Mappa concettuale geografia culturale
→ Nascita geografia culturale: California, anni 20, Carl Sauer, Scuola di Berkeley. Pionieri sono Peter Jackson, James Duncan e Denis Cosgrove. vs epistemologia essenzialista e totalizzante.
Nascita New cultural geography: anni 80, temi transnazionali, supporto dall’inglese e dall’editoria. I capostipiti sono Peter Jackson, Denis Cosgrove e James Duncan.
Peter Jackson, James Duncan e Denis Cosgrove
→ Peter Jackson: “the maps of the meaning”, riconoscimento pluralità culture, significati traslati secondo interessi degli studiosi. La cultura è un mezzo per comprendere il mondo.
James Duncan: vs idea super-organica della cultura che porta alla reificazione e al determinismo. Paesaggio come testo: semiotica di riferimento. Paesaggio come sistema di segni costruito ma anche narrato in cui prevalgono le ideologie degli interpreti. L’atto stesso dell’interpretazione produce cultura e presuppone un osservatore privilegiato e distaccato.
Denis Cosgrove: cultura data da simboli, ideologia, potere, economia, approccio marxista ai cultural studies vs materialismo storico. Obiettivo: ideologia e conflitto sociale in geografia. Insieme a Peter Jackson pubblica un articolo = manifesto della geografia culturale, la cultura come questione sociale. Si interessano di come i gruppi sociali cambiano forme e strutture per la resistenza sociale. Il paesaggio è un atto filtrato → dalla cultura e dalla società. Come un modo di rappresentare lo spazio che nasce nell’Italia rinascimentale avveniva attraverso l’auto-rappresentazione di aristocrazia e alta borghesia, nasce col capitalismo moderno. Il paesaggio insieme alla cartografia costituiscono degli strumenti di poteri. Ad esempio la pittura ha funzione di auto-celebrazione e legittimazione del potere dei borghesi. Il paesaggio è un campo di studi su rappresentazioni, si avvalgono delle arti figurative, film, pubblicità, come antesignani della geografia visuale.
Cultural turn e conoscenza situata
Cultural turn: affermazione assunti teorici post-strutturalismo/modernismo, superamento delle concezioni cartesiane, focalizzazione su pratiche culturali. L’accezione anglo-americana è sociale e mette in discussione la segregazione razziale e la questione della schiavitù. Invece l’accezione italiana si concentra sul territorio e la specificità della storia →
Conoscenza situata: Donna Haraway, le forme di conoscenza riflettono le particolari condizioni in cui → → sono prodotte. Essa è fautrice della metafora del cyborg, mix umano e macchina, siamo tutti cyborg, abbiamo delle protesi dentarie. Essa si concentra sulla distinzione maschio/femmina e realtà/finzione.
Fondamenti della geografia e scienze sociali
Alexander von Humboldt: opera “Kosmos” in cui emerge il suo studio dei fenomeni naturali, si tratta del padre della geografia fisica, parla delle leggi della terra con un processo deduttivo ed ha una concezione scientifica della geografia.
Carl Ritter: prototipo dell’impostazione idealista e storico-umanistica fondata sulla sensibilità soggettiva e interrogativi filosofici.
→ Scienze sociali: 800 antropologia, geografia, sociologia e psicologia.
→ Antropologia culturale: 1871, Edward B. Taylor, cultura in senso sociale, unica per tutta l’umanità, bisogna considerare la variabile dello stadio evolutivo.
→ Evoluzionismo sociale: Herbert Spencer, culture in termini gerarchici, questa concezione giustificherà l’imperialismo coloniale.
Determinismo ambientale: 1850-1900, la natura come variabile indipendente che condiziona la vita dell’uomo e la connotazione degli spazi terrestri.
Friedrich Ratzel: opera “antropogeographie”, nascita della geografia umana, determinismo ambientale, → studia la distribuzione dei fenomeni umani, volkerkunde naturvolker, kulturvolker.
Possibilismo geografico e paesaggio culturale
Possibilismo geografico: 1850-1900, ideato da Vidal de la Blache e nominato per la prima volta da → Lucien Febvre, la natura offre delle possibilità che l’uomo sfrutta secondo il suo GDV. Vi è attenzione agli spazi rurali, importante collana “Regioni d’Italia”. Si discutevano le differenze tra regioni e paesaggi comparandole, interesse per la relazione uomo-ambiente. Regione: porzione di superficie col proprio GDV. Paesaggio: espressione visibile della regione. Quindi vi è il focus sull’omogeneità e diversità dei territori, interessi statali interni, la borghesia è interessata alla cultura materiale. Si pensava che fosse possibile → → descrivere i territori in tutti i suoi aspetti, ideale cartesiano. Gli aspetti valutati: antropici, popolo; economici: agricoltura; aspetti fisici: clima.
Carl Sauer: padre dell’ecologia ambientale, influenza tedesca per dimensione ambientale, influenza francese per interesse sul paesaggio e la regione. Mette al primo posto la cultura. Egli rovescia la relazione cultura-ambiente, ristabilisce tradizione degli studi regionalisti, idea superorganica della cultura, paesaggio fondamentale. Egli toglie la centralità alla natura e la sostituisce con l’idea superorganica. “Morphology of landscape”: la maggior cultura l’hanno i popoli non avanzati, poiché le comunità tradizionali che non hanno i mezzi per trasformare la natura a cui sono legati.
Silvio Picciardi: regionalizzazione dei paesaggi culturali, parla della fasi della ricerca geografica che porta all’ideazione dei paesaggi culturali.
Anni 50-60, spatial analysis e strutturalismo
→ Anni 50-60: a causa del clima positivista, geografia come scienza nomotetica, concezione utile per la politica.
