Concetti Chiave

  • Il dipinto "Cristo in scurto" di Mantegna, realizzato negli anni '80 del 1400, rappresenta Cristo morto in una composizione emotivamente carica.
  • La figura di Cristo è posizionata su una lastra tombale con un forte contrasto tra il suo corpo e i colori del cuscino, creando un impatto visivo significativo.
  • La prospettiva forzata utilizzata da Mantegna coinvolge lo spettatore, facendo sembrare i piedi di Cristo che escono dalla tela.
  • Mantegna adotta scelte figurative audaci, come dipingere piedi piccoli e una grande testa inclinata, per dare l'illusione di movimento e profondità.
  • La composizione lascia spazio a emozioni forti, con personaggi dolenti che osservano il corpo di Cristo, amplificando il senso di partecipazione dello spettatore.

Descrizione del dipinto

Cristo “in scurto”, ovvero in scorcio, chiamato anche “Cristo morto nel sepolcro e tre dolenti”, è stato realizzato nei primi anni degli anni 80 (1480), e lo sappiamo dal momento che in quegli anni era arrivata a Mantova una reliquia della pietra su cui era stato poggiato il corpo di Cristo. È stato eseguito con la tempera su una tela, ed è un dipinto quasi monocromo e rappresenta la figura del Cristo morto. Si trova in una stanza, con l’ingresso a destra e con il corpo di Cristo, spostato dalla croce e già lavato e posto su una lastra tombale, una roccia con diverse tonalità rosse-gialle spente, con lo scopo di essere cosparso di unguenti (infatti il vaso che li contiene è posato nell’angolo superiore destro della lastra). La sua testa è appoggiata su un cuscino di seta marezzata, ovvero con dei segni sinuosi simili alle onde del mare, di color rosa spento, che serve un po’ per giustificare la prospettiva forzata, per giustificare il fatto che la testa sia leggermente più alta.

Dettagli della composizione

La parte inferiore del suo corpo è coperta da un lenzuolo bianco-grigiastro, che però ci lascia intravedere le sue forme. Una parte del lenzuolo è anche sotto le sue spalle, e ciò attenua il contrasto tra il colore freddo e spento del volto e del corpo di Cristo e i colori del cuscino. Gli altri personaggi, ovvero San Giovanni, che piange e tiene le mani unite, La Vergine, che si asciuga le lacrime e in ombra, la figura di una donna che si dispera, probabilmente la Maddalena, che sono raffigurati all'estrema sinistra, mentre piangono, lasciando così l'intero spazio destro vuoto.

Prospettiva e impatto emotivo

Anche se sono presenti altri personaggi è il corpo di Cristo a riempire gran parte della tela. Mantegna struttura la composizione con lo scopo di creare un forte impatto emotivo, ma non solo per la presenza di un soggetto morto, ma per quelle che sono le scelte figurative dell’artista. Cristo è fortemente scorciato, infatti la lunghezza del suo corpo equivale a quattro volte la sua testa, e dal momento che lo spessore della lastra su cui è posato il suo corpo, sembra coincidere in basso con la superficie piana della lastra, i suoi piedi sembrano uscire fuori, occupando diciamo lo spazio dello spettatore che viene così coinvolto nella narrazione e diventa il quarto personaggio addolorato. Anche lui è inginocchiato come gli altri, e dalla loro stessa altezza osserva il corpo di Cristo. I suoi piedi in primo piano e le mani, di cui vediamo i dorsi, ci mostrano con estremo realismo gli squarci della carne causati dai chiodi, suscitando dell'osservatore un sentimento di pietà e di orrore.

C'è però un aspetto molto strano della rappresentazione, ovvero che la lastra permette di trovare il punto di fuga che si trova in alto, fuori dalla tela, ma l'immagine di Cristo non viene vista solo dall'alto, come si potrebbe pensare data la prospettiva, ma da una posizione intermedia, che non è neanche alla stessa altezza degli altri tre personaggi. L'artista avrebbe dovuto rappresentare una testa piccola e dei piedi grandi, ma Mantegna fa il contrario, infatti dipinge dei piccoli piedi e una testa grande e dettagliata, leggermente inclinata verso destra. In questo modo il corpo di Cristo sembra scivolare verso il basso e allo stesso tempo levitare verso l’alto.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del titolo "Cristo in scurto"?
  2. Il titolo "Cristo in scurto" si riferisce alla rappresentazione di Cristo in scorcio, un modo di dipingere che enfatizza la prospettiva forzata e il dramma della scena, come evidenziato nel dipinto realizzato da Mantegna nei primi anni '80 del 1400.

  3. Quali elementi compositivi contribuiscono all'impatto emotivo del dipinto?
  4. Mantegna utilizza una composizione che pone il corpo di Cristo al centro, con una prospettiva che coinvolge lo spettatore, rendendolo parte della narrazione. La lunghezza del corpo di Cristo e i dettagli realistici, come gli squarci della carne, intensificano il sentimento di pietà e orrore.

  5. Come sono rappresentati i personaggi che circondano Cristo?
  6. I personaggi, tra cui San Giovanni, La Vergine e probabilmente la Maddalena, sono raffigurati a sinistra, in un atteggiamento di dolore e disperazione, mentre l'area destra della tela rimane vuota, accentuando l'attenzione sul corpo di Cristo.

  7. Qual è l'effetto della scelta della prospettiva nel dipinto?
  8. La prospettiva forzata crea un effetto di coinvolgimento per lo spettatore, che sembra essere parte della scena. Mantegna gioca con le proporzioni, dipingendo una testa grande e dettagliata e piedi piccoli, dando l'impressione che il corpo di Cristo stia scivolando e levitando allo stesso tempo.

  9. Qual è la funzione del cuscino di seta marezzata nella composizione?
  10. Il cuscino di seta marezzata serve a giustificare la prospettiva forzata, posizionando la testa di Cristo leggermente più alta e creando un contrasto visivo con il corpo, contribuendo così all'impatto emotivo complessivo del dipinto.

Domande e risposte

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