Massimi e minimi relativi in Rn
Gianni Sammito Appunti di Analisi II
Si consideri una funzione f: A → R, con A ⊆ Rn, e sia x ∈ A un punto interno ad A.
Definizione di massimo e minimo relativo
Definizione: si dice che x è un punto di massimo relativo per f se ∃B(x, r) ⊂ A tale che
f(y) ≤ f(x) ∀y ∈ B(x, r). Si dice invece che x è un punto di minimo relativo per f se
∃B(x, r) ⊂ A tale che f(y) ≥ f(x) ∀y ∈ B(x, r).
Data una funzione, per trovare i punti di massimo e/o minimo relativo si può sfruttare il seguente teorema.
Teorema
Teorema: se f: A → R, con A ⊂ Rn aperto, è derivabile in un punto x ∈ A interno ad A e x è un punto di massimo o minimo relativo, allora
∇f(x) = (0, 0, . . . , 0)
Dunque in prima battuta, per cercare gli eventuali punti di massimo e minimo relativo di f, si calcolano le derivate parziali e si risolve il sistema in cui tutte tali derivate si azzerano:
∂f/∂x1(x1, x2, . . . , xn) = 0
∂f/∂x2(x1, x2, . . . , xn) = 0
..
∂f/∂xn(x1, x2, . . . , xn) = 0
Esempio
Esempio: calcolare massimi e minimi relativi delle seguenti funzioni R2 → R così definite:
f(x, y) = x2 + y2
g(x, y) = 1 − x2 − y2
h(x, y) = y2 − x2
∇f(x, y) = (2x, 2y)
∇f(x, y) = (0, 0) ⇒ x = y = 0
∇g(x, y) = (−2x, −2y)
∇g(x, y) = (0, 0) ⇒ x = y = 0
∇h(x, y) = (−2x, 2y)
∇h(x, y) = (0, 0) ⇒ x = y = 0
Quindi (0, 0) è un punto critico per le tre funzioni.
f(x, y) = x2 + y2 ≥ 0 ∀(x, y) ∈ R2
Perciò (0, 0) è un punto di minimo assoluto, quindi anche relativo, per f.
g(x, y) = 1 − (x2 + y2) ≤ 1 ∀(x, y) ∈ R2
Dato che g(0, 0) = 1, allora (0, 0) è un punto di massimo assoluto, quindi anche relativo, per g.
Per quanto riguarda h, la restrizione h(x, 0) = −x2 equivale ad una parabola concava con vertice nell’origine, per questo il punto (0, 0), relativamente a questa restrizione, rappresenterebbe un massimo.
Invece la restrizione h(0, y) = y2 rappresenta una parabola convessa con vertice nell’origine, pertanto, relativamente a questa restrizione, il punto (0, 0) rappresenterebbe un minimo.
Pertanto (0, 0) per h non è né un punto di massimo né un punto di minimo, ma è un punto di sella.
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Gianni Sammito Appunti di Analisi II
Teorema di Fermat
Teorema di Fermat: sia f: A → R, con A ⊂ Rn aperto e f ∈ C1(A), sia x ∈ A un punto interno ad A, e supponiamo inoltre che x sia un punto di massimo o minimo relativo.
Allora ∇f(x) = O, dove con O si intende il vettore nullo di Rn.
Punti critici e punti di sella
Definizione: i punti in cui il gradiente si annulla sono detti punti critici. Sia f definita come sopra, allora l’insieme dei punti critici è dato da
{x ∈ A: ∇f(x) = O}
Definizione: un punto critico che non è né un massimo né un minimo è un punto di sella. Più precisamente, se x è un punto critico, e in ogni intorno di x esistono due punti y e z tali che f(y) > f(x) e f(z) < f(x), allora x è un punto di sella.
Quindi per capire se un punto critico x di f è un punto di massimo, di minimo o di sella si deve studiare la disequazione f(y) − f(x) ≥ 0 per y appartenente ad un intorno di x.
Esempio
Esempio: trovare massimi e minimi relativi di f: R2 → R: (x, y) → x2 + y3 − xy
Dato che f ∈ C1(R2), per il Teorema di Fermat i suoi eventuali punti di massimo e minimo relativo sono punti critici.
∂f/∂x (x, y) = 2x − y
∂f/∂y (x, y) = 3y2 − x
∇f(x, y) = (2x − y, 3y2 − x)
2x − y = 0
3y2 − x = 0
x = 3y2
x = 3y2
6y2 − y = 0
y(6y − 1) = 0
Le soluzioni del sistema sono (x, y) = (0, 0) e (x, y) = (1/12, 1/6).
Se (0, 0) fosse un punto di minimo, allora, per ogni (x, y) in un intorno di (0, 0), risulterebbe:
Osservando che f(0, 0) = 0:
f(x, y) − f(0, 0) ≥ 0 ⇒ x2 + y3 − xy ≥ 0
Osserviamo come si comporta la f lungo la retta x = 0, studiamo cioè la restrizione f(0, y) = y3, rappresentata in Figura 1.
Tale restrizione è positiva per y > 0, negativa per f(0, y) < 0, così come evidenziato in Figura 2.
Comunque si comporti ogni altra restrizione di f, esisteranno punti appartenenti all’intorno di (0, 0) per cui f(x, y) > f(0, 0), altri appartenenti allo stesso intorno per cui f(x, y) < f(0, 0).