Concetti Chiave
- Alessandro Manzoni sviluppa l'idea di scrivere un romanzo storico ispirato dall'opera di Walter Scott, "Ivanhoe", durante il suo soggiorno a Parigi tra il 1819 e il 1820.
- Manzoni consulta fonti storiche come la "Storia patria" di Giuseppe Ripamonti e "Sul commercio de’ commestibili e caro prezzo del vitto" di Melchiorre Gioia per approfondire la sua ricerca.
- La scelta di ambientare il romanzo nella Lombardia del Seicento permette di rappresentare un'epoca di decadenza e oppressione, enfatizzando la lotta morale degli umili contro i potenti.
- Manzoni utilizza l'ambientazione seicentesca per aggirare la censura austriaca, criticando indirettamente la dominazione austriaca attraverso la rappresentazione dei governanti spagnoli.
- Il romanzo di Manzoni incorpora temi del Risorgimento, come l'ingiustizia politica e i soprusi dei potenti, mettendo in risalto la dignità degli umili e la loro capacità di superare gli ostacoli.
Indice
Origine dell’idea di comporre un romanzo storico
La decisione di Alessandro Manzoni di cimentarsi nella redazione di un romanzo storico matura lentamente nello scrittore. Si trattava di un genere letterario del tutto nuovo, rispetto al modello tradizionale del XVIII secolo che aveva ispirato le Ultime lettere di Jacopo Ortis di U. Foscolo.Nel periodo che va dal settembre 1819 all’agosto 1820, Manzoni si trova a Parigi ed è attratto dall’opera di Walter Scott, Ivanhoe, che sta riscuotendo molto successo.
Il 29 gennaio 1821 scrive una lettera all’amico Claude Fauriel per informarlo dell’attività dei romantici a Milano e gli illustra sommariamente l’idea di Tommaso Grossi che sta scrivendo I lombardi alla prima crociata , su modello di Ivanhoe; ne approfitta per chiede all’amico un parere al fine di utilizzare l’invenzione dei fatti per rappresentare i costumi storici di un’ epoca.
Attraverso il confronto con Fauriel, Manzoni sviluppa, così, le sue riflessioni sul romanzo storico, sulla mescolanza tra il serio e il comico, e sulla lingua italiana.
Secondo Manzoni, riunire i tratti caratteristici di un’epoca ed inserirli sviluppandoli in un’azione romanzata permette allo scrittore non di mettersi in concorrenza con la storia, ma di creare un’opera poetica.
Fra i pochi mesi che intercorrono tra la lettera a Fauriel la data di inizio di Fermo e Lucia, succedono dei fatti molto importanti: i moti carbonari in Piemonte, la repressione ad opera dell’esercito austriaco, la soppressione del Conciliatore, la dispersione del cenacolo romantico con l’arresto di alcuni personaggi di spicco come Silvio Pellico.
Le fonti storiche consultate
A seguito di questi avvenimenti, il Manzoni si ritira nella villa avuta in eredità da Carlo Imbonati a Brusuglio, nel milanese e porta con sé la Storia patria di Giuseppe Ripamonti, uno scrittore seicentista, e Sul commercio de’ commestibili e caro prezzo del vitto di Melchiorre Gioia. Su alcune pagine di queste opere sono riportate le “grida” contro i bravi, la questione dei matrimoni impediti e i decreti emessi dal Governo milanese durante la carestia, Da segnalare che la necessità di ampliare la ricerca storica va ben oltre, come testimoniano le numerose richieste di opere e di raccolte del XVII secolo inoltrate alle biblioteche come quella di Brera.
Perché l’interesse del Manzoni si rivolge per la Lombardia del Seicento?
Nel XVII secolo, il concetto di nazionalità non era ancora nato per cui in Lombardia non esisteva, né il concetto di Stato, né il concetto di indipendenza. Ogni paese aveva il suo signorotto, circondato da “bravi”, sempre pronto ad opprimere e a togliere le libertà ai più deboli. La borghesia esisteva, aveva un po’di istruzione, ma era ipocrita, corrotta e soprattutto manteneva un comportamento servile nei confronti dei nobili. Il popolo poteva essere tenuto a bada solo se sfamato.Il XVII è il periodo di massima decadenza per la Lombardia, alla mercè di una classe dirigente corrotta, inetta ed arrogante. Manzoni conduce tale epoca con una formazione illuministica e riprende l’impegno civile, già tipico delle due riviste Il Conciliatore o il Caffè: gli umili lottano contro i potenti violenti e i borghesi corrotti e riescono a vincere. Non si tratta, però, di una lotta di classe perché nel XVII non era ancora sorto il concetto di disuguaglianza. Il concetto che domina era quello di democrazia che rende tutti uguali per il valore morale. Il carattere morale appartiene a tutti, al di là di ogni privilegio, aristocrazia o convenzione.
Il XVII secolo e la dominazione austriaca dopo il Congresso di Vienna
L’ambientazione nel Seicento permette al Manzoni di aggirare la censura austriaca e parlando della corruzione e dei soprusi dei governanti spagnoli del XVII secolo, in realtà lo scrittore dipinge la dominazione austriaca in Lombardia dopo il Congresso di Vienna. Non è un caso se egli inizia a comporre l’opera dopo il fallimento dei moti carbonari del 1821. I temi trattati sono quelli tipici del Risorgimento, con tutte le sue tensioni morali e patriottiche, in cui l’ingiustizia politica e i soprusi dei potenti si oppongono alla dignità e alla sofferenza degli umili i quali, però riescono a superare ogni ostacolo.Domande da interrogazione
- Qual è stata l'ispirazione di Alessandro Manzoni per scrivere un romanzo storico?
- Quali fonti storiche ha consultato Manzoni per il suo romanzo?
- Perché Manzoni ha scelto di ambientare il suo romanzo nella Lombardia del Seicento?
- Come ha influenzato la dominazione austriaca la scrittura di Manzoni?
- Quali temi del Risorgimento sono presenti nel romanzo di Manzoni?
Manzoni è stato ispirato dall'opera di Walter Scott, "Ivanhoe", durante il suo soggiorno a Parigi tra il 1819 e il 1820. Ha discusso l'idea con l'amico Claude Fauriel, sviluppando riflessioni sul romanzo storico e sulla rappresentazione dei costumi storici.
Manzoni ha consultato opere come la "Storia patria" di Giuseppe Ripamonti e "Sul commercio de’ commestibili e caro prezzo del vitto" di Melchiorre Gioia, oltre a richiedere numerose opere del XVII secolo alle biblioteche, per approfondire la sua ricerca storica.
Manzoni ha scelto la Lombardia del Seicento per rappresentare un'epoca di decadenza e oppressione, dove la borghesia era corrotta e il popolo oppresso. Ha voluto evidenziare la lotta morale degli umili contro i potenti, riflettendo temi di democrazia e uguaglianza morale.
La dominazione austriaca ha influenzato Manzoni a utilizzare il Seicento come ambientazione per aggirare la censura, criticando indirettamente la corruzione e i soprusi del governo austriaco attraverso la rappresentazione dei governanti spagnoli dell'epoca.
Il romanzo di Manzoni tratta temi tipici del Risorgimento, come l'ingiustizia politica e i soprusi dei potenti, contrapponendoli alla dignità e alla sofferenza degli umili, che riescono a superare gli ostacoli grazie al loro valore morale.