Concetti Chiave

  • Carlo Imbonati, compagno della madre di Manzoni, ha influenzato profondamente il suo sviluppo etico e poetico fino alla sua morte nel 1805.
  • La poesia di Manzoni, pubblicata nel 1806, utilizza una struttura tradizionale di "visione" e "sogno" per esprimere le sue concezioni etiche attraverso un dialogo con Imbonati.
  • Manzoni esprime una critica severa alla società contemporanea, riflettendo la delusione di chi sperava nella libertà e si trova ad affrontare il regime napoleonico.
  • Il poeta contrappone alla critica sociale un ideale di vita del "giusto solitario", preferendo la compagnia di amici virtuosi a quella dei benestanti superficiali.
  • La sua poesia, influenzata dal neoclassicismo, enfatizza l'importanza del "Vero" come valore etico e poetico, anticipando il suo successivo avvicinamento alla fede.

Indice

  1. Carlo Imbonati e Alessandro Manzoni
  2. La poesia di Manzoni
  3. Giudizio sulla realtà contemporanea
  4. Critica della società e ideale di vita
  5. Stile e neoclassicismo
  6. Il valore del "Vero"

Carlo Imbonati e Alessandro Manzoni

Carlo Imbonati era il compagno della madre di Alessandro Manzoni, dopo la separazione dal marito, avvenuta nel 1792. Egli apparteneva ad un’aristocratica famiglia di Milano ed aveva avuto Giuseppe Parini come precettore.

Quando l’uomo morì a Parigi, lo scrittore aveva 20 anni, ma fra i due si era istaurato un profondo legame, importante soprattutto per gli sviluppi etici successivi.

La poesia di Manzoni

Alessandro Manzoni pubblica la poesia nel gennaio 1806. Il componimento è articolato in 242 versi. Il poeta utilizza uno schema letterario tradizionale, cioè quello della “visione” e del “sogno” ed immagina di dialogare col defunto ponendogli domande riguardo l’etica, il fine della poesia ed altro e per celebrarne la personalità. Il dialogo è una finzione retorica perché fra i due interlocutori non esiste nessuna sostanziale differenza ed in pratica si tratta di un monologo che evidenzia soltanto le concezione e le posizione del Manzoni che caratterizzeranno la sua poetica futura.

Giudizio sulla realtà contemporanea

Nella prima parte, Manzoni fa pronunciare all’Imbonati che gli è apparso sotto forma di visione, un giudizio sulla realtà contemporanea, che in realtà è quello dello scrittore. Si tratta di un giudizio severo dietro il quale è facile scorgere l’amara delusione dibattuti coloro che avevano sognato la libertà ed invece avevano dovuto fare i conti con il regime napoleonico, con un inaspettato rovesciamento delle situazioni e con il mutamento dei poteri costituiti. Qualche anno prima, Foscolo, ne “Le ultime lettere di Jacopo Ortis” aveva espresso le idee e Parini aveva adoperato lo stessa tecnica dell’alter ego che si faceva portavoce delle proprie idee come l’Imbonati si fa portavoce di quelle del Manzoni. La delusione prende due indirizzi:

a) come critica della società

b) come personale ideale di vita

Critica della società e ideale di vita

Inizialmente vengono denunciati in modo molto lucido gli aspetti negativi della società del tempo: la dissonanza fra ideali tanto sbandierati e l’ingiustizia dei malvagi e la sconfitta degli onesti. In un secondo tempo, a questo quadro desolante, si contrappone un ideale di vita, quello del “giusto solitario” che si isola dalla folla e dal banale frastuono dei salotti e al presuntuoso cianciare dei rozzi e volgari benestanti (chiamati censiti in quanto pagano le tasse sui beni patrimoniali posseduti) A costoro, preferisce una categoria di amici eletti e virtuosi e il silenzioso dialogo con i grandi ormai defunti, le cui opere costituiscono un vanto e una guida per gli uomini. Si tratta di una solitudine aristocratica, fatta di uno stoico rigore che ci rimanda all’Alfieri e al Parini.

Stile e neoclassicismo

Dal punto di vista stilistico, quando il Manzoni scrive questa poesia il neo classicismo è la corrente letteraria predominante. Testimonianza di questo gusto ci è data dal lessico “si solve” = si scioglie, “mortal carco” = il peso del corpo, “al gracchiar voto” = il frastuono banale, superficiale, non profondo, “preponi” = preferisci, “pacata compagnia” = un dialogo silenzioso, che non fa rumore, che non si mette in mostra, “propositi virili” = propositi degni della dignità umana, “l’erta” = la vetta, la meta prefissata, “le ragion del core” = le passioni umane. Anche la struttura sintattica come le inversioni o gli “enjambements” ci rimandato al gusto neoclassico.

“…..il santo Vero

mai non tradir; né proferir mai verbo,

che plauda al vizio, o la virtù derida”

Il valore del "Vero"

Quando il Manzoni scrive questo componimento, non si è ancora accostato alla fede; nonostante questo la sua morale di uomo laico e la sua poetica sono di estremo rigore; la verità è un valore fondamentale, sia sul piano etico che su quello poetico. Il “Vero” è sentito in maniera religiosa ed è per questo che il termine esige la lettera maiuscola.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il legame tra Carlo Imbonati e Alessandro Manzoni?
  2. Carlo Imbonati era il compagno della madre di Alessandro Manzoni e, nonostante la sua morte avvenuta quando Manzoni aveva 20 anni, tra i due si era instaurato un profondo legame che influenzò gli sviluppi etici dello scrittore.

  3. Qual è la struttura e il tema principale della poesia di Manzoni pubblicata nel 1806?
  4. La poesia di Manzoni, composta da 242 versi, utilizza uno schema tradizionale di “visione” e “sogno” per dialogare con il defunto Imbonati, affrontando temi etici e celebrando la sua personalità, rivelando così le concezioni del poeta.

  5. Come Manzoni esprime la sua critica alla società contemporanea nella sua poesia?
  6. Manzoni, attraverso la figura di Imbonati, esprime un giudizio severo sulla realtà contemporanea, denunciando la dissonanza tra ideali e ingiustizie, riflettendo la delusione di chi aveva sperato nella libertà sotto il regime napoleonico.

  7. Qual è l'ideale di vita proposto da Manzoni nella sua poesia?
  8. Manzoni contrappone alla critica sociale un ideale di vita rappresentato dal “giusto solitario”, che si isola dalla superficialità della società e cerca un dialogo silenzioso con le opere dei grandi del passato, preferendo la compagnia di amici virtuosi.

  9. Qual è il significato del "Vero" nella poetica di Manzoni?
  10. Anche se Manzoni non si era ancora avvicinato alla fede, il "Vero" rappresenta un valore fondamentale nella sua morale e poetica, percepito con un rigore quasi religioso, sottolineando l'importanza della verità sia etica che poetica.

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