Concetti Chiave
- L'attività mazziniana dopo il 1849 si intensificò, ispirata dalle eroiche difese di Roma e Venezia, dando vita a nuovi martiri e cospiratori.
- Nel Lombardo-Veneto, numerosi cospiratori vennero giustiziati, tra cui Don Tazzoli e Tito Speri, per il loro impegno a favore della causa mazziniana.
- I tentativi rivoluzionari del 1853 a Milano fallirono, portando a una dura repressione e all'uccisione di importanti figure come il duca di Parma Carlo III.
- La spedizione di Sapri, guidata da Carlo Pisacane, rappresentò un momento significativo dell'attività mazziniana, ma si concluse tragicamente con la morte di Pisacane.
- Il contesto politico dell'epoca fu caratterizzato da insurrezioni represse, con eventi simultanei a Livorno e Genova che non ebbero successo.
Qual è l'attività mazziniana post 1849?
L’attività mazziniana non cessò dopo il 1849, ma anzi prese vigore dall’esempio delle eroiche difese di Roma e di Venezia.
Martiri e cospiratori del Lombardo-Veneto
Nel Lombardo-Veneto, nel 1851, nuovi martiri si aggiunsero ai precedenti (Don Grioli, Sciesa, Dottesio) e nel 1852, cinque cospiratori, fra cui Don Tazzoli, furono uccisi a Belfiore perché trovati in possesso di cartelle per un prestito nazionale promosso dal Mazzini; altri quattro, fra cui l’eroe di Brescia, Tito Speri, salirono sul patibolo poco dopo.
Fallimenti e repressioni
Nel 1853 falliva a Milano un moto rivoluzionario che provocò nuove repressioni.
Nel 1854 fu ucciso da un repubblicano il duca di Parma Carlo III di Borbone; nel 1855 Pier Fortunato Calvi pagava con la vita il suo tentativo di far insorgere il Cadore.
La spedizione di Sapri
Ma il più notevole moto mazziniano di quegli anni fu la spedizione di Sapri, guidata dal napoletano Carlo Pisacane.
Il Pisacane, dopo essersi allontanato dal mazzinianesimo, per abbracciare idee socialiste, si riaccostò al Mazzini e volle organizzare una spedizione nell’Italia meridionale, dove i Francesi miravano a sostituire i Borbone con un figlio di Gioacchino Murat.
Sbarcato a Sapri, nel Cilento con pochi compagni e coi detenuti che aveva liberato dal carcere di Ponza, il Pisacane fu assalito dalle truppe borboniche e dai contadini che pensarono trattarsi briganti.
Presso Sansa egli cadde con alcuni compagni. Gli altri furono imprigionati. Le rivoluzioni scoppiate contemporaneamente a Livorno e a Genova furono subito represse.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'impatto delle difese di Roma e Venezia sull'attività mazziniana dopo il 1849?
- Chi furono i martiri e i cospiratori del Lombardo-Veneto nel periodo post-1849?
- Qual è stata la sorte della spedizione di Sapri guidata da Carlo Pisacane?
L'attività mazziniana non si fermò dopo il 1849, ma si intensificò grazie all'ispirazione derivante dalle eroiche difese di Roma e Venezia.
Nel Lombardo-Veneto, nel 1851 e 1852, si contarono nuovi martiri come Don Grioli e Tito Speri, e cospiratori come Don Tazzoli, uccisi per il loro coinvolgimento in attività patriottiche legate al Mazzini.
La spedizione di Sapri, organizzata da Pisacane, si concluse tragicamente con l'assalto delle truppe borboniche, portando alla morte di Pisacane e di alcuni compagni, mentre gli altri furono imprigionati.