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Concetti Chiave

  • Mussolini abbandona l'idea della repubblica e l'anticlericalismo per conquistare il sostegno della borghesia e dei moderati, cruciali per il suo potere.
  • La marcia su Roma del 24 ottobre 1922 rappresenta un atto di forza, in cui Mussolini chiede al re di cedere il potere, bypassando le procedure democratiche.
  • Il re si rifiuta di dichiarare lo stato di guerra, temendo che alcuni militari possano schierarsi con i fascisti, vedendo Mussolini come un argine contro i socialisti.
  • La presa di potere di Mussolini avviene in un contesto di sottovalutazione, con molti che considerano la nomina a capo del governo una pagliacciata.
  • La marcia su Roma è storicamente significativa, poiché evidenzia la grave minaccia rappresentata dalla violazione della democrazia a favore dell'autoritarismo fascista.

La mutazione di Mussolini

A questo punto Mussolini compie una mutazione; siccome si entra in Parlamento si toglie l’idea della repubblica, la crisi al capitalismo (il sostegno deriva dalla borghesia e dall’industria), si abbandona l’anticlericalismo (se devo farmi piacere dei moderati non posso essere anticlericale, essendo maggior parte della popolazione cattolica).

La marcia su Roma

Mussolini capisce che fatta questa mutazione – anche dato che le fabbriche finanziano il movimento fascista – può organizzare il colpo di mano: le truppe fasciste marciano su Roma (24 ottobre 1922) per chiedere al re di cedere il potere a Mussolini. È un atto di forza che si situa fuori dalle procedure democratiche. All’epoca anche questo viene sottovalutato: il presidente del consiglio chiede al re di organizzare uno stato di guerra, permettendo all’esercito di sparare sulla folla. Il re rifiuta perché pensa che un po’ di fascismo potrebbe far bene e perché aveva paura che una parte dei militari e dei carabinieri potesse non obbedire ai comandi e schierarsi con il duce; questo rappresenta un pericolo per la monarchia.

Conseguenze della marcia

I fascisti arrivano a Roma; Mussolini è in Svizzera, temendo un esito negativo della marcia. Gli viene conferito l’incarico di capo del governo. All’epoca molti la considerano una pagliacciata e pochi ne capiscono la gravità.

La marcia su Roma (ottobre 1922) è un avvenimento piuttosto importante, che all’epoca non è valutato nella sua gravità. In realtà è un atto gravissimo perché la presa del potere non è avvenuta per vie democratiche ma per un atto di forza. Ciò è grave, tanto che tutt’oggi ai Savoia viene imputato di non aver fatto nulla per fermare Mussolini. Il re vedeva di buon occhio Mussolini, soprattutto per la sua volontà di fermare i socialisti. La minaccia della rivoluzione rossa pesa molto psicologicamente per vedere il fascismo come argine.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la mutazione ideologica di Mussolini prima della marcia su Roma?
  2. Mussolini abbandonò l'idea della repubblica e l'anticlericalismo per ottenere il sostegno della borghesia e dell'industria, riconoscendo l'importanza della maggioranza cattolica della popolazione (testo).

  3. Quali furono le circostanze che portarono alla marcia su Roma nel 1922?
  4. Mussolini, grazie al finanziamento delle fabbriche, organizzò un colpo di mano per chiedere al re di cedere il potere, un atto di forza che si collocava al di fuori delle procedure democratiche (testo).

  5. Come venne percepita la marcia su Roma all'epoca e quali furono le sue conseguenze?
  6. La marcia su Roma fu sottovalutata da molti, considerata una "pagliacciata", ma in realtà rappresentò un grave atto di forza che portò Mussolini al potere, con il re che non intervenne per fermarlo (testo).

Domande e risposte

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