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</div>Daniele Lupo Appunti di Mathematica
Calcolo Simbolico 2
ü Introduzione
Abbiamo visto, finora, come elaborare in modo banale alcune espressioni. In fondo, però, fino ad
adesso non abbiamo veramente eseguito calcoli utili, e non abbiamo risolto un bel niente. Mi
dispiace, ma era doveroso scrivere tutto quanto, perchè a mio avviso prima di camminare bisogna
cominciare col saper stare in piedi. Non si può apprezzare la potenzialità di un programma come
Mathematica se prima non se ne conoscono le basi. Andare subito a risolvere un'equazione
differenziale del 10° ordine serve a ben poco, se non si sa dove andare a parare, con il risultato che si
pensa che non si può usare il programma e che non riesce a fare quello che vogliamo, e quindi lo
cestiniamo.
Adesso, però, ne sappiamo abbastanza, e soprattutto si è fatta quel poco di pratica che serve per non
spaventarci a scrivere cose nuove, e per essere sicuri che, quando si scriverà una formula complicata,
in fondo si saprà scrivere nel modo giusto.
Occhio, però!!!! Non abbiamo mica finito di imparare! Per esempio, non abbiamo ancora visto come
si definiscono le funzioni, ma lo faremo fra poco e, soprattutto, le useremo per poterci finalmente
lavorare sopra. Cominceremo a fare elaborazioni banali, come le derivazioni, ma pian piano le cose
si faranno più complesse, più complete e più utili. Dato che questo è un capitolo che mostra le
funzionalità base di Mathematica, sarà, credo uno dei più lunghi. Comunque, niente paura. E' niente
rispetto a quello che potrete sapere, e i concetti matematici che useremo saranno sicuramente digeriti
da molto tempo, per voi.
Ma adesso bando alle ciance, o miei discepoli e diletti sottoposti per la mia futura conquista del
mondo!!! Costruiremo la verità che più ci piace!!!
ü Funzioni
Abbiamo visto alcune delle funzioni tipiche di Mathematica. Per lo più, si tratta di funzioni per
manipolare dati, ma ha anche un numero incredibile di funzioni matematiche, naturalmente:
êê
BesselJ@4, 8D N
In[1]:= −0.105357
Out[1]= Binomial@5, 3D
In[2]:= 10
Out[2]= 77
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Daniele Lupo Appunti di Mathematica
RiemannSiegelTheta@5D
In[3]:= RiemannSiegelTheta@5D
Out[3]= N@%D
In[4]:= −3.45962
Out[4]=
E così via nei secoli dei secoli... Ma che succede se vogliamo una funzione personalizzata fatta da
noi? Semplice, ce la facciamo!!! Il modo normale per poter definire delle funzioni è il seguente;
funzione@x_D := espressione
Notate due cose importanti: quando defininiamo la funzione, l'argomento (o gli argomenti) devono
essere obbligatoriamente accompagnati dal segno di underscore, il che indica un pattern: senza
addentrarci troppo, l'underscore indica a Mathematica che x può essere una qualsiasi espressione
(reale, complesso, incognita etc). Per ora ci basta sapere che è così che si definiscono le funzioni.
L'altra cosa da notare è che il segno = è sostituito dal segno := con i due punti che precedono
l'uguale: questo significa che Mathematica deve valutare l'espressione non subito, ma solo quando
viene invocata; per ora ci basti sapere che si definisce così anche questo. Più avanti capiremo meglio
tutte queste precisazioni...
Allora, definiamo la nostra funzione d'esempio:
+
f@x_D := x ^ 3 Sin@Cos@xDD
In[5]:=
Se vogliamo calcolare la funzione in un punto, basta utilizzarla come qualsiasi altra espressione:
f@2D
In[6]:= +
8 Sin@Cos@2DD
Out[6]= f@6.D
In[7]:= 216.819
Out[7]= +
f@a bD
In[8]:= Ha 3
+ + +
bL Sin@Cos@a bDD
Out[8]=
Inoltre, è possibile naturalmente definire funzioni a più variabili:
+ +
g@x_, y_, z_D := x ^ 2 y ^ 3 z ^ 4
In[9]:= 78
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Daniele Lupo Appunti di Mathematica
Il simbolo di underscore serve ad indicare a Mathematica che l'argomento della funzione può essere
un argomento qualsiasi. A volte, invece, non vogliamo che sia così: per esempio, potremmo voler
definire delle funzioni ricorsive, e quindi ci piacerebbe far sapere a Mathematica che gli argomenti
della funzione possono essere solamente numeri interi. Possiamo naturalmente fare anche questo:
vediamo l'esempio più classico possibile ed immaginabile di funzione ricorsiva, considerando
(guardacaso) i numeri di Fibonacci; F ,F sono posti uguali ad 1, e un generico F è definito come la
n
1 2
somma dei due precedenti. Per poter definire questa funzione, dobbiamo prima definire i primi due
numeri: = =
fibo@1D fibo@2D 1;
In[10]:=
Adesso definiamo la funzione di Fibonacci:
− + −
fibo@x_IntegerD := fibo@x 1D fibo@x 2D
In[11]:=
Proviamo a vedere se funziona...
