Concetti Chiave
- Manzoni scrisse “I Promessi Sposi” tra il 1820 e il 1821, con tre edizioni che presentano cambiamenti significativi nei personaggi, nell'ambiente e nella lingua.
- Il romanzo è definito storico poiché utilizza il "verosimile" per narrare eventi reali, anche se i protagonisti Renzo e Lucia sono personaggi fittizi.
- La Divina Provvidenza è il vero protagonista dell'opera, trasmettendo un messaggio di speranza attraverso la crisi e denunciando la dominazione spagnola in Italia.
- La conversione religiosa al Cattolicesimo di Manzoni ha influenzato la sua scrittura, portandolo a produrre opere più utili e significative, come le tragedie e gli "Inni Sacri".
- Manzoni abbandonò opere precedenti come “Urania”, puntando a una letteratura che trasmettesse messaggi profondi e utili al lettore, riflettendo la sua evoluzione artistica.
Le Edizioni de I Promessi Sposi
Manzoni scrisse “I Promessi Sposi” tra il 1820 e il 1821; ne furono redatte tre edizioni, con cambiamenti radicali tra i personaggi, l’ambiente, la lingua e a volte la vicenda: “Fermo e Lucia”, “Gli Sposi Promessi” e “I Promessi Sposi”. E’ ambientato nel 600, secolo di dominazione spagnola di alcune zone dell’Italia (ancora inesistente); le vicende si svolgono in Lombardia, dove gli spagnoli esercitano il proprio potere con la violenza e la repressione, infatti la vicenda comincia per il capriccio di uno spagnolo (Don Rodrigo).
Il Romanzo Storico e la Lingua
“I Promessi Sposi” è un romanzo storico perché viene usato il “vero per oggetto”, e nonostante Renzo e Lucia siano dei personaggi mai esistiti, Manzoni li utilizzò per raccontare vicende realmente accadute, dando quindi un significato al termine “verosimile” (simile al vero): Manzoni dice “così simile al vero da sembrare storia or ora scoperta”.
Manzoni, infatti, introdusse il suo romanzo affermando di aver trovato la vicenda su un manoscritto di un documento spagnolo (grida) e di averla “ripulita”, riscrivendola in forma più semplice e chiara, narrandola attraverso i due personaggi. La difficoltà maggiore fu raccontare senza una lingua, motivo per cui si sforzò di trovare una lingua comune per una quantità maggiore di gente. Scrisse quindi “I Promessi Sposi”, in fiorentino colto , “sciacquando” metaforicamente il proprio romanzo nelle rive dell’Arno.
Quali sono gli Scopi e Messaggi del Romanzo?
Lo scopo principale dell’opera è puramente religioso; infatti, si può dire che il vero e proprio protagonista del romanzo sia la Divina Provvidenza, che in teatro è individuabile come Deus ex Machina, che muove tutto il romanzo, e che Manzoni presenta come “colui che non turba mai la gioia dei suoi figli, se non per prepararne una più certa e più grande”. E’ un messaggio cristiano, che serve a dare speranza per preparare il lettore ad una svolta dopo una crisi, che sembra portare a conclusione la vicenda. Altro scopo del romanzo è quello di denunciare la dominazione spagnola, e indirettamente quella austriaca in Italia del 1800. Tant’è vero che scriverà una serie di opere sullo stesso tema, “Le Odi Civili”, che serviranno a testimoniare e a denunciare gli avvenimenti di quel periodo (il Risorgimento). “I Promessi Sposi” sarà il primo romanzo italiano (oltre a “Le ultime lettere di Jacopo Ortis”, romanzo epistolare di Ugo Foscolo) avente una struttura completamente diversa dalla narrativa del tempo, infatti Manzoni impiegherà molto tempo per portare a termine l’opera.
Opere Anteriori e Conversione
Alessandro Manzoni scrisse una serie di opere anteriori a “I Promessi Sposi”, tra cui il poema neoclassico ”Urania”, un esercizio formale che risultò senza utilità; in seguito rinnegherà quest’opera sviluppando un tipo di letteratura più utile, anche se meno bella nella forma, tant’è vero che i canoni di Manzoni saranno l’utilità (“l’utile per iscopo”), e la vicenda e il testo interessante, o che riesca semplicemente a trasmettere qualcosa al lettore. Tutto questo è legato alla sua conversione religiosa al Cattolicesimo, in seguito ad un percorso di fede molto lungo, in cui dice di approdarvi attraverso la ragione. Quindi possiamo parlare di conversione religiosa e poetica. Dalla sua conversione nasceranno nuove opere: gli “Inni Sacri”, “Il 5 Maggio” e due tragedie, “L’Adelchi” e “Il conte di Carmagnola”. Scrisse due tragedie per raggiungere un pubblico maggiore, ed espandere la sua poetica, per portare alla ribalta gli “umili”, cioè le persone comuni, che, come sosteneva Manzoni, “la storia non l’hanno solo fatta, ma l’hanno subita”. Ci prova, ma finisce per raccontare storie incentrate sulla vita di un conte (“Il conte di Carmagnola”) e di un principe (“L’Adelchi”).
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali edizioni de "I Promessi Sposi" e le loro caratteristiche?
- In che modo Manzoni utilizza il concetto di "verosimile" nel romanzo?
- Qual è il messaggio principale di "I Promessi Sposi"?
- Come ha influenzato la conversione religiosa di Manzoni la sua opera?
- Quali opere precedenti ha scritto Manzoni e come ha cambiato la sua visione letteraria?
Manzoni scrisse "I Promessi Sposi" tra il 1820 e il 1821, redigendo tre edizioni: "Fermo e Lucia", "Gli Sposi Promessi" e "I Promessi Sposi", ognuna con cambiamenti significativi nei personaggi, nell'ambiente e nella lingua.
Manzoni definisce il suo romanzo storico come "verosimile", utilizzando personaggi fittizi come Renzo e Lucia per narrare eventi realmente accaduti, presentando la storia come se fosse stata appena scoperta.
Il messaggio principale è di natura religiosa, con la Divina Provvidenza come protagonista, che offre speranza e prepara il lettore a una svolta dopo le crisi, denunciando anche la dominazione spagnola in Italia.
La conversione al Cattolicesimo ha portato Manzoni a scrivere opere più utili e significative, come gli "Inni Sacri" e le tragedie, spostando il focus su temi di utilità e sull'esperienza delle persone comuni.
Manzoni scrisse opere come il poema neoclassico "Urania", che rinnegò in favore di una letteratura più utile, influenzata dalla sua conversione, cercando di trasmettere messaggi significativi attraverso le sue narrazioni.