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Simonide, Pavlov, Tolman, Galton

Metodo dei loci. Condizionamento classico. Apprendimento latente. Questionario sperimentale classico per lo studio della memoria. Mappe cognitive visuo-spaziale. Associazione S-R.

Aristotele: immagini mentali, associazioni di significato.

Ebbinghaus: studio di sillabe prive di significato verbale. Bartlett: studio di materiale di significato, memoria ↔ significato verbale.

Memoria ricostruttiva e tecnica del riapprendimento

Memoria ricostruttiva. Tecnica del riapprendimento.

Gli schemi con cui immagazziniamo le conoscenze pregresse possono distorcere il ricordo di nuove info.

Tempo di studio ↔ tempo di ri-apprendimento.

I 3 paradigmi classici dello studio della memoria

Oblio e riapprendimento. Ricostruttività della memoria e schemi individuali.

Ebbinghaus – apprendimento di sillabe prive di significato. Bartlett – apprendimento di materiale di significato. Galton – questionario sperimentale sulle immagini mentali.

Basi neurali e studi su soggetti particolari

Il caso di Clive: basi neurali, amnesia anterograda + retrograda.

Il caso del paziente Henry Molaison: studi su soggetti particolari, amnesia anterograda.

Il memorizzatore eccezionale Joshua Foer. Effetto palla di neve.

Erick Kandle, Francis Galton e James Watson

Erick Kandle: abituazione – sensibilizzazione.

Francis Galton: genetica del comportamento, immagini mentali.

James Watson: natura genetica di alcune disfunzioni della memoria, Alzheimer.

Psicologia cognitiva e modello modale

Modello modale di Atkinson e Shiffrin.

Modello multicomponenziale di Baddeley e Hitch. Effetto di mera esposizione.

Memoria di lavoro. Implicita, non dichiarativa, procedurale.

Verbale ↔ visuo-spaziale.

Memoria a breve termine: ecoica, iconica.

Memoria a lungo termine.

Memoria sensoriale

Memoria sensoriale. Esperimenti di Sperling:

  • Tecnica del rapporto completo.
  • Tecnica del rapporto parziale.
  • Ricordo in funzione del tempo trascorso.

Esplicita, dichiarativa, fattuale.

Episodica, semantica, autobiografica.

Strategie per il ricordo

Interferenza. Decadimento.

  • Chunking.
  • Ritmo, prosodia, pause.

A. Accumulo di più prove: compito di Peterson e Peterson.

B. Somiglianza degli elementi da ricordare, stessa categoria.

Paradigma 1: ricordo di info nell’ordine presentato

Immagazzinamento. Oblio. Tecnica dello span di memoria.

Priorità di attivazione.

Paradigma 2: rievocazione libera

Capacità: 7 +/- 2 chunks.

Durata: pochi secondi.

Effetto primacy. Interferenza retroattiva.

Effetto primacy. Effetto recency.

Prime info meglio ricordate perché più tempo per sedimentare.

Prime info peggio ricordate perché acquisite nuove info.

Esperimento di Postman e Philips. Esperimento di Bjork e Whitten.

Effetto recency. Interferenza proattiva.

Ultime info meglio ricordate perché più discriminabili, più dettagli ancora attivi.

Ultime info peggio ricordate perché vecchie info occupano spazio e risorse in memoria.

Rapporto di discriminazione.

Ampliamenti del modello multicomponenziale

Modello multicomponenziale di Baddeley e Hitch.

Metodi per testarlo:

  • Span di cifre.
  • Reading span test.

Metodi per testarlo:

  • Matrici.
  • Test di Corsi.
  • Paradigma del doppio compito.
  • Puzzle immaginativo.

Loop fonologico e taccuino visuo-spaziale

Taccuino visuo-spaziale ↔ MBT visuo-spaziale.

Loop fonologico ↔ MBT verbale.

Manipolazione di immagini mentali.

Acquisizione del linguaggio.

Bloccato da: soppressione articolatoria.

Bloccato da: spatial tapping.

Creazione di nuove immagini mentali.

Controllo del comportamento.

Modelli di Logie, Baddeley, Norman e Shallice

Modello del loop fonologico, Logie, Baddeley.

Esecutivo centrale.

Modello di Logie: magazzino fonologico, ripetizione sub-vocalica, inner scribe, visual cache.

Norman e Shallice. Modello di Norman e Shallice.

  • Effetto di similarità fonologica.
  • Effetto di lunghezza della parola.
  • Effetto dei suoni irrilevanti.

Controllo dei SAS, processi automatici.

Lobi frontali. Esecutivo centrale. Controllo dei processi automatici. Sistema Attentivo Supervisore, SAS.

Emisferi e memoria

Emisfero destro: memoria visuo-spaziale.

Area del “what”, ventrale → memoria di oggetti.

Area del “where”, dorsale → memoria di posizioni spaziali.

Emisfero sinistro: memoria fonologica.

Lobo parietale e sub-temporale → informazione fonologica.

Area di Broca → ripetizione sub-vocalica.

Ipotesi del tempo totale e apprendimento

Ipotesi del tempo totale. Ebbinghaus.

Relazione lineare inversa tra tempo speso nell’apprendere delle informazioni e tempo necessario per riapprenderle in seguito.

Ippocampo + corteccia neocorticale.

Tasso di apprendimento.

Relazione lineare positiva tra tempo speso nell’apprendere delle informazioni, pratica e expertise → quantità di informazioni acquisite.

Regola delle 10 000 ore e ricalibrazione dell’addestramento

Regola delle 10 000 ore. Ericsson.

Ricalibrazione dell’addestramento. Ericsson.

Una pratica estensiva è sufficiente per eccellere in vari campi.

La quantità di informazioni acquisite dipende da: fattori personali, personalità, motivazione, pratica + predisposizione genetica.

Fattori ambientali: ambiente facilitante, accesso alle opportunità.

Recupero a intervalli crescenti e pratica distribuita

Recupero a intervalli crescenti. Pratica distribuita. Testarsi.

Metodo della pratica distribuita.

SE poco tempo a disposizione: studio massivo → metodo dei test.

Testing effect: testare le proprie conoscenze durante l’apprendimento ne facilita la ritenzione.

SE molto tempo a disposizione: studiare il materiale → testarsi → distribuzione della pratica → recuperare solo materiale su cui si sono fatti errori nel test precedente.

In generale, feedback e ripetizione

In generale, distribuire il carico di lavoro a piccole dosi lungo un intervallo di tempo esteso è più efficace.

Spaziatura. Effetto di generazione.

Feedback: utile se fornito a integrazione del metodo dei test.

Esplicito. Immediato o differito non fa differenza.

Ripetizione: metodo passivo che ha scarsa efficacia per l’apprendimento di info complesse.

Motivazione ad apprendere

Motivazione ad apprendere: rinforzo che dà un senso all’apprendimento.

Effetto di cecità al cambiamento.

Ruolo indiretto → più impegno e attenzione.

  • Obiettivi chiari.
  • Obiettivi specifici.
  • Obiettivi realizzabili.

Implicito e modelli alternativi

Implicito.

Apprendimento procedurale.

Condizionamento classico.

Priming.

Effetto di mera esposizione.

Modelli alternativi: predicibilità e attribuzione di significato.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gaiadancer00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell’apprendimento e della memoria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Muffato Veronica.
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