fibo@10D
In[12]:= 55
Out[12]=
mentre, se vogliamo calcolarci la funzione per un valore non intero, Mathematica non calcola la
funzione, perchè l'argomento non corrisponde con quello che si aspetta:
fibo@3.5D
In[13]:= fibo@3.5D
Out[13]=
Effettivamente, funziona. Vediamo di spiegare in modo semplice quello che ho fatto. prima di tutto,
per definire la funzione, ho definito la funzione in punti particolari. In questa maniera eseguo una
specie di overloading: infatti, quando prima si definisce la funzione in un punto generico x, e poi la
si definisce in generale, se poi la calcolo proprio in x Mathematica, che è un programma furbo, evita
di calcolarsi la funzione, dato che ha già il risultato bello e pronto. Logico no? In questo modo,
abbiamo evitato di mettere i valori iniziali nella pancia della funzione, che ne avrebbe complicato la
definizione, tramite comandi If e così via. In realtà, si dovrebbe pure considerare il caso dei numeri
interi negativi, ma si dovrebbe considerare il costrutto If, che considereremo più avanti.
Inoltre, abbiamo anche visto l'uso di Integer: in questo modo abbiamo detto a Mathematica che
quell'argomento poteva essere soltanto intero. Naturalmente, abbiamo anche altri tipi di insiemi di
numeri: Reals, Rationals, Algebraics, Complex e così via. In questa maniera possiamo imporre delle
condizioni specifiche, evitando dei messaggi di errore che possono capitare quando abbiamo delle
funzioni che accettano determinati tipi di argomenti.
79
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Derivazione
Le funzioni, ovviamente, possono essere derivate: la funzione di derivazione in Mathematica è
indicata con la lettera D: ∑
ÅÅÅÅ
ÅÅ
x] derivata (parziale) f
D[f, ∑x
∑ ∑
ÅÅÅÅ
ÅÅÅÅÅ ÅÅÅÅ
ÅÅÅÅÅ
x x … derivata multipla ... f
D[f, , , ]
1 2 ∑x ∑x
1 2 ∑ n f
ÅÅÅÅ
ÅÅÅÅÅ
n}] derivata di ordine superiore
D[f, {x, ∑x n
differenziale totale d f
Dt[f] d
ÅÅÅÅ
ÅÅÅÅ
x] derivata totale f
Dt[f, d x
Data la natura simbolica di Mathematica, siamo in grado di effettuare derivazioni anche su funzioni
non definite:
D@r@qD, qD
In[14]:= @qD
r
Out[14]= D@q@tD p@tD, tD
In[15]:= @tD @tD
+
q@tD p p@tD q
Out[15]=
Tuttavia, riprendiamo le funzioni che avevamo scritto poco sopra
+
f@x_D := x ^ 3 Sin@Cos@xDD
In[16]:= + +
g@x_, y_, z_D := x ^ 2 y ^ 3 z ^ 4
In[17]:=
e proviamo a derivarle:
D@f@xD, xD
In[18]:= −
2
3 x Cos@Cos@xDD Sin@xD
Out[18]= D@g@x, 5, zD, zD
In[19]:= 3
4 z
Out[19]=
Potete vedere come sia facile effettuare le derivazioni di funzioni che possono essere anche molto
complesse. Ovviamente possiamo effettuare anche derivate di ordine superiore:
80
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Daniele Lupo Appunti di Mathematica
8x,
D@x ^ n, 10<D
In[20]:= H−9 H−8 H−7 H−6
H−5 H−4 H−3 H−2 H−1
+ + + +
nL nL nL nL
Out[20]= −10+n
+ + + + +
nL nL nL nL nL n x
In aggiunta a questo, possiamo definire derivate miste di ordine superiore. Vediamo l'esempio,
definendo la seguente funzione: ê ê
par@x_, y_, z_D := Sin@x Cos@yDD Log@x ^ 2 y xD
In[21]:= Hx,yL
∑
Una volta definita, possiamo calcolarci, per esempio par@x, y, zD possiamo elencare
semplicemente nel giusto ordine le variabili nel comando D:
êê
D@par@x, y, zD, x, yD FullSimplify
In[22]:= H−x HCos@yD H−1
1 + + +
Cos@x Cos@yDD Log@x yD y Log@x yDL Sin@yDL
Out[22]= H2 3
x y Log@x yD 2
+ 2 y Cos@yD Log@x yD Sin@yDL Sin@x Cos@yDDL
x
Possiamo anche definire la derivata totale con Dt
Dt@x ^ n, xD
In[23]:= I n +
n
x Dt@n, xD Log@xDM
Out[23]= x
La derivata totale è la derivata della funzione quando ogni parametro dipende dall'argomento, quindi
non esistono costanti. Sono importanti, per esempio, quando si effettua il calcolo delle sensibilità di
un sistema.