→ Spatial analysis: 1950-1960, il luogo diventa localizzazione geometria, ordine, prevedibilità sociale. Si tratta di una tendenza post WW2, obiettivi pragmatici, risvolti concreti, porta agli estremi gli assunti razionalistici. Neopositivista, discipline economiche e geometria euclidea, quantitativa, predittiva.
Donald Meining: ibridazione culturale e gemmazione, connotazioni diverse secondo il sostrato culturale. Fa uno studio sui mormoni, ovvero nel modo in cui una città s’espande, viene utilizzato per spiegare la migrazione dei mormoni.
Strutturalismo: Ferdinand De Saussure, vengono coinvolte le scienze sociali, epistemologia e marxismo, retroterra teorico: positivismo, razionalismo. Metodi usati: dati statici, cartografia, articoli scientifici, osservazione diretta. Vengono presi in considerazione tutti gli eventi osservabili, causalità cartesiana, descrizione analitica. Determinismo ambientale, possibilismo geografico, funzionalismo.
Geografia comportamentale e umanistica
→ Behavioral geography: black box, produzione di dati primari attraverso interviste e questionari, studi sul comportamento, flusso d’informazioni, modello di ricerca e apprendimento, analisi comportamento elettorale. Tutto ciò che riguarda le emozioni e le sensazioni, chiamata così perché sono ritenute insondabili.
Armand Frémont: spazio di vita, sociale e vissuto = spazio fisico, percezioni, emozioni, sentimenti, + critica ai borghesi che producono spazi alienati in cui gli spazi non vengono condivisi tra le persone.
Geografia umanistica: relazione uomini-ambiente, no positivismo, antica tradizione intellettuale, creatività, significato, intenzioni, fenomenologia, esperienza, valori attribuiti all’ambiente/luogo. Uso delle fonti indirette. Fa riferimento alla geografia letteraria e viene fatta poca ricerca empirica.
Eric Dardel: oggetto conoscenza geografica = rivelazione terra sulla condizione umana, posizione antropocentrica.
→ Edward Relph: radicamento forte attaccamento al luogo = sentimento di familiarità, come cura protezione verso il luogo, sette tipologie di insideness e outsideness, luogo: ambiente fisico + attività umane + significati. Senso del luogo: capacità di cogliere e apprezzare le qualità distintive.
Yi Fu Tuan: simboli pubblici, campi d’attenzione, topofilia, topofobia, luogo come fonte di sicurezza.
→ Abitare come fonte di sicurezza esistenziale, esperienza che restituisce sicurezza patria, home of people.
Geografia radicale e senso del luogo
Geografia radicale: povertà, ineguaglianza sono funzionali alla riproduzione del sistema capitalistico. vs spatial analysis: capitalismo e funzionalismo. Si rivolge alla scala globale e urbana. Mettono in luce le diseguaglianze, squilibri, conflitto sociale ed economici. Lo spazio è uno strumento di controllo degli stati egemoni. Approcci idealisti, spiritualisti e dialettici. Ha obiettivi nuovi ma usano metodi vecchi/quantitativi ovvero dati statistici e cartografie.
Henry Lefebvre: riproduzione spazio urbano funzionale a quella della società capitalistica, spazio percepito, concepito e vissuto.
J. D. Porteus: paesaggio come esperienza corporea, vissuta attraverso i cinque sensi, sound, smell, body – scape.
→ → David Seamon: luogo = movimento, dinamicità, metafora danza place ballet, time ballet e body ballet. Egli rielabora il concetto di senso del luogo, si tratta di un geografo umanista.
→ → Shamai: ricerca empirica, visione filosoficamente orientata, carattere descrittivo, appartenenza al luogo, attaccamento al luogo e impegno per il luogo.
Decostruzionismo, Foucault e agency
Decostruzionismo: interrogazione dei testi, conoscenza a partire dal testo, rappresentazione realtà, testo da interrogare. Vi è un tentativo d’estrarre i significati, le tendenze e i pre-concetti che sono alla base del testo.
Foucault: conoscenza come strumento di potere, eterotopie, regole speciali, rovesciano regole spazi inclusi, → inquietano e devastano la sintassi dei luoghi, e eterocronie, uso diverso del tempo, stabilità per biblioteche e precarietà per mercati. La struttura è una forma di dominio da mascherare, critica le visioni → univoche del mondo. Il potere è capillare, si emancipa dal potere facendo operazioni di controcultura.
Agency: capacità dell’individuo d’agire indipendentemente dai condizionamenti e di effettuare le proprie scelte.
Clifford Geertz: nuovo metodo etnografico, thick description.
Post-strutturalismo, luogo e spazio
Post-strutturalismo: rilievo della semiotica, i metodi visuali, le analisi testuali, soggettività di chi interpreta. Viene messo in discussione il razionalismo cartesiano, dà voce a gruppi esclusi, no struttura. Ha una base relativista = rifiuta le spiegazioni univoche.
Doreen Massey: il tempo inteso come processo e lo spazio come struttura, processo = storia, spazio = geografia. Luogo: processo in continuo, visione romantica: strumentale alla storia, identità di luogo = → interazioni con il mondo. Global sense of place, luogo chiuso, autoreferenziale e confinato = luoghi contestati.
→ David Harvey: “social justice of the city”, il capitalismo si serve dello spazio per riprodursi. Compressione spazio temporale: estensione globale e flessibilità dei regimi d’accumulazione del capitale. Spazio assoluto: immutabile, funzione di contenitore, misurato in km; spazio relativo: dipende dal soggetto, si considera il distanziamento e il costo, spazio relazionale: tiene in considerazione i processi che portano alla costruzione dello spazio. Quindi spazio e tempo sono incorporati nei processi. Il luogo può costituire un
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