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Concetti Chiave

  • L'equazione d'onda di Schrödinger rappresenta il comportamento delle particelle tramite funzioni d'onda, significative solo per stati a energia costante.
  • Le autofunzioni, risultanti dall'equazione d'onda, descrivono gli orbitali atomici e dipendono da tre numeri quantici: principale (n), orbitale (l) e magnetico (ml).
  • Gli orbitali sono organizzati in livelli e sottolivelli, con ogni livello definito dal numero quantico principale e ogni sottolivello dal numero quantico secondario.
  • Il numero totale di orbitali in un livello è pari a n², dove n rappresenta il numero quantico principale, e orbitali con n=l sono degeneri.
  • La maggior parte della carica totale dell'atomo si concentra nella superficie limite dell'orbitale, che rappresenta il contorno di probabilità per la presenza di elettroni.

Il comportamento di una particella è rappresentato da una equazione matematica detta equazione d'onda o di Schrödinger. L'equazione d'onda ammette infinite soluzioni dette funzioni d'onda Ψ, ognuna delle quali dipende dall’energia. Dal punto di vista fisico sono significativi solo gli stati a energia costante. Le energie di questi stati (autovalori) definiscono funzioni d’onda Ψ dette autofunzioni. Le autofunzioni descrivono gli orbitali atomici.

Numeri quantici e orbitali atomici

Le soluzioni dell’equazione d’onda, ovvero le autofunzioni, dipendono da dei parametri che sono i numeri quantici.

Un’autofunzione descrive un orbitale atomico, ovvero un volume di spazio all’interno del quale vi è la possibilità di trovare un elettrone. Ogni orbitale atomico è descritto da una serie di numeri quantici.

Ricordiamo che l’atomo è formato da un nucleo centrale in cui è presente la massa, con gli elettroni che si trovano negli orbitali con forme ed energie definite tramite i numeri quantici.

Quali sono i dettagli sui numeri quantici?

Per quanto riguarda l’atomo di idrogeno, le soluzioni dell’equazione d’onda dipendono da 3 numeri quantici:

- Numero quantico principale, n, che può assumere solamente valori interi positivi diversi da 0 (n=1, 2 ,3, 4…). Descrive l’energia (la quale cresce al crescere di n) e la dimensione dell’orbitale;

- Numero quantico orbitale di momento angolare (numero quantico secondario o azimutale), l, che può assumere i valori 0 e qualsiasi altro numero intero positivo purché non sia superiore a n-1 (l=0, 1 ,2 ,3, 4,…, n-1). Descrive la forma (il tipo) dell’orbitale;

- Numero quantico magnetico, ml, che può assumere qualsiasi valore positivo e negativo compreso lo 0, purché tra +l e -l (l è il numero quantico orbitale di momento angolare). Quindi ml=-l, (-l+1), …, -2, -1, 0, 1, 2, …. , (l+1), l (-l ≤ ml ≤ +l). indica l’orientamento degli orbitali nello spazio attorno al nucleo.

Struttura dei livelli e sottolivelli

Tutti gli orbitali aventi lo stesso valore di n si trovano nello stesso guscio elettronico principale o livello principale, e tutti gli orbitali con gli stessi valori di n e l si trovano nello stesso sottoguscio o sottolivello (in cui si ha la massima possibilità di trovare gli elettroni). Essendo n un numero che descrive l’energia dell’orbitale, quindi dell’elettrone, più alto sarà il suo valore e maggiore sarà l’energia dell’elettrone. Di conseguenza maggiore sarà l’energia dell’elettrone maggiore sarà la sua distanza al nucleo.

Considerazioni sugli orbitali

Il numero di sottolivelli permessi in un livello principale è lo stesso del numero di valori permessi per il numero quantico orbitale di momento angolare, l. Di conseguenza, nel primo livello principale, con n=1, il solo valore consentito per l è zero. È quindi presente un solo sottolivello. Per n=2 i valori consentiti di l sono 0 e 1, saranno quindi presenti due sottolivelli, e via di segutio all’aumentare di n. Si può anche dire che il numero di sottolivelli in un livello principale è uguale al numero quantico principale n.

Il nome dato ad un sottolivello, indipendentemente dal numero quantico principale n, dipende dal valore del numero quantico secondario l. I primi 4 sottolivelli sono:

Sottolivello sl=0 Sottolivello pl=1 Sottolivello dl=2 Sottolivello fl=3

Alcune considerazioni:

- Il numero totale di orbitali per un livello di valore n è pari a n2;

- Gli orbitali con lo stesso numero quantico n appartengono allo stesso strato elettronico;

- Ogni strato contiene uno o più sottolivelli identificati dal numero quantico secondario l;

- Orbitali aventi n=l hanno la stessa energia e la stessa forma e sono chiamati orbitali degeneri.

La maggior parte dell carica totale (circa il 90%) è presente nella superficie limite. La superficie limite è il contorno dell’orbitale.

Gli orbitali dell’atomo di idrogeno sono organizzati in livelli e sottolivelli.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato delle autofunzioni nell'ambito dell'equazione d'onda?
  2. Le autofunzioni, che sono soluzioni dell'equazione d'onda, descrivono gli orbitali atomici, ovvero gli spazi in cui è probabile trovare un elettrone, e sono caratterizzate da specifici numeri quantici.

  3. Quali sono i tre numeri quantici che definiscono le soluzioni per l'atomo di idrogeno?
  4. Per l'atomo di idrogeno, le soluzioni dell'equazione d'onda dipendono dal numero quantico principale (n), dal numero quantico orbitale di momento angolare (l) e dal numero quantico magnetico (ml).

  5. Come si strutturano i livelli e i sottolivelli negli orbitali atomici?
  6. Gli orbitali con lo stesso valore di n si trovano nello stesso livello principale, mentre quelli con gli stessi valori di n e l si trovano nello stesso sottolivello, con l'energia dell'elettrone che aumenta all'aumentare di n.

  7. Qual è la relazione tra il numero quantico principale e il numero di sottolivelli?
  8. Il numero di sottolivelli in un livello principale è uguale al numero quantico principale n, e il numero di sottolivelli permessi è determinato dai valori del numero quantico orbitale di momento angolare (l).

  9. Qual è la distribuzione della carica totale negli orbitali atomici?
  10. Circa il 90% della carica totale si trova nella superficie limite, che rappresenta il contorno dell'orbitale, evidenziando la concentrazione di carica attorno agli elettroni.

Domande e risposte

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