Concetti Chiave
- Giambattista Marino, autore del Seicento, conobbe un grande successo in Europa, ospite alla corte del re di Francia, nonostante le critiche della Chiesa e l'inclusione del suo libro nell'Indice dei Libri Proibiti.
- L'Adone, l'opera più celebre di Marino, è il poema epico più lungo mai scritto, caratterizzato da uno stile barocco e un uso ricco di figure retoriche, in particolare metafore ardite.
- La trama dell'Adone include personaggi mitologici e episodi scandalosi, come l'amore tra Venere e Adone, con un contesto di piacere epicureo e la morte tragica di Adone per mano di Marte.
- Il mito di Adone e Mirra è presentato con elementi scabrosi, come l'amore incestuoso di Mirra per il padre, culminando nella sua trasformazione in pianta e nella nascita di Adone.
- Nell'Adone sono presenti riferimenti alla letteratura contemporanea e critiche positive a Galileo, affrontando temi come la scoperta della Luna e l'uso del telescopio, con allusioni alla mitologia.
Il Successo di Giambattista Marino
Giambattista Marino non è un autore italiano molto conosciuto, eppure nel Seicento ebbe un grandissimo successo: egli era uno dei più conosciuti il Europa (fu anche ospitato alla corte del re di Francia, infatti l’Adone ha una dedica al monarca). Marino era mal visto dalla Chiesa: fu accusato di eresia e il suo libro fu messo nell’Indice dei Libri Proibiti. Marino nacque nel 1569 e visse nella seconda metà del Cinquecento e nei primi decenni del Seicento, anche se è considerato uno scrittore del Barocco. Negli anni in cui scrisse Marino, la Gerusalemme Liberata di Tasso era l’esempio da seguire; Marino si propose di emulare e superare in grandezza Tasso. Decise così di scrivere un’opera, la Gerusalemme Distrutta (voleva parlare di Gerusalemme come era realmente, ossia distrutta). Marino, per poter descrivere questo scenario, doveva dar vita ad un poema epico, ma riuscì a scrivere solo un canto e poi abbandonò l’opera (questo genere non era congeniale alla mente dell’autore).
L'Adone e il Barocco
L’Adone è la sua opera più celebre, il più lungo poema epico mai scritto (egli scrisse anche altri testi); Adone è un personaggio epico. Come di norma nel Barocco, la finalità di quest’opera era stupire (per la sua lunghezza). Marino fa suoi i principi del Barocco, usando molte figure retoriche (in particolare la metafora). Quanto più ardite erano le metafore, più bravo era il poeta (concettismo); Marino ne fu maestro; tant’è che si iniziò a parlare del Marinismo (da coloro che prendevano come modello il suo modo di scrivere). Egli sosteneva che il poeta si dovesse ispirare/dovesse attingere ai modelli letterari “con il rampino” (il poeta doveva pescare quanto ci fosse di buono nei modelli letterari precedenti, infatti nelle sue opere si trovano sia riflessi classici che moderni). Bisognava essere degli eclettici (prendere elementi diversi, riconducibili a diversi modelli). Lo scrittore aveva l’arduo compito di rendere attuali le cose vecchie e antichizzare quelle moderne.
L’Adone di Marino è un poema ellittico (in quanto il cerchio, raffigurante la perfezione, venne sostituito dall’ellisse), perché non perfetto, più vicino all’Orlando Furioso (senza un centro e non regolare) che nel Seicento ebbe un grandissimo successo, e la quale conteneva anche una dedica al re di Francia. Quest’opera piaceva al pubblico, ma non alla Chiesa, perché l’opera rasentava la blasfemia (in quanto i temi non erano quelli prestabiliti). La trama dell’Adone parla di personaggi tratti dalla mitologia: Venere, Cupido, Adone, Marte, Mercurio (qui si vede la distanza da Tasso).
