Epidemie e alchimia nel Medioevo
Nella metà del XIV secolo una grande epidemia si diffuse in tutta l’Europa: la peste e i medici furono incapaci di combatterla e qualcuno era solito ricorrere anche a degli amuleti particolari.
Alcuni farmaci venivano preparati dagli alchimisti, celebri anche per aver trovato la pietra filosofale, in grado di trasformare qualsiasi metallo in oro. L’abilità degli alchimisti era riconosciuta da tutti e dagli stessi medici che ad erano soliti ricorrere i medici per avere consigli sul farmaco da somministrare.
Rinascita della medicina a Salerno
Salerno fu la città in cui la medicina fece realmente dei progressi, riscoprendo le opere degli Antichi. Addirittura Federico II di Svevia stabilì che nessuno avrebbe potuto esercitare la professione di medico se non avesse frequentato i corsi di medicina presso la Scuola di Salerno. La più popolare fra le opere di questa è il “Flos medicinae Salerni”. Si tratta di una raccolta di indicazioni igienico-sanitarie che ancora ai giorni nostri viene tenuta in considerazione. Fra l’altro, ci sono stati tramandati importanti studi sul tumore e sulle malattie polmonari.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale motivo del regresso della medicina nel Medioevo rispetto all'Antichità?
- Come influenzarono le credenze religiose le pratiche mediche medievali?
- Quali furono i progressi significativi nella medicina a Salerno?
Il regresso della medicina nel Medioevo è attribuito alle invasioni barbariche che distrussero molti trattati di medicina e portarono alla perdita di importanti nozioni, come la teoria di Ippocrate sulle cause delle malattie, che non erano considerate sovrannaturali.
Durante il Medioevo, si diffuse la credenza che le malattie gravi fossero causate dall'opera del demonio, portando a una sostituzione dei medici con monaci privi di conoscenze scientifiche, che curavano principalmente con erbe medicinali, sebbene con risultati variabili.
Salerno rappresentò un centro di rinascita per la medicina, riscoprendo le opere degli Antichi e stabilendo corsi di medicina, come quelli promossi da Federico II di Svevia. La Scuola di Salerno produsse opere importanti, come il “Flos medicinae Salerni”, che conteneva indicazioni igienico-sanitarie ancora rilevanti oggi.