Possiamo anche specificare, se non ci interessa la derivata totale, quali parametri devono essere
costanti nel calcolo della derivata, e quali, invece, devono essere considerati in funzione della
variabile di derivazione. Questo può essere fatto mediante l'opzione NonConstants, che specifica la
lista di parametri della funzione che NON devono essere considerati costanti. Per esempio,
definendo la funzione come segue:
nc@x_, y_D := c d f@c x, yD y
In[24]:=
Proviamo a fare la derivata in x:
D@nc@x, yD, xD
In[25]:= @c
H1,0L
2
c d y f x, yD
Out[25]= 81
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Tutti i parametri sono considerati costanti, come possiamo vedere dal risultato; adesso, invece
imponiamo che il parametro c dipenda da x: 8c<D
→
D@nc@x, yD, x, NonConstants
In[26]:= 8c<D @c
Hc 8c<DL
→ + H1,0L
d y D@c, x, NonConstants f@c x, yD
Out[26]= + → x, yD
c d y x D@c, x, NonConstants f
In questo caso si vede che dove compariva la c elaborata dalla derivata, adesso compare la derivata
di questo parametro, permettendo di vedere come cambia il risultato...
Comunque, se le conoscete sarete ben lieti di poterle utilizzare, scommetto. Per quanto riguarda la
derivazione, non c'è molto altro da dire, data la semplicità del comando.
Integrazione
Dopo aver definito l'integrale, il passo successivo è quello di vedere come si fa l'integrale, che di
solito è più difficile da calcolare a mano, specie se si va oltre il semplice polinomio o prodotto di
seni e coseni: possiamo definire l'integrale definito, indefinito, multiplo:
Ÿ
x] integrale indefinito f d x
Integrate[f, Ÿ
x, y] integrale multiplo indefinito d x d y f
Integrate[f, Ÿ x max
x x integrale definito f d x
Integrate[f, {x, , }] Ÿ Ÿ
min max x min x y
max max
x integrale multiplo definito d x d y f
Integrate[f, {x, ,
min x y
min min
x y y
}, {y, , }]
max min max
Vediamo subito alcuni esempi di utilizzo dell'integrazione:
Integrate@Cos@xD ^ 2, xD
In[27]:= x 1
+ Sin@2 xD
Out[27]= 2 4 8x,
Integrate@Exp@−x ^ 2D, 0, Infinity<D
In[28]:= è!!!