Trama e Temi dell'Adone
Per vendicarsi della madre Venere, Cupido fa approdare a Cipro Adone, un giovane bellissimo, e Venere se ne innamora; la parte più scandalosa dell’opera consiste nell’episodio nel quale Venere e Adone si recano nel Giardino del Piacere (che è diviso in 5 zone , ognuna delle quali faceva riferimento ad uno dei 5 sensi) (il piacere è di matrice epicurea, ma materializzato), fino a quando interviene Marte, che, geloso, promette di uccidere Adone il quale, fuggendo, incappa in molte peripezie. Si racconta anche di un viaggio celeste (sulla luna). Venere poi è costretta a lasciare Cipro, lasciando Adone vulnerabile, che fu ucciso da un cinghiale mandato da Marte. L’episodio della morte di Adone fu preso come spunto da molti pittori. La materia è quindi laica e pagana, e sono presenti molte reminiscenze letterarie (scrittori classici, tra cui Ovidio, autore de “Le Metamorfosi”). La figura di Adone potrebbe appartenere alle civiltà mesopotamiche, è una figura molto antica che rappresenta la rinascita. Il personaggio veniva accostato a Iside e Osiride nell’antico Egitto; anche in Grecia esisteva Adone, che poi passò al mondo latino (Ovidio infatti scrisse le Metamorfosi, libro contenente più di 300 storie riguardanti trasformazioni).
Il Mito di Adone e Mirra
Il mito è quello di Mirra, che secondo il mito greco e latino era la madre di Adone. Ovidio avvisa subito il lettore che la storia che sta per raccontare è scabrosa. Mirra si innamora, per punizione di Venere, del padre, re di Cipro. La nutrice si accorge del male di Mirra e le spiega perché prova dolore. Con l’inganno la nutrice la fa stare con il padre, e dopo diverse notti scoprì che quella era la figlia. Nel tentativo di ucciderla (da parte della nutrice), Mirra viene aiutata da Venere e la trasforma in pianta; quindi lei era in attesa di un figlio, ma era diventata un albero (le sue lacrime sono la resina). Allora Giunone Lucina, dea che aiutava le donne partorienti, aprì un varco nel tronco, dando così la possibilità al bambino di uscire; il piccolo venne bagnato con la resina e divenne un giovane bellissimo, di cui si innamorarono le divinità. Nell’opera di Marino non si hanno le tre unità, neanche l’utile e il delectare, il fine è il piacere. Egli descrive anche il viaggio di Adone sulla luna, dove viene accompagnato da Mercurio (il viaggio è diverso rispetto a quello di Orlando).
Riferimenti Contemporanei e Critica
Nell’Adone vi sono anche riferimenti alla letteratura contemporanea, come Ariosto. Quando egli scrisse la sua opera, Galileo aveva già scritto il “Sidereus Nuncius”, nel quale si parlava della Luna; Marino si propone di fare una critica positiva nei confronti di Galileo, ma indirettamente. Si fa anche riferimento alla scoperta dell’America, avvenuta in modo cruento, mentre la scoperta della Luna avvenne senza spargimento di sangue. La Luna viene chiamata anche Cinzia o Trivia; Cinzia deriva dal monte Cinto, dove nacque Artemide, dea della Luna. Il telescopio è stato inventato dagli olandesi, ma Galileo lo perfezionò. Koiré, invece, nel Medioevo, inventò la lente d’ingrandimento. Endimione fu un personaggio mitologico che fu rapito dalla Luna nel sonno e che se ne innamorò (era un pastore); con l’appellativo di Endimione viene chiamato Galileo.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'opera "L'Adone" di Giambattista Marino?
- Come si distingue Giambattista Marino nel panorama letterario del Seicento?
- Quali sono i temi principali trattati nell'Adone?
- In che modo Marino si collega alla scienza e alla letteratura contemporanea?
- Qual è la storia di Mirra e il suo legame con Adone?
"L'Adone" è il poema epico più lungo mai scritto, concepito per stupire il pubblico attraverso l'uso di ardite metafore e figure retoriche, tipiche del Barocco, e rappresenta un allontanamento dai temi tradizionali, suscitando l'ira della Chiesa.
Marino, pur essendo mal visto dalla Chiesa e accusato di eresia, si affermò come uno dei poeti più noti in Europa, cercando di emulare e superare Tasso, e dando vita a un nuovo stile letterario noto come Marinismo.
L'Adone esplora temi di amore e vendetta attraverso la storia di Venere e Adone, con elementi di mitologia e riferimenti ai sensi, presentando una materia laica e pagana, ricca di reminiscenze classiche.
Marino fa riferimento a Galileo e alla scoperta della Luna, criticando positivamente il suo lavoro, e confrontando la scoperta dell'America con quella della Luna, evidenziando un approccio pacifico rispetto a eventi storici cruenti.
Mirra, madre di Adone, vive una storia scabrosa di amore incestuoso e trasformazione in pianta, da cui nasce Adone, simbolo di rinascita, evidenziando la complessità dei miti che Marino incorpora nel suo poema.