π
Out[28]= 2
Notate come potete facilmente, grazie al calcolo simbolico, calcolare risultati anche con intervallo di
integrazione infinito, e come il risultato non sia approssimato, ma preciso. Naturalmente, se vi
piacciono i risultati approssimati potete sempre farlo:
N@%D
In[29]:= 0.886227
Out[29]= 82
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Ma questo era solo per rinfrescarvi la memoria. Questo in quanto ci sono casi che non sono
risolvibili, e che quindi Mathematica lascia come sono:
8x,
Integrate@x ^ x, 1, 6<D
In[30]:= ‡ 6 x
x x
Out[30]= 1
In questo caso Mathematica non è in grado di risolvere analiticamente l'integrale (e se non ci riesce
lui dubito che qualche altra cosa nell'universo ci riesca), comunque potete sempre, in questi casi,
avere un'approssimazione del risultato, con la precisione che vi serve di più:
N@%, 60D
In[31]:= 17128.1112747406400791140548362465275891008756059805763169174
Out[31]=
Mathematica riesce anche ad integrare funzioni che richiedono l'uso di altre funzioni speciali, e che
quindi è tremendamente difficile tentare di risolvere a mano:
ê
−
Integrate@Log@1 x ^ 2D x, xD
In[32]:= D
1
− 2
PolyLog@2, x
Out[32]= 2
Integrate@Sin@x ^ 2D, xD
In[33]:= FresnelSA$%%%%%%
$%%%%%%
π 2 xE
Out[33]= π
2
Possiamo anche integrare in regioni di spazio. Se imponiamo limiti solo per le variabili, integreremo
in regioni rettangolari; in questo caso la regione è triangolare:
8x, 8y,
+
Integrate@x ^ 2 y ^ 2, 0, 1<, 0, x<D
In[34]:= 1
Out[34]= 3
Bisogna fare attenzione al fatto che il raggio d'integrazione che scriviamo per ultimo è quello che
viene calcolato prima. Infatti, se vogliamo scrivere la formula in forma tradizionale, possiamo usare
l'opzione TraditionalForm selezionando l'espressione ed utilizzando con CTRL+SHIFT+T:
Hx L
‡ ‡
1 x + ‚ ‚
2 2
y y x
0 0 83
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Inoltre, con il comando Boole possiamo anche definire altri tipi di regioni di integrazione che con gli
indici normali non si possono indicare. Per esempio, questo è un modo per calcolare un integrale in
un intervallo di integrazione circolare: 8x, 8y,
+ ≤ −1, −1,
Integrate@Sin@xD ^ 2 Boole@x ^ 2 y ^ 2 1D, 1<, 1<D
In[35]:= Hπ
1 − π BesselJ@1, 2DL
Out[35]= 2
Come potete vedere, il comando di integrale permettere di risolvere casi anche abbastanza
complicati. Tuttavia, come vedremo più avanti, dove non riesce il calcolo simbolico, riesce quello
numerico.
ü Sommatorie e produttorie
Con Mathematica possiamo risolvere facilmente anche produttorie e sommatorie particolarmente
ostiche; il programma è in grado, nella maggior parte dei casi in cui qualsiasi sommatoria o
produttoria converge, di dare il risultato esatto, anche quando ci sono espressioni particolarmente
complicate e, anche in questo caso, dove non ce la fa il calcolo simbolico ce la fa quello numerico.
Le funzioni per eseguire sommatorie e produttorie sono se seguenti:
⁄
i
i i la sommatoria f
max
Sum[f, {i, , }]
min max i=i
min ⁄ ⁄
i i di}] sommatoria con i crescente con passo di
Sum[f, {i, , ,
min max j
i max
i i sommatoria nididicata f
max
Sum[f, {i, , }, {j,
min max j= j
i=i
min min
¤
j j
, }]
min max i
i i produttoria f
max
Product[f, {i, , }]
min max i=i
min
Ci sono casi banali, dove il valore iniziale e finale sono finiti, ed in questo caso Mathematica calcola
semplicemente la somma normale:
ê 8i,
Sum@x ^ i i, 1, 7<D
In[36]:= 2 3 4 5 6 7
x x x x x x
+ + + + + +
x
Out[36]= 3 6 7
2 4 5
Possiamo anche specificare il passo, se vogliamo
8x, ê ê
Sum@Sin@xD, 0, Pi 2, Pi 6<D
In[37]:= è!!!
3 3
+
Out[37]= 2 2
Una cosuccia interessante è che Mathematica è in grado i calcolare anche la sommatoria nel caso che
i limiti dell'indice siano incognite: 84
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8x,
+
Sum@x ^ 3 x, n<D
In[38]:= L
H1 H2
1 + + + 2
n nL n n
Out[38]= 4
E, soprattutto, il programma è in grado di calcolare esattamente anche le sommatorie con indici che
vanno ad infinito:
ê 8x,
Sum@H1 3L ^ x, 3, Infinity<D
In[39]:= 1
Out[39]= 18
Possiamo definire in maniera analoga le produttorie, dato che richiedono gli stessi argomenti
- Risolvere un problema di matematica
- Riassumere un testo
- Tradurre una frase
- E molto altro ancora...
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